Requisiti acustici passivi edifici: le linee guide della Regione Toscana nel dettaglio | Ingegneri.info

Requisiti acustici passivi edifici: le linee guide della Regione Toscana nel dettaglio

Le linee guida della regione Toscana stringono il cerchio intorno ai requisiti acustici passivi degli edifici. Il nostro focus

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Pubblicata sul B.U.R.T. 4 ottobre 2017, n. 40, parte seconda l’approvazione delle linee guida per l’effettuazione dei controlli sui requisiti acustici passivi degli edifici ai sensi del D.P.C.M. 5 dicembre 1997 ed azioni in caso di non conformità.
Il provvedimento della Regione Toscana si inserisce tra le azioni volte a favorire l’integrazione tra ambiente e salute per la prevenzione del rischio ambientale e di riduzione degli inquinamenti attraverso interventi mirati, quali:
• Approvazione delle linee guida applicabili alla progettazione, verifica e controllo dei requisiti acustici passivi degli edifici in merito alle prestazioni acustiche delle strutture e impianti tecnologici per edifici pubblici e privati individuando vincoli amministrativi e azioni di intervento ben precisi.
• Approvazione – con provvedimento successivo – di apposita modulistica per l’attestazione del rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici da predisporsi in coordinamento con il modulo unico regionale di attestazione di agibilità di cui alla Delib.G.R. 646/2017 (1).
• Promuovere la diffusione delle linee guida ritenendole valido riferimento per l’attestazione, la verifica in opera e l’eventuale controllo da parte degli Enti preposti dell’effettivo raggiungimento dei previsti Requisiti Acustici Passivi degli Edifici.

L’obiettivo è consentire un’applicazione omogenea sul territorio regionale della vigente normativa in materia nonché disciplinare la gestione da parte delle Amministrazioni Comunali di competenza per quanto riguarda le:
a) modalità di presentazione e analisi della documentazione attestante il rispetto dei requisiti acustici degli edifici;
b) modalità di effettuazione dei controlli sui requisiti acustici degli edifici.

Vediamo nel seguito le principali novità introdotte dalle linee guida.

1. Valutazione previsionale dei requisiti acustici passivi degli edifici
Definizione
La valutazione previsionale dei requisiti acustici passivi degli edifici costituisce la documentazione acustica preliminare relativa ad una struttura edilizia e ai suoi impianti ed è necessaria per assicurarsi che la progettazione tenga conto anche dei requisiti acustici degli edifici e del rispetto dei relativi valori limite.
Redattore
La documentazione deve essere redatta da tecnico competente in acustica ambientale come definito dalla L. n. 447/1995 art. 2, comma 6 e 7 o dal progettista edile, ancorché non abilitato come tecnico competente in acustica (2).
Riferimenti normativi
I desueti e a volte erronei riferimenti normativi inseriti nel D.P.C.M. 5 dicembre 1997 vengono aggiornati a quelli attualmente recepiti e pubblicati dagli enti di normazione:

Indice o grandezza Riferimento normativo contenuto nel D.P.C.M. 5/12/1997 Riferimento normativo aggiornato secondo le linee guida
Metodo di misura
Potere fonoisolante apparente di elementi di separazione fra ambienti (Rw) (3)
EN ISO 140-5:1996 UNI EN ISO 16283-1: 2014
Metodo di misura
Isolamento acustico normalizzato di facciata (D 2m,nT,w )
UNI EN ISO 16283-3: 2015
Metodo di misura
Livello di rumore di calpestio normalizzato L’n,w
EN ISO 140-6:1996 UNI EN ISO 16283-2: 2015
Metodo di misura
Tempo di riverberazione
ISO 3382:1975 UNI EN ISO 382-2: 2008
Metodo di calcolo
Indice Rw
UNI 8270:1987 UNI EN ISO 717-1: 2013
Metodo di calcolo
Indice D 2m, nT, w
UNI 8270:1987 UNI EN ISO 717-1:2013
Metodo di calcolo
Indice L’ n
UNI 8270:1987 UNI EN ISO 717-2:2013

