Scuola a basso rischio sismico: si chiude se discosta dai parametri di sicurezza | Ingegneri.info

Scuola a basso rischio sismico: si chiude se discosta dai parametri di sicurezza

Per la Cassazione, il pericolo per la incolumità pubblica è insito nella violazione anche minima delle norme tecniche di settore

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La Corte di Cassazione penale, sez. VI, con la sentenza n. 190 dell’8 gennaio 2018, afferma che” anche nelle zone a basso rischio sismico, le scuole sono a ipotetico rischio crollo seppure per un “minimo scostamento dai parametri” di edificazione emanati nel 2008, e quindi suscettibili di sequestro.
Il caso
Il Procuratore della Repubblica era ricorso in cassazione avverso un’ordinanza del Tribunale di Grosseto, in accoglimento della richiesta di riesame proposta da un sindaco, indagato per omissione di atti d’ufficio (art. 328 c.p.), avendo revocato il sequestro preventivo disposto dal Gip su un plesso scolastico per il quale, a seguito  dell’accertamento condotto dal tecnico che aveva redatto il certificato di idoneità statica dell’edificio, il rischio sismico era risultato – in applicazione del cd. indicatore del rischio di collasso previsto dalle “Norme tecniche per le costruzioni” emanate con il Dm 14 gennaio 2008 – pari a 0,985, con una “inadeguatezza minima rispetto ai vigenti parametri costruttivi antisismici” soddisfatti al raggiungimento del valore “1”, espressivo dell’assenza di criticità in caso di terremoto, in un territorio a bassa sismicità.
Il Tribunale aveva ritenuto l’insussistenza di un pericolo concreto e attuale di crollo ragionevolmente derivante dal protratto utilizzo del bene secondo destinazione d’uso, avuto riguardo all’attività scolastica nel primo svolta ininterrottamente dalla fine degli anni sessanta, anche con riferimento al basso grado di sismicità della zona.
La sentenza
La Suprema Corte ha accolto il ricorso e annullato l’ordinanza impugnata, sottolineando che “nel carattere non prevedibile dei terremoti, la regola tecnica di edificazione è ispirata alla finalità di contenimento del rischio di verificazione dell’evento””. Pertanto, “la inosservanza della regola tecnica di edificazione proporzionata al rischio sismico di zona, anche ove quest’ultimo si attesti su percentuali basse di verificabilità, integra pur sempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai fini dell’applicabilità del sequestro preventivo”.
In tema di sequestro preventivo, il periculum rilevante al fine dell’adozione della misura cautelare deve presentare i requisiti della concretezza e della attualità e deve essere valutato con riferimento alla situazione esistente al momento della sua adozione, sicché esso deve essere inteso, non come una mera astratta eventualità, ma come concreta possibilità, desunta dalla natura del bene e da tutte le circostanze del fatto, che la libera disponibilità del bene assuma carattere strumentale rispetto alla agevolazione della commissione di altri reati della stessa specie.
Nel caso in cui venga in considerazione il pericolo di aggravamento del reato con riguardo al perdurante utilizzo di un immobile pubblico la cui realizzazione sia soggetta al rispetto di normativa antisismica, la nozione di concreta possibilità di pericolo è insita nella violazione della normativa di settore (Cass. pen., Sez. IV, n. 6382 del 18 gennaio 2007).
Il Tribunale in sede di rinvio dovrà procedere a nuovo esame in punto di pericolosità provvedendo altresì a dare conto del presupposto giudizio di pertinenzialità tra il reato di omissione di atti di ufficio ed il giudizio di persistente disponibilità del bene destinata ad aggravare o protrarre le conseguenze del reato.

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