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Protocollo Itaca: requisiti minimi e criteri specifici regione per regione

Regione per Regione, tabelle con i requisiti minimi per la certificazione e criteri specifici di applicazione regionale del protocollo ITACA

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Adottando il protocollo ITACA, ciascuna Regione specifica i requisiti minimi attesi e l’ambito dei criteri di applicazione.
Ogni area di valutazione comprende un determinato numero di criteri organizzati in schede. Per ogni scheda, si calcola un indicatore di qualità energetica o ambientale che, a sua volta, viene rapportato a una scala di prestazione per definire un punteggio; tale punteggio esprime il livello di sostenibilità dell’edificio rispetto allo specifico criterio.
La somma dei punteggi ottenuti per le singole schede, ricalibrati secondo la pesatura attribuita a ognuna di esse nel sistema complessivo, determina il punteggio associato a ciascuna area di valutazione. La somma dei punteggi ottenuti nelle aree di valutazione determina il livello globale di sostenibilità ambientale dell’edificio.
Ogni Regione ha assegnato pesi differenti:

Regione Criteri Aree di valutazione Peso
%
Basilicata 14 Qualità del sito 10
Consumo di risorse 60
Carichi ambienali e comfort 30
 Campania 15 Qualità del sito 5
Consumo di risorse 70
Carichi ambientali 5
Qualità ambientale indoor 15
Qualità del servizio 5
 Friuli Venezia Giulia
(Protocollo VEA)
22 Valutazione energetica
Impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili
Materiali da costruzione
Risparmio idrico e permeabilità dei suoli
Qualità esterna ed interna
Qualità esterna ed interna (altre considerazioni)
 Sistema di valutazione a matrici, ognuna delle quali assegna, in base alla classe energetica a cui è associata, diversi pesi per il calcolo della classe ambientale
Lazio 15 Qualità del sito 5
Consumo di risorse 60
Carichi ambientali 5
Qualità ambientale indoor 25
Qualità del servzio 5
Marche 15 Qualità del sito 5
Consumo di risorse 70
Carichi ambientali 5
Qualità ambientale indoor 15
Qualità del servizio 5
Piemonte 20 Qualità del sito 10
Consumo di risorse 50
Carichi ambientali 15
Qualità ambientale indoor 15
Qualità di servizio 10
Puglia 39 Qualità del sito 15
Consumo di risorse 40
Carichi ambientali 20
Qualità ambientale indoor 15
Qualità del servizio 10
Toscana 35 Qualità ambientale esterna 10
Risparmio di risorse 30
Carico ambientale 10
Qualità dell’ambiente interno 30
Qualità del servizio 10
Qualità della gestione 5
Trasporti 5
Umbria 20 Qualità del sito  7.79
Consumo di risorse 54,49
Carichi ambientali 16.76
Qualità dell’ambiente indoor 15,76
Qualità del servizio 5,20
Valle d’Aosta 14 Qualità del sito 15
Consumo di risorse 45
Carichi ambientali 15
Qualità ambientale 15
Qualità del servizio 10
Veneto 34 Qualità ambientale esterna 3
Consumo di risorse 45
Carichi ambientali 25
Qualità dell’ambiente interno 17
Qualità del servizio 2
Qualità della gestione 6
Trasporti 2
Trento (versione TN1) 12 Consumo di risorse
Carichi ambientali
70
30

