Tutto sulla termografia in edilizia, spiegato da Eros Ronchini di Aiti | Ingegneri.info

Tutto sulla termografia in edilizia, spiegato da Eros Ronchini di Aiti

Intervista a tutto tondo a Eros Ronchini, presidente di Aiti. A che cosa serve la termografia? Conviene diventare operatori termografici? E come si fa?

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La termografia in edilizia rappresenta una fase del processo diagnostico che può fornire indicazioni importanti per l’individuazione di problematiche sia in attività di efficientamento energetico che di restauro e risanamento. Le recenti novità normative in tema di efficienza energetica hanno certamente potenziato la possibilità dell’audit termografico di giocare un ruolo cruciale in questo processo. E così la termografia diventa anche una chance professionale importante per il progettista, ingegnere compreso. Ma che cos’è prima di tutto la termografia? E come si diventa operatori termografici?

Lo abbiamo chiesto a Eros Ronchini, presidente e Socio fondatore di Aiti, l’Associazione Italiana Termografia Infrarosso, riconosciuta dalla Associazione Europea di Termografia. L’associazione ha lo scopo di svolgere, promuovere, confrontare, diffondere e coordinare nel miglior modo ogni tipo di attività legata alla Termografia ed alla Diagnostica, incluse tutte le attività ad essa finalizzate.

Eros Ronchini sarà tra i protagonisti di un seminario formativo, il 18 maggio 2016 a Verona, dedicato a “Metodi e tecniche di restauro architettonico”, che vedrà come relatore principale il prof. Giovanni Carbonara. Per informazioni sull’evento, clicca qui.
Che cosa si intende per termografia attiva e passiva?
La termografia, mediante l’impiego di un dispositivo di acquisizione dei dati, la termocamera, è una tecnica che consente, di acquisire informazioni termiche relative ad un determinato oggetto. Tali informazioni sono trasformate in una mappa a falsi colori, termogrammi, che rende immediata la lettura dei valori rilevati ed in modo ingannevole solo apparentemente più semplice l’interpretazione. L’immagine termica riporta un insieme di informazioni che devono essere filtrate dall’operatore termografico.

Normalmente si acquisiscono le immagini in regime di transitorio termico; solo la preparazione e l’esperienza permettono di comprendere e definire in modo corretto i segnali acquisiti dallo strumento. In funzione delle necessità di diagnosi, l’operatore decide di effettuare il rilievo in condizioni standard, termografia passiva, o di sollecitare termicamente l’oggetto prima e durante l’ispezione, termografia attiva. L’oggetto può essere sollecitato sia con luce artificiale, lampade varie, sia con aria calda o con la radiazione solare, particolarmente impiegata nel settore delle costruzioni e del restauro. In funzione della diversa capacità termica volumetrica delle strutture, capacita di accumulare energia in funzione del calore specifico e della densità di un materiale, del tempo di esposizione e della fase, di accumulo o di rilascio termico, è possibile individuare e contraddistinguere le diverse strutture murarie, la loro tessitura, la presenza di elementi non visibili tramite un’ispezione visiva. Con la termografia attiva si procede alla verifica degli intonaci distaccati dal supporto, elementi nascosti e molto altro ancora.
Quali sono le problematiche degli edifici esistenti più ricorrenti alle quali la termografia può fornire un supporto importante?
L’impiego della termografia è importante nel campo dell’efficientamento energetico dei fabbricati, questo unitamente alla termoflussimetria, alla verifica della permeabilità all’aria, Bloower door test, alla verifica della presenza di umidità nelle strutture, nonché di tutti i parametri legati al comfort ambientale interno. L’impiego complementare di queste tecniche d’indagine permette una miglior definizione delle problematiche legate alla formazione di condense e muffe ed anche dei ponti termici, che rappresentano una delle cause più presenti dei problemi e delle contestazioni mosse a riguardo. È possibile rilevare la presenza di umidità nelle murature, sia condensa, che meteorica o di risalita. Anche in questo caso la termografia va affiancata ad altri rilievi, quali l’analisi termogravimetrica per l’espressione di un valore quantitativo preciso. La termografia, unitamente a strumentazioni quali il geofono, la video ispezione, ecc., fornisce informazioni in ambito di ricerca perdite ed infiltrazioni. Un contributo sostanzioso ed interessante è nell’ambito della ricerca di sviluppo di soluzioni e materiali. Le applicazioni sono infinite ed attraversano trasversalmente tutti i settori.
C’è un rapporto diretto tra l’illuminazione e la rilevazione termografica?
Con la termografia si acquisiscono segnali termici e pertanto è possibile un rilievo anche al buio. Direi che il rapporto è diretto tra la termografia e la radiazione solare che determina la risposta termica diversa dell’oggetto indagato, variabile in funzione dell’esposizione,. In ogni caso è possibile sollecitare gli oggetti anche con l’impiego dei particolari lampade, ad esempio per valutare una delaminazione in una struttura metallica. Nel settore delle costruzioni, la presenza di lampade illuminanti all’interno degli ambienti può condizionare la risposta termica delle superfici e trarre in inganno l’operatore nell’interpretazione dei segnali.

