Riassicurazione, vulnerabilità e mitigazione del rischio: alcuni dei temi trattati a Sesimic Academy | Ingegneri.info

Riassicurazione, vulnerabilità e mitigazione del rischio: alcuni dei temi trattati a Sesimic Academy

Quello che segue è un approfondimento di alcuni temi trattati durante la Seismic Academy, il Convegno dedicato al rischio sismico e alle più innovative soluzioni antisismiche organizzato da Hilti Italia a Milano lo scorso 27 ottobre

Il Prpf. Luigi Pastorelli durante la Seismic Academy 2016
Il Prpf. Luigi Pastorelli durante la Seismic Academy 2016
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Anche quest’anno si è rinnovato, lo scorso 27 ottobre 2016, un appuntamento professionale importante, il convegno organizzato da Hilti Seismic Academy”. Le condizioni al contorno, intrinseche e non, sono degne di nota: ricade quest’anno il 75° anniversario di Hilti: “La nostra azienda è da sempre sensibile alla  corretta progettazione degli edifici in zone  a rischio sismico in diverse parti del modo. Da tanti anni conduciamo delle ricerche che puntano a capire meglio i fenomeni associati al sisma e abbiamo sviluppato soluzioni di fissaggio strutturale e non atte a mitigare  gli effetti dei terremoti sugli edifici e ridurne le vulnerabilità. In questo impegno collaboriamo con importanti centri di ricerca nel mondo e in concreto qui in Italia”. Le parole del direttore generale di Hilti Italia, Joaquim Sardà, costituiscono una efficace sintesi  della giornata milanese, svoltasi nella prestigiosa cornice del Museo della Scienza e delle Tecnologie “Leonardo da Vinci”.

A rendere ancora più calzanti ed estremamente attuali i temi trattati è il contesto territoriale unitamente agli eventi calamitosi avvenuti alla vigilia del convegno e poi susseguitisi nei giorni successivi: le sequenze sismiche che stanno interessando il centro Italia dallo scorso 24 agosto 2016.

Il terremoto è un fenomeno con cui si deve convivere, non si può intervenire sulla pericolosità ma sulla riduzione della vulnerabilità, riducendo l’esposizione di persone e cose, al fine di limitare i danni correlati.

È in parte questo il tema trattato dal professore Luigi Pastorelli, docente di Teoria del Rischio di Tor Vergata – Roma: il terremoto può intendersi come un evento calamitoso/catastrofico,dal punto di vista meramente assicurativo, pertanto i danni che occorrono possono non essere risarciti e qui entra in campo la riassicurazione, il cui premio è definito e tarato su basi puramente statistiche.

“Nel decennio 2003-2013 un numero di 2,6 miliardi di persone sono state colpite da CATASTROFI NATURALI, contro un dato del decennio precedente 1994-2003 che ha interessato 1,6 miliardi di persone, con un aumento dei COSTI pari a 25 volte. Le risorse finanziarie impegnate dai riassicuratori al verificarsi di una CATASTROFE NATURALE sono aumentati di oltre il 500%.

Il TREND d’incremento delle CATASTROFI NATURALI implica il RADDOPPIO ogni 10 anni, in tutto il mondo, delle PERDITE ECONOMICHE che hanno raggiunto negli ultimi 15 anni i 1000 Miliardi di Dollari USA. Il dato rileva che ogni anno le catastrofi naturali sono QUADRUPLICATE rispetto a 40 anni fa. Ciò ha provocato PERDITE per le ASSICURAZIONI 11 volte superiori. La tendenza del suddetto TREND è di raggiungere nel prossimo decennio i 150 Miliardi di Dollari USA,determinando l’INSOLVENZA di diverse Compagnie di Assicurazione”.

La riassicurazione è lo strumento indispensabile per la copertura dei rischi che sono caratterizzati da una bassa probabilità di accadimento, ma da elevate dimensioni di danni che possono prodursi al loro verificarsi.