Requisiti minimi fissati per Regione

Basilicata Gli edifici di nuova costruzione non devono presentare punteggi negativi.
Campania Punteggi minimi da conseguire nella valutazione per ciascun ambito di intervento:
– ampliamento del 20% del volume preesistente per usi abitativi: 1,5;
– riqualificazione e adeguamento delle strutture esistenti non residenziali: 2;
– demolizione e ricostruzione dell’edificio esistente con aumento di volumetria max 35%: 2;
– riqualificazione urbana destinata a edilizia residenziale: 2;
– Interventi edilizi in area agricola: 2,5;
– realizzazione di immobili di edilizia residenziale sociale e riqualificazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica, di immobili dismessi e residenze turistico-alberghiere: 2,5
Lazio La soglia minima per accedere alla certificazione è un punteggio maggiore di 0 sia per le nuove costruzioni che per gli edifici esistenti.
Le soglie minime per l’accesso agli incentivi relativi alla riduzione da parte dei Comuni degli oneri di urbanizzazione secondaria e del costo di costruzione, è il punteggio minimo di 1 per le nuove costruzioni e di 0,5 per gli edifici esistenti. Tali livelli dovranno essere raggiunti in fase di progetto e confermati al termine dei lavori
Marche Si può demolire e ricostruire con ampliamenti fino al 35% per realizzare edifici a elevata efficienza energetica e sostenibilità ambientale.
L’incremento volumetrico ammesso è proporzionale al punteggio finale raggiunto dall’edificio:
– punteggio pari a 1,5; incremento volumetrico del 25%;
– punteggio pari o maggiore a 2,5: incremento volumetrico del 35%;
– per i valori intermedi di applica l’interpolazione lineare.
Il punteggio 2,5 significa ottenere prestazioni energetiche migliorative del 17% in più rispetto ai limiti di legge comunque dovuti in caso di demolizione con ricostruzione.
Si può accedere alla certificazione energetico-ambientale solo con punteggio minimo di 1 per le nuove costruzioni e di 0,5 per il recupero di edifici esistenti
Piemonte La valutazione è obbligatoria per tutti gli interventi di edilizia sociale ammessi a contributo con il secondo biennio del “Programma Casa: 10.000 alloggi entro il 2012” o con altri fondi statali o regionali.
Puglia Per ottenere la certificazione della sostenibilità degli edifici residenziali e la possibilità di accesso agli incentivi occorre ottenere almeno il punteggio 1.
Per godere del premio volumetrico gli edifici ricostruiti dovranno essere progettati e realizzati in maniera tale da conseguire almeno il punteggio 2
Umbria Un edificio in Classe D non ottiene il Certificato di Sostenibilità Ambientale
Valle d’Aosta La valutazione di Sostenibilità ambientale è richiesta nei seguenti casi:
1. interventi di ampliamento fino al 20% su edifici con volumetria esistente
> 2000 m3 con contestuale creazione di una nuova unità immobiliare;
2. interventi di ampliamento fino al 20% su edifici con volumetria esistente
< 2000 m3;
3. interventi di demolizione e ricostruzione fino al 35% o al 45%.
Le valutazioni sono effettuate almeno sulla porzione dell’edificio oggetto dell’ampliamento.
Il livello minimo di sostenibilità ambientale richiesto in tutti i casi coincide con la classe Bsa.
Le ulteriori riduzioni ed esenzioni del contributo al netto delle eventuali riduzioni già previste, nel caso degli interventi che utilizzino in modo significativo fonti di energia rinnovabile o tecniche di edilizia sostenibile o comportino un miglioramento importante della sostenibilità ambientale dell’edificio sono previste nei seguenti casi:
a) riduzione pari al 50%, qualora un’unità immobiliare o un edificio raggiunga almeno la classe Bsa;
b) riduzione pari al 50%, qualora un’unità immobiliare o un edificio raggiunga almeno la classe Asa.
Nei casi non previsti dalla normativa regionale, è comunque possibile effettuare la valutazione di sostenibilità ambientale su base volontaria.

