Sisma Centro Italia, dal Decreto Emergenze un nuovo input per velocizzare la rinascita | Ingegneri.info

Sisma Centro Italia, dal Decreto Emergenze un nuovo input per velocizzare la rinascita

Dall’entrata in vigore della Legge n.89 del 24 luglio 2018 al Decreto Emergenze, annunciato dal C.d.m., una disamina delle misure (fra cui la sanatoria) atte a velocizzare il processo di ricostruzione post sisma del centro Italia

ricostruzione_post_sisma
image_pdf

Il decreto Emergenze ha riacceso l’attenzione sugli eventi sismici avvenuti in centro Italia (2016) ed a Ischia (2017), prevedendo un’accelerazione sui tempi di ricostruzione. Non è la prima misura ereditata ed adottata dal  nuovo governo, infatti lo scorso 25 luglio 2018 è entrata in vigore la Legge n.89 del 24 luglio 2018Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 29 maggio 2018, n. 55 recante ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni dei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016 ” (G.U. n.170 del 24 luglio 2018).

Il sisma del 24 Agosto 2016 e le disposizioni in rilievo già approvate relative alla sospensione dei termini tributari e contributivi

Con più di 74.000 scosse registrate, picchi di magnitudo 6.0 della Scala Richter, centinaia di morti e feriti e migliaia di alloggi distrutti, il sisma avvenuto nell’agosto del 2016 in Italia centrale, è entrato di diritto a far parte degli eventi naturali più catastrofici che hanno colpito l’Italia dall’inizio del nuovo secolo.

Proprio a seguito dei suddetti eventi sismici del giorno 24 agosto 2016, verificatisi nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), a favore dei contribuenti colpiti da tali eccezionali eventi sismici, il 1° Settembre 2016 ha emanato un Decreto, disponendo  la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari, inclusi quelli derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli atti di accertamento esecutivi, scadenti nel periodo compreso tra il 24 Agosto 2016 ed il 16 Dicembre 2016.

Ulteriori proroghe dei termini sono state successivamente disposte con il Decreto n. 8/2017 ed il Decreto Legge n. 50/2017 dando la possibilità ai contribuenti di accedere ad un finanziamento agevolato assistito dalla garanzia dello Stato per il pagamento dei tributi sospesi e di quelli dovuti nell’anno 2018.

Importante inoltre, è stata l’aggiunta apportata alla sospensione del decreto del MEF del 1° Settembre 2016 tramite l’art. 48 del D.L. n. 189/2016, il quale ha previsto la sospensione dei termini per una serie di adempimenti tributari e contributivi a favore dei soggetti, persone fisiche e imprese, localizzate nei comuni colpiti dal sisma, dei quali si segnalano in particolare:

  • comma 1) la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti di qualsiasi genere;
  • comma 1-bis) la possibilità per i residenti nei comuni colpiti dal sisma, di richiedere ai propri sostituti di imposta di non operare le ritenute alla fonte a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2017;
  • comma 2) la sospensione delle fatture relative alle utenze localizzate nei comuni colpiti dal sisma per un periodo massimo di 6 mesi a decorrere dal giorno del sisma;
  • comma 11-bis) intervenuto in materia di canone Rai, già oggetto di sospensione, disponendo sulla ripresa dei versamenti del canone di abbonamento alla televisione ad uso privato addebitato in bolletta, da effettuarsi con le modalità previste dal comma 11 del medesimo articolo 48.

Col Decreto Legge n. 50/2017 è stata prevista inoltre, l’esenzione dell’imposta di bollo e dell’imposta di registro per le istanze, i contratti ed i documenti presentati alla P.A. fino al 31 Dicembre 2018 da parte delle persone fisiche residenti o domiciliate e delle persone giuridiche aventi sede legale nei comuni colpiti dal sisma, in esecuzione di ordinanze del Commissario straordinario.

È stata disposta infine, la proroga dal 28 Febbraio al 30 Giugno 2017, del termine per emanare ordinanze sindacali di sgombero di fabbricati, propedeutiche ad usufruire delle agevolazioni fiscali (esclusione base imponibile Irpef e Ires, esenzione Imu e Tasi fino alla ricostruzione.

Riguardo gli immobili ricevuti per successione da persone fisiche, demoliti o dichiarati inagibili a seguito degli eventi sismici invece, con l’art. 16-sexies del Decreto Legge n. 91/2017 si è prevista l’esenzione dell’imposta di successione, delle imposte e tasse ipotecarie e catastali, dell’imposta di registro o di bollo.

