Terremoto, l'ing. Finzi: La diagnosi del patrimonio edilizio esistente è un'urgenza | Ingegneri.info

Terremoto, l’ing. Finzi: La diagnosi del patrimonio edilizio esistente è un’urgenza

"La prima cosa da fare è la diagnosi del patrimonio edilizio esistente; molto purtroppo è stato costruito in fretta e male nel dopoguerra fino agli anni 70". Parla l'ing. Bruno Finzi, a capo della commissione strutture dell'Ordine ingegneri di Milano

immagine di repertorio
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“Mettere in sicurezza un paese come l’Italia per far fronte ad eventi sismici che possono colpire tutto il suo territorio non è facile come dirlo. La prima cosa da fare è la diagnosi del patrimonio edilizio esistente; molto purtroppo è stato costruito in fretta e male nel dopoguerra fino agli anni 70″: a parlare è l’ingegnere Bruno Finzi, presidente della Commissione Strutture dell’Ordine degli ingegneri di Milano, in una riflessione a caldo dopo le nuove scosse di terremoto con epicentro tra Umbria e Marche che hanno riportato il Paese a rivivere i momenti dello scorso 24 agosto.

Spiega Finzi:

“Questa prima diagnosi deve essere finalizzata ad indicare quando e come è stato pensato/progettato e costruito un edificio, se in anni successivi alla sua edificazione si è intervenuti di nuovo a modificare, ampliare o indebolire la struttura dell’edificio stesso e se ne sono state modificate le condizioni di uso previste in origine”.

Finzi torna a parlare del ‘fascicolo del fabbricato’, con un paio di precisazioni puntuali:

“Si è parlato molto negli ultimi 15 anni del cosiddetto ‘libretto del fabbricato’ che ha visto diverse false partenze e principalmente, per quanto è stato fatto finora, ha coinvolto amministratori di condominio e geometri. E’ fondamentale far capire ad amministrazione e politica che gli ingegneri civili sono gli unici che possono fornire questo tipo di diagnosi e ricostruire quanto serve dal punto di vista strutturale”.

“Dopo questa diagnosi iniziale è necessario approfondire attraverso un’analisi di vulnerabilità sismica il comportamento del complesso strutturale sia per i carichi verticali, sia soprattutto per i carichi orizzontali dedotti dalle accelerazioni sismiche la cui mappa è ufficiale, consolidata e recepita da tutte le Regioni italiane.

Se pensiamo che dopo il crollo della scuola di San Giuliano nel 2003 è stata emessa un’ordinanza del Governo che rendeva obbligatoria questa analisi per tutti gli edifici “strategici”, e che ad oggi questa analisi è disponibile per poco più del 50% degli edifici pubblici di questo tipo, ci rendiamo conto di quanta strada ci sia ancora da fare per l’immenso patrimonio privato esistente in Italia; si tratta di circa 30 milioni di immobili esistenti di cui circa la metà edificato nel periodo critico tra il 1945 e il 1980!“.

Infine, chiude Finzi:

“È necessaria un’azione forte e coraggiosa volta ad evitare la caccia alle streghe e la conta dei morti che ogni quattro anni, in corrispondenza di un evento sismico, siamo abituati a vivere in Italia”.

 

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