Procedure edilizie per cui è richiesta la presentazione della documentazione previsionale
La documentazione di rispetto dei requisiti acustici degli edifici è richiesta per le nuove costruzioni e per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente che comportano la realizzazione o il rifacimento di elementi strutturali o non strutturali di separazione tra unità immobiliari o di impianti tecnologici degli edifici identificati alla Tabella A del D.P.C.M. 5 dicembre 1997:

Procedura amministrativa Tipologia di intervento per cui si richiede la documentazione previsionale dei requisiti acustici passivi
• Permessi di costruire
• Presentazione di scia
– nuova edificazione
– ristrutturazione urbanistica
– demolizione e ricostruzione di edifici esistenti
– ripristino di edifici crollati o demoliti
– ampliamento di edifici
• Permessi di costruire
• Presentazione di scia
• Comunicazioni di interventi edilizi relativi a interventi su edifici esistenti (4)
– interventi di ristrutturazione edilizia conservativa;
– restauro e risanamento conservativo;
– manutenzione straordinaria;
– interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche
– Rientrano tra gli interventi sugli edifici esistenti:
– il frazionamento di unità immobiliari interne all’edificio
– il rifacimento di elementi strutturali orizzontali e verticali di divisione fra distinte unità immobiliari,
– nuovi tamponamenti e/o sostituzione dei serramenti di facciate, realizzazione di nuovi impianti tecnologici
– sostituzione o il rifacimento anche parziale degli impianti esistenti (esclusa la semplice sostituzione di sanitari o di impianti elettrici).
• Cambio di destinazione d’uso – Anche in assenza di interventi edilizi (5)

Si noti che la Regione Toscana con Delibera n. 1031 del 25 settembre 2017 ha approvato i moduli unici regionali per la presentazione di segnalazioni, comunicazioni e istanze in materia di attività commerciali e assimilate e i moduli unici regionali definitivi in materia edilizia).

Vincoli
La documentazione previsionale deve essere acquisita dal progettista dell’intervento edilizio che nella relazione tecnica di asseverazione allegata modulistica di riferimento (anche C.I.L.A. rispetto alle indicazioni nazionali) deve dichiarare il rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici previsti dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997 (edilizia privata ovvero dal Decreto 11 gennaio 2017 (edilizia pubblica).
La mancata dichiarazione del rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici previsti dal D.P.C.M. 5 dicembre 1997 ovvero dal Decreto 11 Gennaio 2017 da parte del tecnico asseverante è causa di diniego del permesso di costruire o di inefficacia di SCIA.

Contenuti della documentazione
La valutazione previsionale dei requisiti acustici passivi degli edifici deve essere redatta seguendo i criteri riportati negli Allegati 1-A (edilizia pubblica e privata) e 1-B (edilizia scolastica) delle linee guida; l’Amministrazione comunale ha facoltà di richiedere approfondimenti e integrazioni per casi di particolare criticità o complessità.
Fra le diverse richieste si segnala – all’interno della documentazione previsionale dei requisiti acustici passivi – la relazione previsionale di clima acustico tornata recentemente del tutto cogente ai sensi delle recenti abrogazioni dell’art. 8, comma 3-bis.

Edifici pubblici
Vengono inoltre richiamate la legge n. 221/2015 con riferimento agli edifici scolastici e il decreto 11 gennaio 2017 in merito ai criteri ambientali minimi per tutti gli edifici pubblici richiamando i valori di riferimento contenuti nelle norme UNI 11367 e UNI 11532.
Da notare come all’interno delle linee guida venga richiamato come parametro il solo tempo di riverberazione senza sottolineare i requisiti riferiti all’indice STI e C50 (richiamati nelle norme su citate) e che – di fatto – necessitano di una valutazione previsionale ancor più complessa.