Gli ultimi provvedimenti in merito sono stati il Decreto Legge n. 148/2017 ed la Legge di Bilancio 2018 n. 205/2017. In particolare, con l’art. 2 del Decreto Legge n. 148/2017 si è prorogato dal 30 ottobre 2017 al 31 maggio 2018 il termine entro il quale devono essere effettuati gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria sospesi fino al 30 settembre 2017, senza applicazione di sanzioni e interessi. L’art. 2-bis dello stesso provvedimento ha inoltre stabilito la proroga al 31 dicembre 2018 del termine di sospensione dei mutui e finanziamenti a favore delle attività economiche e produttive e dei soggetti privati per i mutui relativi alla prima casa di abitazione, inagibile o distrutta (la proroga è al 31 dicembre 2020 se le abitazioni sono localizzate in una zona rossa) e la ripresa della riscossione dal 1° giugno 2018.

Con la Legge di Bilancio 2018 n. 205/2017, comma 736 infine, si è prorogato al 31 maggio 2018 il termine a decorrere dal quale, senza applicazione di sanzioni e interessi, i soggetti diversi da imprenditori, lavoratori autonomi e agricoltori possono versare le somme oggetto di sospensione, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione fino a un massimo di 24 rate mensili (in luogo delle precedenti 9 rate) di pari importo. Inoltre, col comma 1127 della stessa Legge n. 205/2017 è stato differito al mese di Novembre 2018 il pagamento delle rate, già in scadenza nel mese di Novembre 2017, da parte degli istituti autonomi per le case popolari situati nei territori delle regioni del centro Italia colpite dagli eventi sismici.

La conversione in legge del D.L. n. 55/2018

Il Decreto Legge n. 55/2018, originariamente composto di un solo articolo sostanziale, volto a prorogare e sospendere termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi, nonché per il pagamento del canone RAI e altre utenze, reca all’esito dell’esame svoltosi presso il Senato numerosi contenuti ulteriori.

Alle originarie previsioni sono state infatti aggiunti 21 articoli recanti disposizioni (anche di carattere derogatorio o finalizzate ad una sanatoria) in materia di proroga dello stato di emergenza, contributi e finanziamenti per gli interventi di ricostruzione e recupero degli immobili, ripristino della agibilità degli edifici, riduzione degli oneri burocratici e amministrativi, urbanistica, stazioni appaltanti, materiali di scavo, mutui della Cassa depositi e prestiti, nonché disposizioni finalizzate a garantire la copertura finanziaria degli ulteriori interventi disposti.

Il provvedimento reca dunque ora contenuti molto più articolati, che appaiono però riconducibili a quelli indicati nel suo titolo in quanto comunque riguardanti i territori colpiti dagli eventi sismici del 2016.

Le novità di rilievo

Tra le novità di rilievo, si segnalano:

