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Rifiuti edili e decostruzione selettiva, al via il tavolo con Uni e RPT

Definire le linee guida per la gestione del processo di demolizione degli edifici e delle macerie: al tavolo anche gli agronomi, pronti a difendere l'ambiente

rifiuti edili
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La decostruzione selettiva e le procedure di recupero dei rifiuti derivati dalle attività di costruzione e trasformazione del territorio, sono gli elementi di confronto e discussione di un tavolo tecnico attivato dagli esperti e rappresentanti di UNI e della Rete della Professioni Tecniche: il tavolo si è insediato il 16 gennaio 2019.

Una nuova norma UNI per i rifiuti edili

L’idea di questo tavolo di confronto con molteplici attori interessati al tema della decostruzione selettiva, è di produrre una prassi di riferimento in grado di assicurare un documento tecnico che definisca un piano di smaltimento rifiuti che rientri nei workflow digitali e permetta il recupero dei rifiuti derivati dalla costruzione e demolizione.

Le prassi di riferimento prodotte dall’UNI sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido (al massimo otto mesi dall’approvazione della richiesta) processo di condivisione ristretta ai soli autori, verificata l’assenza di norme o progetti di norma allo studio sullo stesso argomento. Esse costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione auspicata di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

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Il parere dei dottori agronomi e forestali

Lo scopo di questo tavolo è di definire le prassi per stilare un piano di smaltimento rifiuti che rientri nei workflow digitali e permetta il recupero dei rifiuti così da tutelare l’ambiente e attuare uno sviluppo sostenibile.” – ha dichiarato Stefano Villarini, Consigliere CONAF, il Consiglio Nazionale dei dottori agronomi e forestali – “Un obiettivo che si inserisce perfettamente con l’attività quotidiana dei dottori agronomi, in quanto titolari di competenze e conoscenze ambientali che consentono di salvaguardare e tutelare il territorio, avendo riguardo alle esigenze di sviluppo e di bioeconomia”.

Il territorio, non solo quello urbano fortemente antropizzato ed edificato, è un contenitore che non può continuare ad assumere all’infinito nuove infrastrutture ed edifici.” – ha sottolineato Sabrina Diamanti, Presidente CONAF – “È dovere dei professionisti, a partire dai dottori agronomi e dottori forestali, saper gestire le attività di recupero con l’obiettivo di ridurre gli sprechi, recuperare risorse e materiali, e saper riqualificare ambientalmente e territorialmente le aree in cui si interviene”.

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