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Suddivisione in Ati, le regole da rispettare

Nelle Ati miste bisogna individuare un’ulteriore impresa mandataria che, nell’ambito del sub-raggruppamento relativo ai lavori scorporabili, è soggetta alle stesse regole generali previste per la capogruppo

Ati e appalti
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Con l’ordinanza n. 5957/2018 del 18 ottobre 2018, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato ha rimesso all’Adunanza Plenaria la decisione in merito al possibile utilizzo del soccorso istruttorio da parte delle imprese partecipanti ad un raggruppamento temporaneo di imprese che hanno dichiarato di avere dei requisiti di qualificazione non coincidenti con le quote di esecuzione della prestazione.

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Le Ati

I raggruppamenti temporanei di concorrenti, sono inseriti dall’articolo 45 del D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (c.d. Codice dei contratti pubblici), tra gli operatori economici ammessi a partecipare alle procedure di affidamento dei contratti pubblici, insieme a imprenditori individuali, consorzi fra società cooperative di produzione e lavoro, consorzi stabili o quelli ordinari di cui all’articolo 2602 c.c., reti di imprese e soggetti che abbiano stipulato il contratto di gruppo europeo di interesse economico (GEIE).

Gli operatori economici, possono dunque decidere di costituire delle associazioni temporanee di imprese nei casi in cui siano sprovvisti, singolarmente, di tutti i requisiti richiesti dalla legge di gara.

Ati orizzontali e Ati verticali

Le associazioni temporanee di imprese possono assumere due forme differenti. Nel caso di lavori, gli operatori economici possono decidere di costituire una riunione di operatori economici nell’ambito della quale uno di essi realizza i lavori della categoria prevalente, mentre una delle mandanti eseguirà i lavori scorporabili (ati verticali).

Quando invece la riunione di operatori economici è finalizzata a realizzare i lavori della stessa categoria, si tratta di raggruppamento orizzontale.

Nel primo caso (ati verticale) si ha una distinzione di carattere qualitativo, mentre nel secondo (ati orizzontale) di carattere esclusivamente quantitativo.

Nel caso di servizi e forniture, invece, per raggruppamento verticale si intende un raggruppamento nel quale il mandatario esegue le prestazioni di servizi e forniture indicati come principali in termini economici, i mandanti quelle indicate come secondarie. Nei raggruppamenti orizzontali, invece, gli operatori economici eseguono il medesimo tipo di prestazione.

L’ordinanza del Consiglio di Stato

Con l’ordinanza n. 5957 del 18 ottobre 2018, la Quinta Sezione del Consiglio di Stato è intervenuta in merito alla possibile modifica delle quote di qualificazione delle imprese in fase di aggiudicazione, qualora non corrispondano con le quote di esecuzione delle prestazioni.

Per affrontare la questione è utile premettere che il Codice dei contratti vigente non prevede la triplice corrispondenza tra quote di qualificazione, quote di partecipazione al raggruppamento e quote di esecuzione.

Pur essendo venuto meno l’obbligo di corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento e quote di esecuzione dei lavori, costituisce orientamento consolidato che se le imprese componenti il raggruppamento dichiarano, in sede di offerta, una quota di partecipazione corrispondente alla quota di lavori da eseguire, è necessario che il requisito di qualificazione sia coerente con entrambi (Cons. Stato, sez. V, 2 luglio 2018, n. 4036; V, 13 giugno 2018, n. 3623; V, 5 febbraio 2018, n. 730; V, 25 febbraio 2016 n. 786).

È sorta, allora, la questione se sia consentito ad un’impresa componente il raggruppamento, che possegga il requisito di qualificazione in misura insufficiente per la quota di lavori dichiarata in sede di presentazione dell’offerta, di ridurre la propria quota di esecuzione, così da renderla coerente con il requisito di qualificazione effettivamente posseduto, nel caso in cui il raggruppamento nel suo insieme sia in possesso di requisiti di qualificazione sufficienti a coprire l’intera quota di esecuzione dei lavori.

La questione controversa

L’ordinanza del Consiglio di Stato, ritiene attualmente esistenti due orientamenti contrastanti. Secondo il primo orientamento, la mancanza del requisito di qualificazione in misura corrispondente alla quota di lavori cui si era impegnata una delle imprese costituenti il raggruppamento in sede di presentazione dell’offerta è causa di esclusione dell’intero raggruppamento, anche se, per ipotesi, il raggruppamento nel suo insieme sia in possesso del requisito di qualificazione sufficiente all’esecuzione dell’intera quota dei lavori.

Un secondo orientamento, invece, ritiene non consentita l’esclusione dell’operatore economico dalla procedura, in presenza di tre condizioni:

  • che lo scostamento tra il requisito di qualificazione dichiarato e la quota di lavori per la quale l’operatore si è impegnato non sia eccessivo;
  • che il raggruppamento nel suo complesso sia comunque in possesso dei requisiti sufficienti a coprire l’intero ammontare dell’appalto;
  • che il raggruppamento abbia la forma di raggruppamento orizzontale.

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