Scia Semplificata: la nuova disciplina dei procedimenti delle attività private | Ingegneri.info

Scia Semplificata: la nuova disciplina dei procedimenti delle attività private

Obbligo di ricevuta della presentazione di istanze; modulistica unificata e documentazione; divieto e sospensione dell’attività intrapresa; concentrazione dei regimi amministrativi: sono questi i contenuti principali del dlgs che entra in vigore il 28 luglio 2016

hands forming a house from wooden blocks
image_pdf

Entra in vigore il 28 luglio 2016 il Decreto legislativo n. 126 del 30 giugno 2016, in attuazione dell’articolo 5 della legge n. 124 del 7 agosto 2015, che disciplina i procedimenti relativi alle attività private non soggette ad autorizzazione espressa e soggette a segnalazione certificata di inizio di attività (Scia), comprese le modalità di presentazione delle segnalazioni o istanze alle pubbliche amministrazioni.

La nuova classificazione delle attività private
Dall’art. 1 si evince la nuova classificazione delle attività private:
1) attività libere: tutte quelle non specificamente oggetto di disciplina da parte della normativa europea, statale e regionale o non espressamente individuate nei decreti di prossima pubblicazione che disciplinano le attività:
2) oggetto di procedimento di mera comunicazione,
3) segnalazione certificata di inizio di attività (Scia),
4) oggetto di silenzio assenso,
5) per le quali è necessario il titolo espresso.

La ricevuta della presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni
L’art. 2 introduce l’art. 18-bis nella legge n. 241 del 7 agosto 1990 “Nuove norme sul procedimento amministrativo”, stabilendo l’obbligo per le pubbliche amministrazioni che ricevono istanze, segnalazioni o comunicazioni, di rilasciare, anche in via telematica, una ricevuta che attesta l’avvenuta presentazione dell’istanza e indica i termini entro i quali l’amministrazione è tenuta, se previsto, a rispondere, oppure entro i quali scatta il silenzio assenso.
La ricevuta costituisce comunicazione di avvio del procedimento se contiene i dati relativi a:
a) l’amministrazione competente;
b) l’oggetto del procedimento promosso;
c) l’ufficio e la persona responsabile del procedimento;
d) la data entro la quale, deve concludersi il procedimento e i rimedi esperibili in caso di inerzia dell’amministrazione;
e) nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data di presentazione della relativa istanza;
f) l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti,

Le istanze, segnalazioni o comunicazioni producono effetti anche in caso di mancato rilascio della ricevuta, ferma restando la responsabilità del soggetto competente. Nel caso di istanza presentata ad un ufficio diverso da quello competente, i termini per provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di silenzio assenso decorrono dal ricevimento dell’istanza da parte dell’ufficio competente. La decorrenza di questi termini non esclude la responsabilità del dipendente che non ha agito tempestivamente nel caso di segnalazione certificata o istanza del privato non conforme.

Modulistica unificata e documentazione
L’amministrazione può chiedere all’interessato informazioni o documenti solo in caso di mancata corrispondenza del contenuto dell’istanza, segnalazione o comunicazione e dei relativi allegati ai moduli unificati e standardizzati (da approvare con decreto ministeriale) che definiscono, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici e la relativa organizzazione dei dati delle istanze, delle segnalazioni e delle comunicazioni, che le amministrazioni devono pubblicare sul proprio sito istituzionale. E’ vietata ogni richiesta di ulteriori informazioni o di documenti già in possesso di una pubblica amministrazione.
Fino all’adozione dei moduli unificati, le pubbliche amministrazioni pubblicano sul proprio sito istituzionale l’elenco degli stati, qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva, di certificazione o di atto di notorietà, nonché delle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati o delle dichiarazioni di conformità dell’agenzia delle imprese, necessari a corredo della segnalazione, indicando le norme che ne prevedono la produzione.
La mancata pubblicazione delle informazioni e dei documenti e la richiesta di integrazioni documentali non corrispondenti alle informazioni e ai documenti pubblicati costituiscono illecito disciplinare punibile con la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da tre giorni a sei mesi.

Divieto e sospensione dell’attività intrapresa (nuovo comma 3 art. 19 Legge n. 241/1990)
In caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti, l’amministrazione competente, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, nel termine di 60 giorni (30 giorni per Scia edilizia) dal ricevimento della segnalazione.
Entro un termine non inferiore a 30 giorni, l’amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere nel caso sia possibile conformare l’attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, prescrivendo le misure necessarie. Se il privato non adotta tali misure entro il suddetto termine, l’attività si intende vietata.
Con lo stesso atto motivato, in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per la tutela dell’interesse pubblico in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale, l’amministrazione dispone la sospensione dell’attività intrapresa.
L’atto motivato interrompe il termine di 60 giorni dal ricevimento della segnalazione, che ricomincia a decorrere dalla data in cui il privato comunica l’adozione delle suddette misure. In assenza di ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli effetti della sospensione eventualmente adottata.

Concentrazione dei regimi amministrativi (nuovo art. 19-bis Legge n. 241/1990)
Sul sito istituzionale di ciascuna amministrazione è indicato lo sportello unico, di regola telematico, al quale presentare la Scia, anche in caso di procedimenti connessi di competenza di altre amministrazioni ovvero di diverse articolazioni interne dell’amministrazione ricevente, e anche se sono necessarie altre Scia, comunicazioni, attestazioni, asseverazioni e notifiche
L’amministrazione che riceve la Scia la trasmette immediatamente alle altre amministrazioni interessate per consentire il controllo dei requisiti e dei presupposti per lo svolgimento dell’attività e la presentazione, almeno 5 giorni prima della scadenza dei termini di 60 giorni (30 giorni per Scia edilizia), di eventuali proposte motivate per l’adozione dei provvedimenti previsti.
Nel caso in cui l’attività oggetto di Scia è condizionata all’acquisizione di atti di assenso o pareri di altri uffici e amministrazioni, oppure all’esecuzione di verifiche preventive, l’interessato presenta allo sportello unico la relativa istanza, a seguito della quale è rilasciata ricevuta. In tali casi, il termine per la convocazione della conferenza di servizi decorre dalla data di presentazione dell’istanza e l’inizio dell’attività resta subordinato al rilascio degli atti.
I termini per il silenzio assenso (30 o 90 giorni) decorrono dalla data di ricevimento della domanda del privato.

Leggi anche: Deposito e autorizzazione sismica in Lombardia: come presentare le pratiche

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Scia Semplificata: la nuova disciplina dei procedimenti delle attività private Ingegneri.info