Non solo il terremoto, ma anche il dissesto idrogeologico è un evento caratterizzante: i due fenomeni hanno un elemento in comune , proprio dell’evoluzione costruttiva italiana, ovvero la forte urbanizzazione riscontrata in aree a medio/elevato rischio.

“in Italia il 64% degli edifici non è costruito secondo criteri antisimici. In Italia oltre il 50% dei Comuni è esposto a rischi di carattere idrogeologico”.

Afferma il prof. Pastorelli, nella sua presentazione, che “occorre ridefinire l’economia del rischio per poterlo sostenere finanziariamente”, attraverso la perimetrazione dell’area sinistrata e la funzione probabilistica del rischio, risultante del prodotto di diverse variabili, tra cui, nel caso del sisma:

  • La magnitudo dell’evento;
  • La profondità dell’ipocentro;
  • La durata delle scosse;
  • L’ora in cui si verifica l’evento;
  • La distanza degli enti assicurati dall’epicentro;
  • Le caratteristiche geologiche dell’area;
  • La categoria e la destinazione del fabbricato;
  • Le tecniche di costruzione e la tipologia di materiali degli edifici;
  • La vetustà della costruzione;
  • La simmetria;
  • L’altezza della costruzione.

A seguire vi è stato l’intervento del professore Gian Miche Calvi, docente presso lo IUSS di Pavia, con una presentazione che ha messo in luce quanto l’attenzione per il soddisfacimento delle prestazioni energetiche delle costruzioni non sia la medesima per il consolidamento e miglioramento prestazionale nei confronti del sisma.

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Fig.1 dalla presentazione del Prof. Pisciotta

I terremoti, e non solo quelli recenti, evidenziano che troppo spesso le perdite non sono proporzionali al danno. Ed è proprio la vulnerabilità il tema centrale della presentazione dell’ing. Marco Pisciotta di Prysmian: un’azienda internazionale che vista la scala di produzione non può permettersi interruzioni operative anche a seguito di un evento sismico. Lo stabilimento italiano ha sede in Campania e secondo la Mappa di pericolosità , l’accelerazione di picco considerando il terreno soffice è pari a 0,25g – 0,30 g.

L’esposizione e il contesto territoriale hanno fatto sì che si avviasse una procedura che avrà come esito finale interventi di consolidamento sugli elementi sia strutturali sia non strutturali (banalmente la rottura di un elemento di un impianto) al fine di scongiurare potenziali interruzioni nel ciclo produttivo che comporterebbe oltre al danno corrispondente alla costruzione anche un mancato introito derivante dalla vendita sul mercato internazionale.

Alla base della soluzione finale vi è la conoscenza della costruzione e del contesto territoriale d’inserimento: ed è proprio la campagna d’indagine l’argomento trattato dal Professor Alper Ilki, docente alla Istanbul Technical University, con un intervento dedicato agli edifici in calcestruzzo soggetti a sisma, e un’approfondita descrizione dell’utilità del BIM (Building Information Modeling) quale strumento innovativo di interazione tra professionalità diverse da parte del Professor Gabriele Novembri, docente all’Università La Sapienza di Roma.

Il Professor André Filiatrault, docente alla IUSS di Pavia e alla State University of New York di Buffalo ha proposto le tematiche legate alla progettazione antisismica di elementi strutturali e secondari, mentre l’Ingegner Luca Zeni della FM Insurance Company Limited ha approfondito gli aspetti legati alla progettazione antisismica di impianti sprinkler secondo lo standard FM Global.

A terminare la sessione pomeridiana di Seismic Academy la Prof. Sara Cattaneo, docente al Politecnico di Milano, che ha basato il proprio intervento sulla prequalifica di ancoranti per l’impiego in zona sismica, facendo una panoramica dell’evoluzione normativa e sottolineando l’importanza di identificare correttamente un ancorante certificato sismicamente.

 

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