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Public Library di Cheng Gong

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Solidi e vuoti che s’intersecano, creando spazi, flussi e luce. Da quest’idea e dallo studio che ne è derivato ha preso spunto il progetto per una biblioteca comunale. Come molti dei progetti più innovativi degli ultimi tempi, anche questo giunge dalla Cina, da Cheng Gong.

La geometria dell’edificio ricorda dei petali di fiori e sezioni del tronco di un albero, enfatizzando l’ordine e la relazione esistente tra forme solide e i vuoti fra esse. Il sistema strutturale ha una disposizione a domino, lo spazio interno è suddiviso dai piani, inseriti nel volume verticalmente.

Duplici pareti si sviluppano a partire dalla base dell’edificio e alcune di esse non seguono un percorso parallelo, ma si allungano in diagonale, come i rami di un albero. Queste pareti che s’intersecano formano altri solidi contenuti in una macro struttura. Il risultato è una grande luminosità che deriva dai grandi spazi formati dai vuoti. Il resto degli spazi interni, invece, non è illuminato, creando un contrasto simile a quello delle immagini in negativo, tangibile per i visitatori.

L’ingresso alla biblioteca  è costituito da un portico angolare, creato da 3 solidi. Il passaggio dall’esterno all’interno è graduale.

Geometria e dettagli ornamentali sottolineano la peculiarità di questo progetto, in cui dovrebbero circolare liberamente cultura ed energia.

C.C.

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