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Tutto sull’attività libera in edilizia dopo il decreto n. 222/2016

Il decreto Scia 2 e le modifiche al T.U. Edilizia vanno a introdurre ulteriori novità nel processo di semplificazione e sistematizzazione per l'attività libera in edilizia. Facciamo il punto

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Con il Decreto Legislativo n. 222 del 25 novembre 2016 (cd. decreto “Scia 2”) e la conseguente – ennesima – modifica del Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. n. 380/2001), sembra concluso il processo di semplificazione e sistematizzazione dei titoli abilitativi in edilizia.

Con la nuova disciplina, le attività edilizie si distribuiscono in tre categorie:
1. Attività libere, in alcuni casi con Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (Cila)
2. Attività soggette alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia)
3. Attività che richiedono il Permesso di Costruire/Autorizzazione/Silenzio-assenso.

Anche per le attività libere, restano ferme le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e le normative di settore che incidono sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, le norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, relative all’efficienza energetica, a tutela dal rischio idrogeologico, contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio e in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nella Tabella A del D.Lgs. n. 222/2016 sono elencate, tra le altre, le attività edilizie libere, tra cui quelle che richiedono la Cila. Ecco una sintesi del nuovo ordinamento.

Attività libere
Aree ludiche senza fini di lucro ed elementi di arredo delle aree di pertinenza degli edifici.
• Attività di ricerca nel sottosuolo: opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato.
• Eliminazione delle barriere architettoniche leggere: interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni, ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio.
• Installazione di pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 kW
• Manufatti leggeri in strutture ricettive: installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee o siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore.
Manutenzione ordinaria: interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.
Movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari.
Pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici da realizzare al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici n. 1444 del 2 aprile 1968.
Pavimentazioni di aree pertinenziali: opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati.
Serre mobili stagionali sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

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Attività libere con Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (Cila)
• Attività di ricerca nel sottosuolo in aree interne al centro edificato: opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi.
• Eliminazione delle barriere architettoniche pesanti: gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che comportino la realizzazione di ascensori esterni ovvero di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio.
Manutenzione straordinaria leggera: opere e modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti nelle destinazioni d’uso. Nell’ambito degli interventi di manutenzione straordinaria sono ricompresi anche quelli consistenti nel frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari con esecuzione di opere anche se comportanti la variazione delle superfici delle singole unità immobiliari nonché del carico urbanistico purché non sia modificata la volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso; ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio.
Movimenti in terra non inerenti all’attività agricola.
Opere contingenti e temporanee dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a 90 giorni.
• Realizzazione di opere in conglomerato cementizio e armato normale, precompresso e a struttura metallica (+ Autorizzazione).
• Realizzazione di pertinenze minori che le norme tecniche degli strumenti urbanistici, in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree, qualifichino come interventi di nuova costruzione, ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale.
Restauro e risanamento conservativo leggero: interventi edilizi rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio.
Serre mobili stagionali con strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.
Clausola residuale: tutti gli interventi non riconducibili all’elenco di cui agli articoli 6, 10 e 22, del D.P.R. n. 380/2001, fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente, e comunque nel rispetto delle altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia e, in particolare, delle norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico, nonché delle disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004.

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Aggiornamento dell’Autore 22.02.2017

Ci rendiamo tutti conto di quanto sia difficile, alla luce delle recenti novità legislative, collocare correttamente gli specifici interventi nel quadro dei titoli abilitativi richiesti. L’articolo in questione ha solo lo scopo di offrire una sintesi di testi normativi. Ben vengano commenti e discussioni sui punti controversi, ma quanto riportato in articolo è corretto.

1) Nulla da eccepire sul fatto che gli interventi su parti strutturali (di manutenzione straordinaria, di restauro e risanamento conservativo o di ristrutturazione) richiedono la Scia, tuttavia il punto 57 dell’All. A del D.Lgs. n. 222/2016 (cd decreto Scia 2) intitolato “Realizzazione di opere in conglomerato cementizio e armato normale, precompresso e a struttura metallica”, assegna a tali interventi il regime amministrativo dell’Autorizzazione più comunicazione asseverata.

2) Per quanto riguarda gli ascensori, se si riferisce all’installazione di impianti esterni volti a eliminare barriere architettoniche pesanti, il punto 22 del suddetto allegato sottopone questo tipo di intervento a Cila.

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