Renzo Piano e il suo "edificio che vola" | Ingegneri.info

Renzo Piano e il suo “edificio che vola”

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“Un edificio che vola perché i volumi non toccano terra ed è leggero sulle sei colonne che lo reggono”. Così Renzo Piano, in un’intervista a La Stampa, descrive la sua creazione, destinata a diventare centro direzionale di Intesa Sanpaolo, che svetterà a Torino entro la fine del 2013.

“Una costruzione sensibile agli umori del tempo perché la sua superficie gioca con la luce, restituisce le nuvole, il mutare dei colori del cielo”, progettata secondo l’idea guida di realizzare una struttura che abbia una valenza di pubblica utilità. Difatti un terzo della torre sarà aperto al pubblico e dotato di un auditorium, una scuola di formazione, una sala espositiva, un ristorante, una terrazza panoramica.

Alto 166 metri, uno in meno della Mole Antonelliana, l’edificio non si è svelato per circa un anno e mezzo, mentre tecnici e operai lavoravano alla costruzione, iniziata nel 2009, inserendo nel terreno armature di metallo alte quaranta metri, scavando in basso per quattro piani, costruendo colonne provvisorie e montando gigantesche solette, come racconta a La Stampa l’ingegnere Vincenzo Turini.

“Abbiamo creato sottoterra un enorme cubo di calcestruzzo: ci sono volute 87 ore consecutive di gettata – spiega Turini – e 1.280 betoniere, ma ce l’abbiamo fatta. È il secondo monolite del mondo, di più grande ce n’è soltanto uno negli Emirati».

Poi, nella primavera scorsa, la torre ha iniziato a fare capolino grazie all’arrivo di casseri rampanti e delle sei colonne di acciaio riempito di calcestruzzo alte 44 metri. “Non sarà un grattacielo altissimo per gli standard internazionali – dice ancora a La Stampa l’ingegner Turini -. A Dubai o in Cina ce ne sono di alti tre volte tanto. Ma questo è il più sofisticato, pensato e costruito con soluzioni uniche. È il solo grattacielo vuoto sotto, l’unico che poggia su un ‘tavolino’ a sei gambe”.

Più che di un tavolino si tratta di una struttura in acciaio, lunga 27 metri, larga 7 e alta 20, che nei prossimi giorni salirà lungo le colonne, tirata da un sistema di funi e di martinetti. Sotto, ci sarà l’auditorium da 360 posti, mentre sopra si appoggeranno i piani, a un ritmo di tre al mese fino all’ultimo, che sarà destinato al ristorante.

Alla fine del 2013 i lavori saranno conclusi e l’edificio sarà pronto ad accogliere lavoratori e visitatori, mostrando loro anche le sue avanzate soluzioni eco-sostenibili, come le doppie pareti per lasciare entrare l’aria nelle intercapedini dei solai e i pannelli fotovoltaici, le vasche per raccogliere l’acqua che farà funzionare i climatizzatori, i serbatoi per trattenere la pioggia. E, ancora, il giardino d’inverno sul lato sud, quelli in alto sui piani della serra e le lamine mobili sui lati est e ovest che si apriranno d’estate e si chiuderanno d’inverno, il parco, l’asilo per i figli dei dipendenti, la hall aperta che consentirà di attraversare con lo sguardo la base del grattacielo.

O.O.

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