 

Eros Ronchini

Eros Ronchini

Ci sono ‘casi virtuosi’ di utilizzo della termografia a supporto dell’indagine storica? Può citarne alcuni?

Ci sono diverse applicazioni termografiche, utilizzate dagli addetti ai lavori, progettisti e tecnici, per comprendere e verificare ad esempio lo stacco della parte pittorica degli affreschi dai supporti, piuttosto che lo stacco degli intonaci o la presenza di elementi nascosti.

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Padova, nella figura del compianto Prof. Ermanno Grinzato, del Dott. Paolo Bison e del pool di ricercatori ad essi collegati, ha implementato e sviluppato diverse tecniche innovative mediante l’impiego di sistemi termografici.

Ricordiamo:

– gli studi riguardanti l’espressione di una valore quantitativo nella presenza dell’umidità nelle murature; non sostituiscono gli attuali metodi ma il sistema può rappresentare una valida indicazione per mappare in modo preciso e non invasivo la presenza di acqua, riducendo al minimo il prelievo distruttivo di materiale dai supporti;

– la messa a punto di un particolare sistema, AirView, coperto da brevetto, consente di avere con una serie infinita di dati riguardanti il monitoraggio quantitativo delle condizioni termo igrometriche di un ambiente, incluso i flussi termici e la velocità dell’aria e la determinazione della trasmittanza termica nelle murature eliminando gli errori dovuti all’impiego di sonde a contatto.
Negli ultimi anni la crescita di interventi sul patrimonio edilizio esistente e storico ha incentivato l’utilizzo della termografia come strumento di rilevazione ed analisi? Quanto ancora si può fare?
Nell’attuale contesto edile con l’entrata in vigore di normative volte al raggiungimento di standard energetici sempre più elevati, l’audit termografico, inserito nel più completo audit energetico, rappresenta un adeguato approccio per una corretta progettazione degli interventi di qualificazione e riqualificazione energetica. Congiuntamente alle indagini diagnostiche strumentali collegate, costituisce la possibilità di ottenere un reale controllo del processo produttivo e della qualità dell’eseguito in edilizia, sia nelle nuove costruzioni che negli interventi riguardanti il patrimonio esistente.

E’ sempre più diffusa la necessità di una verifica concreta su qualità, efficacia ed efficienza energetica degli interventi. Attualmente, contrariamente a quanto accade in altri settori, in edilizia non si eseguono ancora in modo diffuso i controlli strumentali. Con le moderne tecniche e personale qualificato questo è possibile.

Le applicazioni in edilizia sono molteplici, dal contributo a ricerca e sviluppo di prodotti e soluzioni, al restauro, alla riqualificazione energetica, al controllo di processo e qualità. La termografia, non invasiva, è impiegata nel restauro conservativo, permette il monitoraggio delle strutture allo scopo di comprendere, confrontare, evidenziare gli elementi emersi dalle indagini storiche. Inoltre rappresenta un contributo, unitamente ad altre indagini, allo studio delle diverse patologie esistenti.

Il settore legato alla diagnostica strumentale e quindi anche alla termografia ed alle indagini ad essa collegate dovrebbe rappresentare nel futuro un importante tassello, un supporto al progettista nelle predisposizione degli interventi, sia in abito di riqualificazione energetica che di restauro. Questo scopo è perseguibile con l’impiego di tecnici preparati, dotati di idonee attrezzature professionali, software adeguati, in grado di seguire un continuo programma di aggiornamenti.

Questo significa importanti investimenti in termini di tempo e risorse finanziarie.

Il perdurare della crisi economica, unitamente all’esplosione nella presenza di figure professionali non preparate, non dotate di idonea attrezzatura, causano molta confusione in un settore ancora poco conosciuto. A volte, in fase di assegnazione della commessa, l’utenza non riesce a distinguere una prestazione tecnico-professionale di qualità da una meno efficace. E’ importante parlare di efficacia ed efficienza, in quanto solo un audit qualificato permette di predisporre interventi mirati, garantendo economia e durabilità.

Cosa deve fare chi vuole diventare ‘operatore termografico’ in Italia? Quali categorie professionali vi possono accedere? E lo consiglierebbe?

Una formazione precisa e costante è sinonimo di garanzia per il miglior risultato della diagnostica termografica . Lo scopo della formazione è quello di illustrare le corrette metodologie di misura, le leggi e le normative in vigore. Costituisce la base necessaria per la qualifica del tecnico. Di seguito, come in tutte le attività, si implementano e sviluppano le specifiche esperienze e competenze con il lavoro costante e continuo.