Controlli sulla documentazione previsionale
Il Comune verifica, a campione secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 445/2000, le valutazioni del rispetto dei limiti presentate richiedendo la documentazione di cui all’Allegato 1-A o 1-B, anche tenendo conto delle previsioni di sviluppo urbanistico del territorio, degli effetti di eventuali piani di risanamento e della previsione, in fase di progettazione, di opportuni interventi di mitigazione.

2. Attestazione conclusiva di rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici

Definizione
L’attestazione conclusiva del rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici costituisce si basa sulle prove di verifica dell’effettivo raggiungimento dei requisiti richiesti di cui si era già supposto il raggiungimento in via previsionale e diviene allegato al modulo unico regionale di attestazione asseverata di agibilità, di cui costituisce parte integrante sostanziale (si rimane in attesa della modulistica aggiornata (ndr. vedi nota 1).

Redattore
L’attestazione conclusiva è redatta sulla base degli esiti delle verifiche delle prestazioni acustiche in opera effettuate da parte del tecnico competente in acustica ambientale secondo i criteri di campionamento e le metodiche previste dalla normativa vigente.

Soggetti coinvolti
L’attestazione è concepita come dichiarazione congiunta del Tecnico Competente in Acustica Ambientale che ha svolto le verifiche e degli altri soggetti coinvolti individuati nei progettisti, nella direzione lavori e nei responsabili della ditta esecutrice delle opere soggette a verifica e/o in grado di condizionare l’effettivo raggiungimento di quanto previsto.

Interventi
Detta documentazione va sempre prodotta nel caso di nuove costruzioni, ampliamenti/ristrutturazioni di edifici destinati ad attività per l’infanzia, attività scolastica, attività sanitaria, attività sportiva, attività ricreativa e a pubblici esercizi ove è previsto l’impiego di impianti di diffusione sonora (6).

Verifiche da eseguire
I soggetti coinvolti sulla base della tipologia di interventi realizzati individuano:
– I requisiti per i quali si ritiene applicabile l’obbligo di raggiungimento dei livelli minimi previsti dalla normativa e conseguentemente l’effettuazione delle prove di verifica (n.d.r.: operazione delicata nel caso di ristrutturazioni in cui non vi siano adeguati margini dimensionali o cambi di destinazione d’uso).
– Sulla base delle notizie in loro possesso ritengono il numero delle verifiche e delle misurazioni eseguite congruo per la caratterizzazione delle strutture e degli impianti nelle modalità di esercizio effettivo.
– A fronte di eventuali vizi occulti che possono gravare sulle partizioni realizzate, individuano i casi ritenuti maggiormente critici atti a rappresentare in via cautelativa l’intera struttura in esame.

3. Controlli da parte delle autorità competenti
I controlli (sia di carattere amministrativo che strumentale relativamente alla congruenza tra opere realizzate e quanto risultante dalla valutazione previsionale) vengono effettuati dalle autorità competenti su ricevimento di esposti o a campione secondo quanto previsto dal D.P.R.
Fatti salvi gli obblighi di cui all’art. 149, comma 4, della legge regionale n. 65/2014, i controlli strumentali della conformità dei requisiti acustici passivi sono obbligatori, in fase di attestazione dell’agibilità, per tutti gli edifici destinati ad attività scolastiche ed all’infanzia (asili nido, palestre, ludoteche etc.), sia in caso di nuovi edifici che in caso di interventi su edifici esistenti e/o cambiamento di destinazione d’uso di edifici esistenti.

