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Illuminazione pubblica: l’ANAC caldeggia i CAM negli affidamenti

Il Presidente Cantone fornisce indicazioni operative per gli affidamenti del “servizio luce” e dei servizi connessi per le PA, invitando a contemplare i CAM, come previsto dal nuovo Codice degli Appalti

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Con un comunicato del Presidente Raffaele Cantone, l’Autorità Nazionale Anticorruzione   ha fornito indicazioni in merito alle corrette modalità di affidamento del servizio di illuminazione pubblica.

A seguito di numerose segnalazioni ricevute dall’Anac,  “in merito all’affidamento del servizio di efficientamento ed adeguamento normativo degli impianti di pubblica illuminazione, da  parte di Amministrazioni comunali, con modalità non rispondenti al dettato normativo”, sono state predisposte  indicazioni operative anche alla luce del nuovo codice degli appalti e concessioni (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50) per l’affidamento del cd. “servizio luce” e dei servizi connessi per le pubbliche amministrazioni, compreso l’efficientamento e l’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica.

 

In particolare il Presidente, Raffaele Cantone, nel comunicato pubblicato sul sito istituzionale il 12 ottobre 2016, sottolinea che nei contratti è opportuno “contemplare” le specifiche dei Criteri Ambientali Minimi,  in considerazione della enorme incidenza del “servizio luce” sui consumi energetici degli Enti Locali.

 

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Allegato a Ambiente & Sviluppo n. 10/2016

 

 

L’illuminazione pubblica – ricorda il Comunicato – rappresenta un “servizio pubblico locale” avente rilevanza economica e come tale il suo affidamento è soggetto alla disciplina comunitaria, mediante procedure ad evidenza pubblica (cd. esternalizzazione), attraverso l’appalto di lavori e/o servizi, la concessione di servizi con la componente lavori, il “project financing” ovvero il finanziamento tramite terzi (FTT).

Resta salvo l’affidamento ad una società mista pubblico-privata, nonché l’affidamento diretto a società a totale capitale pubblico corrispondente al modello cd. “in house providing”.

Per quanto interessa più da vicino anche le tematiche ambientali e il GPP (Green Public Procurement), il comunicato ANAC precisa che le disposizioni del nuovo codice appalti si applicano a tutti gli avvisi di gara indetti a partire dal 20 aprile 2016, salva l’applicazione del “vecchio” Codice (D.Lgs. n. 163/2006) agli affidamenti ricadenti nel periodo transitorio di cui al punto 1) del precedente comunicato dell’11 maggio 2016.

Tuttavia – specifica il comunicato 14 settembre 2016 – anche per questa fase transitoria, è opportuno contemplare, laddove possibile, nei documenti contrattuali le specifiche dei CAM:

“Le disposizioni del nuovo codice degli  appalti e concessioni (D.lgs. 50/2016)”, precisa Cantone, “si applicano a tutti gli avvisi di gara  indetti a partire dal 20.04.2016, salva l’applicazione del d.lgs. 163/06 agli  affidamenti ricadenti nel periodo transitorio di cui al punto 1) del precedente  Comunicato dell’11 maggio 2016.  Tuttavia,  anche per questa fase transitoria, è opportuno contemplare, laddove possibile,  nei documenti contrattuali le specifiche dei “criteri ambientali minimi” (CAM) di cui al D.M. del Ministero  dell’Ambiente del 23 dicembre 2013, emanato in attuazione del “Piano  d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement” (PAN GPP Green Public  Procurement: appalti pubblici verdi) “in considerazione della enorme incidenza  del predetto servizio sui consumi energetici degli Enti Locali”.

Ad ogni modo, ricorda il comunicato, i  CAM sono comunque obbligatori ai sensi dell’art. 34 del nuovo codice degli appalti per tutti gli affidamenti connessi agli usi finali di energia banditi sotto la vigenza del D.Lgs. n. 50/2016.

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