Strutture gonfiabili senza autorizzazione edilizia: sicurezza, norme e procedure | Ingegneri.info

Strutture gonfiabili senza autorizzazione edilizia: sicurezza, norme e procedure

Le strutture gonfiabili che rientrano nelle 'opere contingenti contemporanee': cosa sono, quali autorizzazioni e norme di sicurezza richiedono

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Intrattenimento per bambini e strutture temporanee per eventi, questi i principali utilizzi delle strutture gonfiabili. Facili da noleggiare e da installare, con costi sempre più ridotti nel caso di acquisto, le strutture gonfiabili sono oggi tra le strutture temporanee all’aperto di maggior uso anche per l’aspetto scenografico che riescono a rendere. Da quali norme sono disciplinate e come installarle rispettando le procedure normative e la sicurezza nell’utilizzo?

Strutture gonfiabili, cosa sono?

Secondo quanto disposto dal Glossario dell’edilizia le strutture gonfiabili rientrano tra le “opere contingenti temporanee” cioè opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni. (d.lgs. n. 222/2016, Tab. A, Sezione II –Edilizia- attività 26).

Oltre all’impiego classico e stabile in parchi divertimenti ed aree attrezzate, molto spesso i giochi vengono posizionati al momento, in occasione di manifestazioni temporanee o in aree private. Vediamo ora le diverse procedure per autorizzare l’installazione di strutture gonfiabili in aree private e in parchi divertimenti aperti al pubblico.

Strutture gonfiabili installate presso privati e non aperti al pubblico

Le strutture gonfiabili (così come descritti nell’elenco ministeriale di cui all’art. 4 della legge 337/68), qualora installati presso parrocchie, centri ricreativi per l’infanzia e altri simili ambiti, non necessitano di autorizzazione amministrativa in quanto non sono riconducibili ad attività imprenditoriali bensì a mere attività socio-ricreative non aventi scopo di lucro.

Tali attrazioni, tuttavia, ai fini della sicurezza e dell’incolumità degli utenti, dovranno essere, come sempre, dotate di documentazione tecnica, redatta da professionista abilitato, attestante la rispondenza dell’impianto alle regole tecniche stabilite con Decreto del Ministero dell’Interno, nonché di assicurazione per danni civili verso terzi.

Quali autorizzazioni chiedere per l’installazione?

Installazione avviene previa Comunicazione Inizio Lavori (CIL), ai sensi del d.P.R. n. 380/2001 art. 6, comma 1, lett. e-bis).

La Comunicazione Inizio Lavori avviene mediante un modello unificato e standardizzato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 128 del 5 giugno 2017 – Suppl. Ordinario n. 26, utilizzando la modulistica appositamente predisposta dai Comuni, che in genere si può scaricare direttamente dal loro sito Internet.

Tale modello, in conformità alle nuove regole introdotte dal decreto SCIA 2 –dlgs 222/2016 è utilizzato per:

  • interventi edilizi (ristrutturazioni, manutenzioni, ecc.);
  • apertura di attività commerciali;

I dati da inserire per la compilazione della CIL sono i seguenti:

  • dati anagrafici del titolare (nome, cognome, codice fiscale, indirizzo, ecc.)
  • dichiarazione ai sensi dell’art. 76 del dpr 445/2000 relative a:
    • dati identificativi dell’immobile (Comune, dati catastali, coordinate, ecc.)
    • titolarità dell’intervento
      opere su parti comuni o modifiche esterne (le opere da realizzarsi non riguardano parti comuni oppure riguardano parti comuni)
  • data di inizio e fine lavori
  • descrizione della struttura gonfiabile da installare
  • localizzazione dell’intervento (indirizzo e dati catastali)
  • impresa esecutrice dei lavori
  • rispetto degli obblighi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
  • rispetto della normativa sulla privacy

Inoltre occorre specificare i vari soggetti coinvolti:

  • altri titolari
  • dati di eventuali tecnici incaricati
  • dati sulle imprese esecutrici che installeranno la struttura

Alla CIL vanno allegati anche i certificati, atti e documenti attestanti la conformità della struttura gonfiabile alle normative nazionali ed europee;

Per gli interventi di manutenzione, riparazione e rimozione non è necessaria la Comunicazione e rientrano tra le attività di edilizia libera.

La CIL va consegnata all’amministrazione comunale prima di iniziare i lavori.

 

Le sanzioni per mancata richiesta CIL

Nel caso in cui siano stati eseguiti interventi edilizi per cui sono necessari la CIL e la CILA senza che le pratiche siano state presentate, è previsto il pagamento di una sanzione pecuniaria di 1.000 euro.

Se però i lavori vengono comunicati mentre sono ancora in corso d’esecuzione e non ancora ultimati, la sanzione è ridotta di due terzi ed è pari quindi a 333 euro.

