Quali sono gli strumenti per la gestione sostenibile del costruito? | Ingegneri.info

Quali sono gli strumenti per la gestione sostenibile del costruito?

La gestione sostenibile del costruito e' una sfida da vincere nell'ambito dell'efficienza energetica. Vediamo quali sono gli strumenti principali

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La gestione sostenibile del costruito permette di monitorare l’efficienza energetica e bilancia in maniera efficiente il fabbisogno con il consumo. Infatti la fase d’uso degli edifici è responsabile per circa il 90% del consumi energetici e dei conseguenti impatti ambientali del costruito; i consumi energetici a essa associati, sommati ad attività di adeguamento, manutenzione e riqualificazione, hanno un peso determinante sul valore complessivo di consumo durante l’intero ciclo di vita dell’edificio.

Gli strumenti per la gestione sostenibile del costruito

La prima grande distinzione da fare è tra strumenti volti principalmente a una gestione degli aspetti energetici degli edifici (ad esempio MINERGIE, EBPD (Direttiva 2002/91/CE), Direttiva 2006/32/CE, D.Lgs. n. 192/2005 (e successivi D.Lgs. n. 311/2006, D.M. 26 giugno 2009, D.Lgs. n. 28/2011), D.Lgs. n. 115/2008 (e D.Lgs. n. 56/2010), UNI/TS 11300:2008, UNI EN ISO 13790:2008) e quelli che prevedono una gestione sostenibile del costruito in senso più ampio (BREEAM, LEED, HQE, ECO-BAU, TQB, GREEN STAR, GB TOOL, ITACA, CASACLIMA, LCA, ISO 14040:2006, ISO 21931:2006, ISO 15392:2008, UNI 11277:2008, prEN 15643:2010). Nel primo caso l’attenzione è focalizzata quasi unicamente sull’efficienza energetica e i temi trattati sono: metodologie di calcolo dei rendimenti energetici, requisiti minimi, sistemi di certificazione, attività da intraprendere, ricorso a fonti di energia alternative ecc. Quando a questi strumenti viene associata una certificazione si tratta quindi di una certificazione sul rendimento energetico del costruito, priva di valutazioni di altra natura che tengano ad esempio conto degli aspetti comportamentali dell’utenza. Un approccio di questo tipo è tipicamente un “approccio tecnologico”, in quanto punta a individuare soluzioni tecniche che possano modificare l’attuale profilo di consumi e aumentare l’efficienza energetica.

Passando al secondo gruppo di strumenti il campo di indagine si allarga e gli immobili vengono concepiti in un’ottica energetico-ambientale: si parla di gestione energetica, ma anche di salute e comfort, di qualità ambientale, di conservazione dell’acqua, di localizzazione sostenibile, di riciclabilità dei componenti edilizi, di carichi ambientali, di trasporti ecc. In questo gruppo le certificazioni diventano certificazioni ambientali, volte a garantire un’attenzione a tutti quegli aspetti che possono avere un impatto ambientale durante le fasi di realizzazione e di vita di un immobile.

Risulta abbastanza evidente come efficienza, sostenibilità, economicità nel settore edilizio risultino indissolubilmente connessi con i comportamenti che vengono tenuti da chi usufruisce degli immobili. In quest’ottica potrebbe essere probabilmente opportuno accostare l’attenzione rivolta al costruito a comportamenti più consapevoli e a una gestione attenta degli edifici durante il loro ciclo di vita.

Da questa esigenza prende vita la seconda categoria di strumenti e modelli, che non guarda all’edificio come elemento a sé stante ma punta a una gestione integrata degli aspetti legati all’edificio e all’utenza, con un “approccio di sistema”.

Anche gli strumenti regolamentari appartenenti a questa seconda categoria possono essere a loro volta divisi tra quelli che puntano a un intervento sostenibile (ISO 14001:2004, BS 8901:2009) e quelli che si soffermano sulla tematica energetica (ISO 50001:2011).

Del primo gruppo fanno parte quegli standard che pongono l’attenzione sul tema della sostenibilità, con il duplice obiettivo di una costruzione sostenibile e di coordinare tutte le attività svolte che possono avere un impatto ambientale. Del secondo gruppo fanno invece parte quegli strumenti volti sì a una gestione integrata edificio/utenza, ma che si focalizzano quasi unicamente su aspetti di natura energetica.

In generale un “approccio di sistema” può consentire una visione più ampia e sistematica rispetto all’approccio strettamente tecnologico, con prestazioni ripetibili e performance incrementali nel tempo. Anche in questo caso si possono mettere in evidenza vantaggi e svantaggi: tra i vantaggi vi è in primo luogo la necessità di investimenti limitati rispetto all’approccio esclusivamente tecnologico; inoltre gli aspetti gestionali, organizzativi, tecnologici sono considerati e valutati in maniera sinergica. Questo approccio permette quindi una conoscenza e  razionalizzazione dei processi dal punto di vista energetico, fornendo alle imprese un quadro riconosciuto per integrare l’efficienza energetica nelle proprie pratiche di gestione.

Quasi sempre gli strumenti di indagine rivolgono la propria attenzione unicamente agli edifici, mentre sono davvero pochi i riferimenti normativi che guardano in maniera congiunta anche gli aspetti legati all’utenza e ai processi di gestione dell’edificio, nonostante questi ultimi siano probabilmente altrettanto importanti in un’ottica di sostenibilità.

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L’autore


Giancarlo Paganin

Ingegnere, ricercatore e docente presso Dipartimento Best del Politecnico di Milano, Paganin è anche Chairman del Gruppo di Lavoro CEN TC 319/WG7 “Maintenance of buildings and infrastructures”, e membro del gruppo di lavoro Uni U870004 Sostenibilità in edilizia.

L’autore


Fabiana Olivieri

Ingegnere, laureata con lode in “Gestione del costruito” presso il Politecnico di Milano. Si è precedentemente occupata di sistemi di gestione dell’energia, di gestione della sostenibilità degli eventi, di implementazione di un sistema di gestione integrato nell’ambito di una organizzazione internazionale operante nella gestione di patrimoni immobiliari. Attualmente è impiegata nel settore Real Estate in ambito di consulenza strategica e di fattibilità d’investimento, valutazione economico/finanziaria di progetto nonché di analisi di highest and best use in ottica di valorizzazione di asset e portafogli immobiliari.

Riferimenti Editoriali


ISO 50001

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La chiave di lettura è quella di un approccio che persegua il miglioramento dell’efficienza a partire da una visione sistemica della gestione energetica del patrimonio costruito

Autore:   •   Editore: Wolters Kluwer Italia   •   Anno:

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