Metodiche di misura
Contrariamente a quanto definito al punto 3.2 le misurazioni ai fini dell’esecuzione del controllo dell’isolamento acustico, del rumore da calpestio e della rumorosità degli impianti tecnologici sono effettuate conformemente a quanto prescritto dalla norma UNI EN ISO 10052.
Le misurazioni ai fini del controllo del Tempo di Riverbero sono condotte conformemente a quanto prescritto dalle pertinenti norme UNI EN ISO 3382 parti 1/2/3.
L’utilizzo della metodologia di misura indicata nella norma UNI EN ISO 10052 tende a semplificare le procedure con un vantaggio nei tempi di esecuzione delle verifiche.
Tuttavia l’utilizzo di questa metodologia non fornisce in ogni caso lo stesso risultato delle verifiche effettuate con altri metodi di misura (7).
A giudizio della scrivente, il punto non è irrilevante se l’obiettivo è quello di verificare l’effettiva non conformità del requisito e avere una confrontabilità trai risultati il più aderente possibile.
Considerati che sono stati definiti puntualmente i riferimenti normativi aggiornati sarebbe opportuno che i controlli vengano eseguiti secondo le stesse metodologie al fine di limitare l’incidenza dell’incertezza estesa.

Difformità e non conformità
La verifica del mancato rispetto dei requisiti acustici costituisce una non conformità dell’opera rispetto al progetto oggetto del permesso di costruire, della SCIA o delle previste comunicazioni di interventi edilizi e innesca azioni di carattere amministrativo (illecito amministrativo) e/o penale nel caso di asseverazioni mendaci.
In caso vengano rilevate difformità tra i risultati delle misure eseguite rispetto a quanto previsto dalla normativa, l’Amministrazione comunale ordina la messa a norma dell’opera o dell’attività, a carico del soggetto responsabile, fissando un termine per la regolarizzazione e la presentazione da parte di questi di ulteriore certificazione attestante il buon esito degli interventi attuati.
Non è bene chiaro cosa possa succedere nei casi in cui non sia possibile operare il ripristino per via di limiti dimensionali o altri requisiti igienico sanitari che renderebbero comunque inagibile l’unità considerata (il pensiero va in particolare alle ristrutturazioni o ai progetti in cui non sia stata contemplata una minima tolleranza nelle dimensioni ad opera finita).

Incertezza delle misure e certezza della non conformità
Al fine di acquisire gli elementi necessari alle eventuali segnalazioni all’autorità giudiziaria dei profili penali relativi a non conformità rilevate, si rende opportuno:
• considerare l’incertezza estesa delle misure con la considerazione di fattori correttivi e l’assunzione di adeguato livello di fiducia;
• assumere una regola decisionale per la valutazione di conformità;
• identificare un criterio di rivelazione dei casi eccezionali.
La valutazione di conformità è finalizzata ad accertare il mancato rispetto dei valori limite ed occorre quindi assumere un criterio che permetta di essere certi del mancato rispetto dei valori limite stessi.
Per quanto riguarda i criteri decisionali da adottarsi in sede di controllo, ai fini della valutazione di non conformità, tenuto conto dell’incertezza di misura, viene utilizzato il criterio del tipo B secondo il metodo individuato dalla norma UNI/TR 11326 Acustica – Valutazione dell’incertezza nelle misurazioni e nei calcoli di acustica – Parte 2: Confronto con valori limite di specifica.
In pratica, assunto il principio di massima garanzia per il soggetto controllato, i valori da assumere per la comparazione con i limiti normativi si ottengono adottando il criterio “in dubio pro reo“, e quindi utilizzando il valore utile che comprende il valore misurato e l’incertezza estesa a favore al contrario di quanto previsto dalla norma UNI 11367 che considera, invece, per accertare il rispetto dei valori limite, un criterio “in dubio contra reo” con il valore utile determinato dall’incertezza estesa applicata a sfavore al dato misurato (richiedendo quindi, per essere a favore di sicurezza, prestazioni leggermente superiori in sede di progettazione).