Regione Campania

In Campania, In aggiunta alle schede ITACA, sono indicate altre azioni per ottenere “una progettazione energeticamente ed ambientalmente sostenibile”:
1) Analisi del sito e integrazione con l’ambiente naturale, costruito e con il paesaggio
In affiancamento alla qualità e al livello di urbanizzazione dell’area, si può aggiungere uno studio approfondito del contesto indicando le caratteristiche ambientali, paesaggistiche, naturali e microclimatiche locali, nonché il contesto architettonico e morfologico di riferimento, con individuazione delle tipologie costruttive e materiche tradizionali e i livelli di tutela operanti sul territorio (vincoli paesaggistici, idrogeologici, archeologici ecc.).
A ciò si aggiunge l’accessibilità alle reti di trasporto pubblico e l’ubicazione rispetto al centro cittadino per verificare la distanza dell’intervento da strutture di base con destinazioni d’uso complementari all’abitare.
2) Orientamento degli edifici e posizionamento degli ambienti interni
È di fondamentale importanza, inoltre, uno studio specifico sull’esposizione e sull’orientamento degli edifici per migliorarne l’efficienza energetica, le relative aperture e il conseguente attento posizionamento degli ambienti interni razionalizzando la disposizione e individuando le zone calde e le zone fredde.
3) Protezione dal sole
Per ridurre il carico termico dovuto all’irraggiamento solare nel periodo estivo e per mantenere il comfort all’interno dell’edificio, oltre a un buon isolamento per smorzare la penetrazione del calore all’interno dell’edificio, evitare l’irraggiamento solare diretto dei locali con appositi sistemi posti all’esterno dell’edificio atti al controllo della luce e del calore (schermature solari). Le facciate in direzione sud e ovest sono quelle che maggiormente necessitano di un sistema di protezione dal calore; quindi le parti trasparenti delle pareti perimetrali esterne possono essere dotate di dispositivi, come aggetti orizzontali per le facciate esposte a sud e aggetti verticali per le facciate esposte a est e a ovest, che ne consentano la schermatura e l’oscuramento.
4) Sistemi solari passivi
Per ridurre i consumi energetici per il riscaldamento dell’edificio, si suggerisce l’impiego di sistemi solari passivi con lo sfruttamento della radiazione solare incidente, nonché sistemi con pompe di calore geotermiche e di raffrescamento solare. (ad esempio: serre, pareti ad accumulo convettivo Muro di Trombe-Michel, roof-pond, sistemi a guadagno diretto).
5) Rifiuti
Adottare e favorire tutte quelle misure che consentano di pervenire a elevati standard di efficienza nella differenziazione e raccolta dei rifiuti solidi nelle aree pertinenziali degli edifici e in prossimità delle aree a verde. In particolare, predisporre efficienti sistemi di differenziazione e di raccolta della componente organica come i contenitori plurifamiliari.
6) Aree esterne e Isole di calore
Per assicurare migliori condizioni microclimatiche degli ambienti insediativi, garantire che gli spazi esterni abbiano condizioni di confort termico accettabile durante il periodo estivo con aree a verde in grado di mitigare l’effetto noto come isola di calore, nonché di conservare quanto possibile la naturalità e la permeabilità del sito.

Regione Liguria

In Liguria, sono previste le seguenti modalità:
– non viene tenuto in considerazione il punteggio –1 in quanto non vengono accettate prestazioni inferiori alla pratica corrente e alla normativa vigente;
– nei casi in cui non sia possibile articolare i punteggi secondo lo schema precedente, come nel caso di valutazioni di tipo qualitativo, la scala di prestazione fa riferimento a un numero di punteggi > 0;
– anziché attribuire un peso percentuale ai punteggi risultanti dalle singole schede e dalle rispettive aree di valutazione, in modo da ottenere nella scheda di valutazione finale un unico valore ponderato, viene attribuito un punteggio minimo da raggiungere per ogni singola scheda.

Regione Puglia

In Puglia, si richiede come prerequisito la definizione delle caratteristiche geometriche, architettoniche e di utilizzo di un edificio rappresentativo della tipologia residenziale (caso-studio):
– descrizione qualitativa dell’edificio;
– contesto in prossimità dell’edificio;
– sistemazione delle aree esterne di pertinenza;
– caratteristiche architettoniche dell’edificio;
– caratteristiche impiantistiche dell’edificio.