  • La sanatoria sulle difformità edilizie (Art. 1-sexies): L’art. 1-sexies, inserito nel corso dell’esame al Senato, introduce una disciplina finalizzata alla sanatoria degli interventi edilizi di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell’edificio e realizzati, prima degli eventi sismici del 24 agosto 2016, in assenza di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) o in difformità da essa, sugli edifici privati collocati nei comuni colpiti dagli eventi sismici in questione e danneggiati dagli eventi stessi (commi 1-5). Sono inoltre semplificate le modalità per la certificazione di idoneità sismica necessaria per la chiusura delle pratiche di condono edilizio ancora in corso, al fine di accelerare l’iter per la realizzazione degli interventi di ricostruzione o riparazione degli immobili distrutti o danneggiati dagli eventi sismici (commi 6-8). In caso di lievi difformità edilizie riscontrate su edifici distrutti e danneggiati dentro i comuni del cratere infatti, sarà possibile presentare una richiesta di contributo insieme a una “segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria” (in deroga al D.P.R. 380/2001), “avendo riguardo a quanto rappresentato nel progetto di riparazione/ricostruzione dell’immobile danneggiato e alla disciplina vigente al momento della presentazione del progetto, previa acquisizione dell’autorizzazione sismica rilasciata dal competente ufficio tecnico della Regione”. In virtù di ciò, il proprietario dovrà pagare una sanzione variabile tra i 516 e i 5.164 euro, determinata dal RUP comunale “in relazione all’aumento di valore dell’immobile valutato per differenza tra il valore dello stato realizzato e quello precedente l’abuso”. Non solo, inoltre si dovrà versare anche la sanzione prevista dall’34, comma 2-ter TUE, incrementata del 5%, per i casi di difformità tra realizzazione e progetto autorizzato dal comune. In alcuni casi, infine, si può chiedere l’autorizzazione paesaggistica con una tolleranza fino al 2% di difformità sui volumi realizzati rispetto al progetto originario;
  • Interventi di immediata esecuzione: proroga termine richiesta contributi (art. 1-bis): L’articolo in esame, novella l’articolo 8, comma 4, del Decreto Legge n. 189/2016 in materia di interventi di immediata esecuzione, fissando per la ricostruzione privata imminente, un nuovo termine ultimo per presentare la richiesta di contributo (il precedente era scaduto al 30 Aprile), dando la possibilità di portare tale dead-line dal commissario alla ricostruzione al massimo fino al 31 Dicembre 2018 ed obbligando gli interessati a dover presentare la documentazione richiesta agli Uffici speciali per la ricostruzione entro 60 giorni dalla comunicazione dell’avvio dei lavori o comunque non oltre la data anzidetta. Scatta inoltre, la proroga al 31 Dicembre 2018 del termine per la compilazione delle schede AeDES da parte del tecnico incaricato e viene inoltre specificato che, per gli edifici situati nei centri e nei nuclei riconosciuti dalle Regioni (su proposta dei Comuni) come siti di grande interessela documentazione richiesta per l’ottenimento del contributo per la ricostruzione o riparazione va consegnata entro 150 giorni dall’approvazione degli strumenti urbanistici attuativi o dalla approvazione della deperimetrazione decisa con deliberazione della Giunta Regionale;
  • La sanatoria casette (art. 1-bis): Il comma 1 della nuova dispizione prevede l’applicazione della disciplina di cui all’art. 6, comma 1, lettera e-bis) del D.P.R. n. 380/2001, per le opere o manufatti o strutture realizzai o acquistati autonomamente da una serie di soggetti. L’installazione viene ricondotta nell’ambito delle attività di edilizia libera previste dal TUE nel caso di interventi temporanei a carattere emergenziale. La sanatoria riguarda sia i proprietari (o i loro parenti entro il terzo grado), che gli usufruttuari ed i titolari di diritti reali di godimento su immobili distrutti o gravemente danneggiati dagli eventi sismici del Centro Italia e dichiarati inagibili, in luogo di soluzioni abitative di emergenza. I proprietari dovranno smantellare la opere o manufatti o strutture realizzati entro 90 giorni dalla dall’ordinanza di agibilità dell’immobile distrutto o danneggiato dal sisma, dovendo provvedere alla loro demolizione o rimozione e al ripristino dello stato dei luoghi. Inoltre, in questi casi, insieme alla domanda di contributo è richiesta una apposita garanzia o fideiussione;
  • La sanatoria sismica abusi edilizi (art. 1-bis): Assume particolare rilievo la sanatoria sulle difformità sismiche che riguardano gli immobili per i quali è stata fatta domanda di sanatoria in occasione di uno dei tre precedenti condoni edilizi, ma che non è stata condotta a termine. Il “condono speciale” scatta, quindi, per tutti gli edifici danneggiati o distrutti dal sisma sul territorio delle quattro regioni del Centro Italia: la certificazione di idoneità sismica può essere sostituita da una perizia del tecnico incaricato il quale può firmare un certificato di idoneità statica ai sensi del D.M. 15/05/1985 (disposizioni sugli accertamenti da eseguire ai fini della certificazione dell’idoneità statica delle costruzioni abusive). Attenzione: se il progetto di riparazione o ricostruzione dell’edificio danneggiato porta a un “risultato architettonico e strutturale diverso da quello oggetto della domanda di sanatoria, il progetto deve essere corredato di una relazione asseverata del professionista incaricato attestante che le caratteristiche costruttive degli interventi relativi agli abusi sanati non siano state causa esclusiva del danno“;
  • Deroghe alle distanze dal confine stradale (art. 1-bis): È consentita la demolizione e ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto, anche all’interno della fascia di rispetto stradale, a condizione di non pregiudicare la sicurezza stradale;
  • Disposizioni in materia di materiali di scavo (art. 1): Il periodo in cui viene consentito il trasporto e il deposito dei materiali di scavo provenienti dai cantieri allestiti per realizzare le strutture di emergenza in appositi siti di deposito intermedio passa da 18 a 30 mesi. I siti devono essere individuati in modo da garantire appositi livelli di sicurezza ambientale;
  • Contributi pubblici per la ricostruzione privata (art. 1): Allargamento del perimetro, con inclusione degli interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche e per l’adeguamento energetico e antincendio negli edifici (distrutti o danneggiati). Il contributo viene esteso anche alla ricostruzione di edifici non allacciati alle reti di servizi pubblici e agli immobili collabenti dichiarati di interesse culturale;
  • Danni lievi: riparazione veloce: Viene stabilito che per gli interventi di riparazione di edifici con lievi danni, i progetti possono riguardare non solo l’intero edificio ma anche singole unità immobiliari, con l’asseverazione del progettista;
  • Istruttoria sulla compatibilità urbanistica: Viene previsto inoltre, che l’istruttoria sulla compatibilità urbanistica degli interventi sia svolta dal Comune competente e non dall’Ufficio speciale per la ricostruzione;
  • Revisione della soglia di obbligatorietà delle S.O.A (art. 1): Si interviene anche in materia di revisione della soglia di obbligatorietà delle S.O.A. per le imprese affidatarie dei lavori di immediata ricostruzione, che viene innalzata e stabilita per lavori di importo superiore non più a 150.000 euro (come previsto dalla normativa vigente) bensì per lavori di importo superiore ai 258.000 euro.

