Sisma Centro Italia, nel 2011 l'80% degli edifici è stato valutato in buono stato | Ingegneri.info

Sisma Centro Italia, nel 2011 l’80% degli edifici è stato valutato in buono stato

L'Istat pubblica una rilevazione basata sui dati del censimento 2011. Emerge che 4 edifici su 5 furono valutati 'in ottimo o buono' stato di conservazione

immagine di repertorio
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Una rilevazione Istat realizzata nei territori colpiti dal terremoto nel Centro Italia del 24 agosto 2016 afferma che oltre l’80% del patrimonio edilizio, nell’anno del censimento 2011, è stato valutato in ottimo o buono stato di conservazione prima del sisma. Gli edifici in pessimo stato di conservazione risultano, nel 2011, meno dell’1,5% del totale. Al 2011, inoltre, risulta che il 70,8% dei quasi 22 mila edifici residenziali dei comuni colpiti dal sisma è stato costruito prima del 1971 (anno in cui è entrata in vigore la normativa antisismica relativa alle norme tecniche di costruzione).

I dati sono contenuti in una nota Istat che ha reso disponibili una serie di informazioni relative ai territori del Centro Italia colpiti dal sisma, non solo di natura tecnico-edilizia. I Comuni interessati sono Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), Acquasanta Terme (Ascoli Piceno), Montegallo (Ascoli Piceno), Montefortino (Fermo), Montemonaco (Ascoli Piceno), Preci (Perugia), Norcia (Perugia), Cascia (Perugia), Monteleone di Spoleto (Perugia), Accumoli (Rieti), Amatrice (Rieti), Cittareale (Rieti), Montereale (L’Aquila), Capitignano (L’Aquila), Campotosto (L’Aquila), Valle Castellana (Teramo) e Rocca Santa Maria (Teramo). Tutti questi comuni in questo momento sono interessati dal differimento per l’adempimento degli obblighi fiscali a causa della gravità dei danni subiti.

Gli edifici utilizzati censiti nel 2011 nei comuni interessati dal sisma sono oltre 24.000. La quota di edifici residenziali (89,5%) ospita circa 32 mila abitazioni in maggior parte (64%) non occupate da persone residenti: una percentuale particolarmente rilevante se confrontata con quella nazionale di poco al di sotto del 23%. Nel 2011 Gli edifici in pessimo stato di conservazione risultano, sempre nel censimento del 2011, meno dell’1,5% del totale. Gli edifici più datati e valutati in pessimo stato di conservazione, nel 2011, sono soltanto l’1,3%; se a questi aggiungiamo anche quelli della stessa epoca di costruzione, ma in uno stato di conservazione mediocre, la percentuale sale al 13,2%. Questo gruppo di edifici ospita, alla rilevazione censuaria 2011, meno dell’8% della popolazione residente in edifici residenziali.

Degli edifici più recenti, costruiti dopo il 1970, soltanto una quota esigua è, nel 2011, in mediocre o pessimo stato di conservazione (1,2%) con una popolazione residente di poche centinaia di unità (1,7% del totale, contro un valore analogo nazionale di 3,2).

Quasi l’80% degli edifici residenziali censiti nel 2011 risulta avere una struttura portante in muratura a fronte di una media nazionale del 57,2%. La parte restante appare edificata per la metà in calcestruzzo armato e per metà in altri materiali (o materiali misti: calcestruzzo armato e muratura portante, legno, ecc.). Trattandosi di comuni montani di modeste dimensioni, l’edificato non è particolarmente sviluppato in altezza: la percentuale di edifici di uno, due o tre piani supera il 96% con una maggioranza assoluta di edifici di due piani (più del 55%).

Nella nota Istat sono presenti anche altri dati. Tra essi:
– I 17 comuni che hanno subito danni strutturali gravi si estendono complessivamente su una superficie di 1.728 kmq dove risiedono poco meno di 25.000 abitanti.
– Su circa 25mila residenti, il 28,3% ha almeno 65 anni di età, 6,3 punti percentuali in più di quanto registrato mediamente sull’intero territorio nazionale. La percentuale di popolazione di età pari o inferiore ai 14 anni è di circa 10,2 contro il 13,7% dell’Italia.
– Il territorio interessato è prevalentemente montuoso, per l’87,2% nei comuni del Lazio e per il 77,8% in quelli dell’Abruzzo, con oltre il 70% della superficie oltre i 900 metri sul livello del mare.
I dislivelli altimetrici sono notevoli: quasi il 13% del territorio si colloca oltre i 1.500 metri sopra il livello del mare e circa il 30% al di sotto dei 900 metri. Soltanto il 4,1% del territorio è pianeggiante (nelle Marche il 10,2%).
– L’estensione della superficie artificiale totale (edifici residenziali, non residenziali e infrastrutture) è dell’1,3%. Circa il 50% del territorio dei comuni terremotati è incluso in aree naturali protette.
– Nei comuni considerati il volume di acqua per uso potabile prelevato nel 2012 dalle fonti di approvvigionamento è stato di oltre 39 milioni di metri cubi (lo 0,4% del prelievo nazionale), la produzione giornaliera ad uso potabile di 108 mila metri cubi nel 2012.
– Il valore aggiunto per abitante nel complesso dei 17 comuni considerati è, nel 2013, pari a 8.400 euro, poco sopra la metà di quello medio nazionale (15.800 euro) e più vicino al valore medio del Mezzogiorno (8.800 euro).
– Le aziende agricole censite nel 2010 nei comuni con danni strutturali gravi sono 1.894.
– Nel 2015 sono operative 282 strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, per un totale di 8.387 posti letto (lo 0,2% dell’intera ricettività presente sul territorio nazionale).

Il bilancio dei danni al patrimonio culturale stilato dal Comando dei Carabinieri e dal Ministero per i Beni e le attività culturali ed il turismo ammonta a 293 beni di interesse culturale distrutti o gravemente danneggiati.

Per leggere il rapporto completo, visitare il sito Istat.

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