Regione Toscana

In Toscana, si richiede come prerequisito un’analisi del sito articolata nelle seguenti voci:
Agenti fisici o fattori climatici:
– clima igrotermico e precipitazioni;
– dati topografici;
– vegetazione;
– fattori di rischio idrogeologico;
– disponibilità di luce naturale;
– clima acustico;
– campi elettromagnetici;
– realtà territoriali specifiche.
Fattori ambientali:
– salvaguardia della salubrità dell’aria;
– salvaguardia delle risorse idriche;
– salvaguardia del suolo e del sottosuolo;
– salvaguardia del verde e del sistema del verde;
– salvaguardia delle risorse storico culturali.
Verifica della disponibilità di fonti energetiche e di risorse rinnovabili o a basso consumo energetico:
– sfruttamento dell’energia solare (termico/fotovoltaico) in relazione al clima e alla disposizione del sito;
– sfruttamento dell’energia eolica in relazione alla disponibilità annuale di vento;
– sfruttamento di eventuali corsi d’acqua come forza elettromotrice;
– sfruttamento di biomasse (prodotte da processi agricoli o scarti di lavorazione del legno esistenti a livello locale) e biogas (nell’ambito di processi produttivi agricoli);
– possibilità di collegamento a reti di teleriscaldamento urbano esistenti;
– possibilità di installazione di nuovi sistemi di microcogenerazione e teleriscaldamento.

Regione Umbria

In Umbria, il punteggio finale del fabbricato, espresso in centesimi, determina l’appartenenza ad una delle classi della Certificazione di Sostenibilità Ambientale:

Punteggio Classe
85-100 A+
70-< 85 A
55-< 70 B
40-< 55 C
< 40 D

Regione Valle d’Aosta

In Valle d’Aosta, Il sistema di valutazione permette di stimare il livello di qualità ambientale di un edificio in fase di progetto, misurandone la prestazione rispetto ai 15 subcriteri individuati.
La somma dei punteggi ottenuti nelle cinque macro-aree di valutazione, a sua volta riponderata secondo il peso attribuito alla specifica macro-area, determina il punteggio finale del fabbricato e l’appartenenza dello stesso in una delle cinque classi di valutazione della sostenibilità ambientale (sa).
Possono essere assegnati solo i seguenti punteggi: -1, 0, 3, 5.

Punteggio Classe
85-100 A+
70-84 A
55-69 B
41-54 C
< 40 D

Protocolli regionali di valutazione : quadri generali dei criteri adottati per ogni Regione

Criteri di valutazione, area Qualità del sito, per Regione.

Tabella 1

Il criterio più diffuso nei sistemi di valutazione regionali è il “Livello di urbanizzazione del sito”, mentre Puglia e Toscana si distinguono per la rilevanza data alla qualità del sito in rapporto con l’ambiente fisico e sociale in cui è collocato.

Criteri di valutazione, area Consumo di risorse, per Regione.

Tabella 2

Il criterio più diffuso è “Materiali riciclati/recuperati”, seguito da “Acqua potabile per usi indoor”  e “Energia primaria per il riscaldamento” ex equo con “Materiali da fonti rinnovabili”. Il peso dato ai criteri dell’area complessivamente si equivale pur con diversi accenti, ad esempio la Puglia privilegia i materiali rispetto alle fonti energetiche rinnovabili. Da notare che solo la Liguria considera il “Monitoraggio dei consumi”.

Criteri di valutazione, area Carichi ambientali e comfort, per Regione.

Tabella 3

Il criterio più diffuso è “Illuminazione naturale”, seguito da “Emissioni di CO2 equivalente” previste in fase operativa. Puglia e Toscana sono le regioni che danno più rilevanza ai criteri di quest’area.

Criteri di valutazione, area Qualità del servizio, per Regione.

Tabella 4

Il criterio più diffuso è “Disponibilità di documentazione in fase operativa”, quelli meno considerati sono “Aree attrezzate per la gestione dei rifiuti”, “Aree ricreative”, “Videocontrollo” e “Anti intrusione, controllo accessi e safety”. La Regione che assegna più rilevanza ai criteri dell’aere è, di nuovo, la Puglia.

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