Le contestazioni di Legambiente e Anci Marche

Le norme sulla sanatoria degli illeciti edilizi, contenute nel Decreto terremoto, vanno cambiate. Non sbloccano la ricostruzione ma riaprono i termini del condono fino alla data del terremoto”. È quel si legge in un appello di Legambiente e Anci Marche sottoscritto da Confartigianato Marche, CNA Marche, Confindustria Macerata e  Symbola Fondazione per le qualità italiane chiedendo che, con il voto in aula, la Camera dei deputati modifichi l’emendamento pro-abusi, approvato dal Senato e lasciato tale e quale dalla Commissione Ambiente della Camera.

Queste norme, infatti – spiegano in maniera congiunta Anci Marche e Legambiente – non danno risposte ai casi reali che impediscono la ricostruzione privata ma creano un pericoloso precedente, per cui per ogni evento sismico o alluvionale si potranno riaprire i termini del condono edilizio del 2003. La proposta condivisa da Legambiente e Anci, e da numerose organizzazioni professionali, produttive e della società civile, permetterebbe, invece, di rispondere efficacemente alla maggioranza dei casi sbloccando realmente la ricostruzione senza riaprire i termini del condono del 2003″.

Secondo Anci Marche e Legambiente infatti, con l’approvazione al Senato del decreto terremoto si crea un precedente pericoloso, favorendo in futuro, in occasione di eventi calamitosi, la possibilità per altri territori di chiedere di non essere discriminati e avere anche loro il diritto alla sanatoria dopo una calamità naturale.

La promessa del Governo di migliorare alla Camera il testo del decreto terremoto, approvato al Senato, inspiegabilmente non è stata mantenuta. C’erano tutti i tempi per entrare nel merito e correggere gli errori del decreto tra cui, quello pesantissimo, del condono edilizio e invece si è perso solo tempo tra Commissione e Aula. E soprattutto – dichiara Edoardo Zanchini Vicepresidente nazionale di Legambiente – è stato innalzato un inspiegabile muro contro ogni richiesta di correzione del testo arrivando ad approvare oggi, senza modifiche, un provvedimento che riapre così i termini del condono edilizio del 2003. Non era mai successo che un evento calamitoso portasse a riaprire i termini della sanatoria. In questo modo si crea un precedente pericoloso, perché da domani altri territori potranno chiedere di non essere discriminati e avere anche loro il diritto alla sanatoria dopo una calamità naturale”.

Il Presidente Mattarella firma il decreto terremoto, ma scrive rilievi critici al Presidente del Consiglio Conte

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha promulgato in data 24 Luglio 2018 la Legge di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge n. 55 del 29 Maggio 2018 approvato in via definitiva lo scorso 19 Luglio 2018 ed ha contestualmente scritto una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sottolineando alcuni aspetti di criticità.

Secondo quanto si legge in una nota del Quirinale, infatti, secondo il Presidente Mattarella “si tratta di un provvedimento legislativo i cui contenuti sono stati, in sede di conversione, notevolmente ampliati rispetto a quelli originari del Decreto Legge, composto da un solo articolo volto a prorogare e sospendere i termini per adempimenti e versamenti tributari e contributivi” evidenziando così l’ampliamento esponenziale del testo originario in un maxi provvedimento di 21 articoli e sollevando di seguito, il problema del “dopo” segnalando alcune criticità dell’art. 7 della Legge (comma 2 e 3) asserendo che il tetto dei novanta giorni per la demolizione dei prefabbricati abusivi (a decorrere dalla data in cui viene dichiarata agibili la vecchia casa) potrebbe finire aggirato, scrivendo che “tale evento, potrebbe non verificarsi mai, come ad esempio nel caso di assegnazione di una diversa soluzione abitativa rispetto a quella originaria, determinando, di fatto, la protrazione della inapplicabilità sine die e il conseguente utilizzo perpetuo dell’immobile “abusivo”, che diventerebbe, in tal modo, una seconda abitazione”.

Il Presidente della Repubblica quindi, mette la firma, ma chiede che “in tempi brevi” l’esecutivo vi rimetta mano, soprattutto per scongiurare abusi sulle casette con lo scopo principale di “ricondurre a maggiore efficacia il provvedimento approvato” ed evitare la possibilità “di un utilizzo perpetuo di un immobile abusivo”.

Gli stessi tempi brevi, ancora una volta richiamati nel decreto Emergenze.

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Sisma Centro Italia, dal Decreto Emergenze un nuovo input per velocizzare la rinascita Ingegneri.info