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Roma, il provveditorato alle opere pubbliche diventa stazione appaltante

Uno stratagemma per sveltire la burocrazia degli appalti nella Capitale, dove servono interventi urgenti non solo per le buche sulle strade

Roma opere pubbliche
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Nella Legge di Bilancio sono stati stanziati fondi ad hoc, 60 milioni di euro per le annualità 2019 e 2020 destinati ad appianare le buche di Roma. Ma per la Capitale ferma al palo in materia di lavori pubblici arriva dal Mit un altro aiuto: il Provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna del Mit diventa stazione appaltante per il Comune di Roma. L’obiettivo sancito dal protocollo d’intesa tra il Comune di Roma e lo stesso Provveditorato del Mit, è di sbloccare appalti e procedure e rendere più rapida la realizzazione delle opere ordinarie e straordinarie indispensabili per la Capitale.

Il nucleo dell’accordo per Roma Capitale

Con la firma dell’accordo, il provveditorato alle Opere pubbliche di Lazio, Abruzzo e Sardegna in seno al Ministero delle Infrastrutture e trasporti assume la funzione di stazione appaltante e centrale di committenza per Roma Capitale, così da accelerare l’avvio di lavori importantissimi e inderogabili ed evitare le lungaggini amministrative e burocratiche che da troppi anni hanno, di fatto, bloccato la Capitale.

Il team messo in campo dal Provveditorato gestirà integralmente la realizzazione delle opere, dalla progettazione alla direzione lavori fino alla consegna degli interventi realizzati. I progetti per Roma sono tanti, così come le criticità e fragilità. C’è davvero molto lavoro da fare.

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