Indice di valutazione Incertezza estesa da applicare secondo le line guida Esempio
Risultato elaborato
[dB]
Valore utile
[dB]
Conformità al limite 
(D.P.C.M. 5/12/1997)
R’w +1,3 49 50,3 Si
D2m, nT, w +1,8 39 40,8 Si
L’nw -2,1 65 62,9 Si
LASmax -0,8 35,8 35,0 Si
LAeq -0,8 25,8 25 SI

Valutazione dei casi eccezionali
Se un requisito acustico risulta non conforme al valore limite l’autorità competente effettua ulteriori controlli del medesimo requisito in altre partizioni o ambienti, dove ritenuto opportuno.
Se nella totalità degli ulteriori controlli il requisito acustico risulta compatibile con i limiti vigenti, la non conformità precedentemente accertata viene considerata eccezionale.
Per partizioni e impianti non replicati una singola non conformità non viene mai considerata eccezionale.

(1) Con la Delib. G.R. 1031 del 25-09-2017, successiva alla 646/2017, sono stati approvati i moduli unificati e semplificati definitivi in materia edilizia recepiti dalla Regione Toscana. Gli allegati inerenti la fine lavori e la richiesta di agibilità al momento non riportano nella documentazione da allegare l’attestazione di rispondenza dei requisiti acustici passivi.
(2) Il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 non obbliga a redigere relazioni previsionali bensì prescrive esclusivamente che i requisiti acustici vengano rispettati in opera. Una Circolare del Ministero dell’Ambiente indirizzata all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Livorno del 28 maggio 1998 prot. 2184/98/SIAER ha chiarito che anche il progettista edile, ancorché non abilitato come Tecnico Competente in Acustica, può redigere le relazioni, mentre le misure in opera devono sempre essere eseguite dal Tecnico Competente in Acustica Ambientale.
(3) Nelle linee guida viene mantenuta la dicitura “Rw” contenuta nel D.P.C.M. 5/12/1997 per indicare il potere fonoisolante apparente (la dicitura corretta sarebbe “R’w”)
(4) Con la Delib. G.R. 1031 del 25-09-2017 sono stati approvati i moduli unificati e semplificati definitivi in materia edilizia recepiti dalla Regione Toscana. Gli allegati inerenti le comunicazioni, il certificato di fine lavori o richiesta di agibilità al momento non richiedono nella documentazione da allegare l’attestazione di rispondenza dei requisiti acustici passivi.
(5) Qualora i requisiti inerenti la nuova destinazione d’uso siano più restrittivi di quelli iniziali, o anche nei casi in cui i nuovi requisiti non fossero contemplati nella destinazione d’uso iniziale e siano invece previsti nella finale è richiesto il rispetto dei requisiti acustici passivi. Ad esempio nel caso di cambio di destinazione d’uso da edificio residenziale ad edifico scolastico andrà richiesto il rispetto del tempo di riverbero, previsto unicamente per gli edifici scolastici, ed il rispetto del livello di rumore da calpestio e dell’isolamento di facciata, in quanto tali requisiti sono più restrittivi per gli edifici scolastici rispetto agli edifici residenziali. (N.d.r.: Tuttavia si ricorda che gli edifici scolastici, essendo nella maggior parte dei casi edifici pubblici, dovranno rispettare i valori previsti dai criteri minimi ambientali e delle norme correlate ad eccezione del requisito di facciata, per il quale sembrerebbe ancora in vigore il valore più restrittivo dettato dal D.P.C.M. 5/12/1997).
(6) Le valutazioni in merito ai requisiti acustici passivi nel caso di pubblici esercizi dotati di impianti di diffusione sonora dovrebbero riguardare non tanto il requisito normativo, in senso stretto, richiesto per una data partizione, bensì la conformità ai limiti di riferimento per l’acustica ambientale.
(7) M. Caniato, F. Bettarello, V. Baccan, “La misura degli indici R’w, L’n,w e D2m,nt,w: confronto in opera tra i metodi proposti dalle norme UNI EN ISO 140 e UNI EN ISO 10052″, Proceedings of Italian acoustic association congress, Rome (Italy) 4-6 july 2012 ISBN: 978-88-88942-40-7

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