La formazione e la qualifica dell’operatore è regolata dalla norma:

UNI EN ISO 9712:2012 Prove non distruttive – Qualificazione e certificazione del personale addetto alle prove non distruttive, definisce i criteri per la qualificazione e la certificazione del personale addetto alle prove non distruttive PND in campo industriale. Con il termine industriale sono escluse le applicazioni in campo medico. Questa norma sostituisce la precedente norma UNI EN 473:2008 e riprende la norma ISO 9712:2012.

La formazione avviene su tre livelli distinti a cui competono specifiche competenze:

Livello 1: esegue misure di base in accordo con procedure stabilite e riconosciute. Imposta ed utilizza la termocamera per una sicura raccolta di dati.

Livello 2: seleziona la tecnica termografica più appropriata e capisce le sue limitazioni; applica teoria di termografia e tecniche incluso l’ interpretazione dei dati; esegue diagnosi avanzate di anomalie sul campo; raccomanda appropriate azioni correttive; è abilitato a redigere i Report Termografici, indicando: diagnosi delle anomalie, azioni correttive ed efficacia delle riparazioni.

Livello 3: sviluppa e stabilisce programmi di Termografia, Procedure ed Istruzione; interpreta e valuta codici, standard, specifiche e procedure; indica particolari metodi di test; raccomanda appropriate azioni ingegneristiche correttive su macchinari; supervisiona il lavoro dei livelli 2 e 1; indica l’impiego di sistemi alternativi o complementari alla Termografia.

Ad ogni livello per essere certificato è richiesta una propria esperienza sul campo.

Secondo un preciso e corretto percorso è possibile iniziare con la frequenza al corso di 1° livello e dopo aver maturato una valida esperienza sul campo dove di implementano l’acquisizione sicura e corretta dei termogrammi, è possibile accedere alla formazione di 2° livello. La norma consente alle figure in possesso di un diploma o laurea tecnica, geometri, periti, ingegneri, architetti, di avere uno sconto del 50 percento sulle ore di formazione. Dichiarando di aver espletato in modo continuativo l’attività di operatore termografico per 12 mesi, è possibile approdare direttamente alla formazione di 2° livello. Trattandosi di un’autodichiarazione, valida nel caso di figure professionali autonome, in Italia, per una questione di costi e di tempi, la formazione di 1° Livello viene normalmente bypassata; non è più commercialmente sostenibile per cui la maggior parte dell’offerta formativa è impostata direttamente sul 2° livello. Essendo l’associazione A.I.T.I. neutrale, senza interessi commerciali e con l’unico scopo di divulgare in modo corretto l’impiego della termografia e di tutte le attività ad essa collegate, riteniamo di sottolineare come il lavoro e la professionalità di un operatore termografico si basano su una formazione adeguata.

Nella scelta dell’organismo formativo sono da considerare: i requisiti complessivi dell’ente, la preparazione dei docenti, il materiale di studio fornito, la dotazione di termocamere in termini di caratteristiche e quantità, almeno una ogni due partecipanti, la qualità ed il tempo dedicato alle esercitazioni pratiche.

Come affermato in precedenza, le applicazioni della termografia sono trasversali a tutti i settori. Per quanto concerne l’aspetto edile, delle costruzioni e del restauro le figure adatte ad espletare questo lavoro sono quelle di formazione tecnica quali: geometri, periti, architetti ed ingegneri.

La termografia e le varie tecniche diagnostiche ad essa collegate rappresentano sicuramente un efficace contributo alla realizzazione di una valida e reale qualità costruttiva in edilizia, permettendo la predisposizione corretta degli interventi di riqualificazione energetica e di restauro. Inoltre l’impiego integrato delle diverse applicazioni strumentali permette un controllo efficacie e reale sulla qualità esecutiva delle opere. Tutto questo è vincolato al grado di formazione, alla preparazione, all’esercizio costante dell’attività, agli aggiornamenti effettuati da parte dell’auditor termografico, oltre alla dotazione di una strumentazione professionale completa, aggiornata e sempre calibrata. Questo presuppone un importante impegno finanziario e di tempo; nell’attuale contesto economico non è sempre facile farsi riconoscere, in termini remunerativi adeguati a coprire i costi, la qualità della prestazione. A.I.T.I. Associazione Italiana Termografia Infrarosso, nell’opera di promozione e diffusione delle applicazioni termografiche ha sempre sostenuto, in tutte le sedi, la qualità della formazione, offrendo sempre aggiornamenti ed informazione di elevato livello tecnico-scientifico per gli operatori termografici che espletano il loro lavoro in modo professionale. Nei diversi convegni e nelle giornate formative organizzate in questi anni abbiamo avuto la presenza di relatori di prestigio in ambito accademico, di ricerca e del mondo del lavoro che hanno contribuito all’arricchimento professionale dei nostri soci.

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