Strutture gonfiabili aperte al pubblico e spettacoli viaggianti

Se la struttura gonfiabile è aperta al pubblico in quanto attività di pubblico spettacolo o intrattenimento, per le procedure di autorizzazione ed installazione è necessario fare riferimento al D.M. 18 maggio 2007 – Norme di sicurezza per le attività di spettacolo viaggiante. Il D.M. fornisce una precisa definizione di attività di spettacolo viaggiante definita come “attività spettacolari, trattenimenti e attrazioni, allestite mediante attrezzature mobili, o installate stabilmente, all’aperto o al chiuso, ovvero in parchi di divertimento”. Tali attività sono quelle classificate per tipologia con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, ai sensi dell’art. 4 della legge 18 marzo 1968, n. 337;

 

Quali autorizzazioni chiedere per l’installazione?

Per le strutture gonfiabili aperte al pubblico è necessario che il titolare dell’attività presenti al SUAP o al Sindaco una richiesta di installazione. La richiesta dovrà contenere le seguenti informazioni:

  • generalità complete del richiedente (in caso di società, oltre le generalità del legale rappresentante, occorre indicare la denominazione e la sede legale della società stessa);
  • eventuale recapito diverso dalla residenza, recapito telefonico ed ogni altra indicazione che si ritenga utile fornire; 4) indicazione dell’area e del periodo interessati alla manifestazione;
  • misure complessive in mq. dell’area che si intende occupare (comprensiva anche delle carovane e di tutte le attrezzature di supporto);
  • numero massimo di spettatori che possono presenziare contemporaneamente allo spettacolo;
  • copia della licenza di cui all’art. 69 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, rilasciata dal Comune di residenza (o di sede legale) o di documento equipollente in caso di richiedente appartenente ad un altro Stato dell’Unione Europea.

Spesso gli uffici comunali di competenza, in caso di ragionevole dubbio circa la veridicità dell’autocertificazione, possono effettuare le opportune verifiche mediante sopralluoghi in loco.

Nel caso la manifestazione avvenga su area privata deve essere allegata planimetria catastale con l’indicazione della zona interessata, inoltre deve essere documentata o autocertificata la disponibilità dell’area stessa.

A seguito di istruttoria effettuata solitamente dagli uffici SUAP, se la domanda risulti incompleta o inesatta può essere integrata o rettificata, a pena di archiviazione, entro il termine che verrà stabilito dal Dirigente del Servizio e comunicato all’interessato.

 

Norme di sicurezza e marchio CE

L’aspetto sicurezza di tali strutture non è da trascurare, specialmente pe strutture temporanee come i gonfiabili, dove spesso si pone poca attenzione in fase di installazione.

Non dimentichiamo mai che le strutture gonfiabili devono essere marcate CE ed avere una targhetta marcata in modo leggibile e indelebile che contenga i seguenti dati:

  • numero e data della norma europea
  • tipo e dimensione del compressore
  • altezza e numero massimo degli utilizzatori
  • anno di produzione

L’installazione e gestione di strutture gonfiabili deve essere effettuata secondo precise normative tecniche e sulla base delle indicazioni fornite dal fornitore/fabbricante.

E’ consigliabile, successivamente all’installazione verificare la sicurezza delle attrezzature effettuando tutte le prove previste dalla norma, ed  redigere uno specifico rapporto di prova contenente tutti gli esiti dei test effettuati.

Un aspetto fondamentale è l’ancoraggio al suolo. Un’indicazione in merito, in Italia, è fornita dalla norma tecnica UNI EN 14960:2013 (Attrezzature da gioco gonfiabili – requisiti di sicurezza e metodi di prova) che un sistema di ancoraggio e/o zavorramento con i relativi accessori che consentano alle strutture gonfiabili di essere saldamente fissate al terreno con almeno sei punti di ancoraggio. Inoltre in caso di condizioni climatiche avverse e se il vento supera la velocità di 38 km/h, devono essere sgonfiati.

Una ulteriore prescrizione in merito è fornita dall’art.9 del TULPS, che impone all’esercente dell’attività di spettacolo viaggiante di tenere nei pressi dell’attrazione un anemometro per misurare la velocità del vento e per poter prontamente sgonfiare l’attrazione in caso di pericolo.

Inoltre, le strutture gonfiabili installate all’aperto devono essere collocate in area idonea, a livello terreno su terrapieno, non esposta a rischi naturali e ad adeguata distanza dalle vie di transito e da altre strutture/attrezzature pericolose. Durante la fase di installazione e montaggio, devono essere rispettate tutte le indicazioni per il montaggio e per l’uso stabilite dalla ditta costruttrice/fornitrice. In adiacenza alle attrezzature, dovranno essere posti in opera materassini in materiale morbido, per eventuali cadute accidentali dei bambini fuori dalle stesse. Il motore di azionamento della soffiante deve essere protetto da contatti volontari e/o accidentali che possano essere causa di incidenti o di rottura dell’involucro.

Ai fini della sicurezza fondamentale risulta essere la supervisione del personale specializzato, infatti la norma prevede che deve essere costantemente presente, durante l’utilizzo delle attrezzature, il gestore dell’attrazione (titolare della licenza di cui all’art.69) incaricato della sicurezza. Nel caso in cui le attrezzature vengano lasciate incustodite devono essere preventivamente sgonfiate e rese inutilizzabili.

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