Tutto sulle pratiche edilizie nel 2017, l'anno 'da slalom' per il tecnico | Ingegneri.info

Tutto sulle pratiche edilizie nel 2017, l’anno ‘da slalom’ per il tecnico

Giorgio Tacconi, autore della nuova “Guida alle pratiche edilizie”, fa il punto sul complesso calendario di adempimenti e semplificazioni introdotte o di prossima introduzione durante il 2017, dalla famigerata SCIA 2 alla riconfigurata attività edilizia libera

Giorgio Tacconi, autore di “Guida alle pratiche edilizie”
Giorgio Tacconi, autore di “Guida alle pratiche edilizie”
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Per il professionista – tecnico e non solo, ma in particolare tecnico – il 2017 si prefigura come un anno chiave. Da un lato verranno presto approvate normative fondamentali, che rivoluzioneranno il suo progettare quotidiano (soprattutto le nuove NTC). Dall’altro, per una congiunzione di leggi prorogate e norme che entrano in vigore, in particolare in primavera, orientarsi tra tutti gli adempimenti potrebbe essere più complesso del previsto.
La disciplina dei titoli abitativi, in particolare, è stata ampiamente rivista verso la fine del 2016, al punto che si rende necessario avere un quadro completo di cosa occorre presentare, regione per regione, per costruire. A fornirlo è la nuova “Guida alle pratiche edilizie”, un prontuario frutto di un certosino lavoro di organizzazione e aggiornamento territoriale realizzato da Giorgio Tacconi, già autore per queste pagine. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare lo “slalom” previsto per il tecnico nel 2017 e in che modo il suo lavoro gli offrirà un valido supporto.

Molti esperti del settore hanno identificato il 2017 come un anno “da slalom” per quanto riguarda la burocrazia: nuovi adempimenti si sovrapporranno a vecchie proroghe, sia in ambito fiscale che in tema di adempimenti per l’edilizia. Può fare un punto sulle principali novità del 2017 in tema di “adempimenti”?
Nel 2017 avranno attuazione alcune importanti previsioni normative. In ordine cronologico, ecco le principali:
11 marzo: dovrebbe essere emanato il Decreto del Ministro della salute sui requisiti igienico-sanitari di carattere prestazionale degli edifici, previsto dall’art. 20, comma 1-bis introdotto nel Tue dal D.Lgs. 222 del 25 novembre 2016 (Cd. “Scia 2”), alla luce dell’eliminazione del parere dell’azienda sanitaria locale per interventi edilizi. L’asseverazione alle norme igienico sanitarie diventerà un obbligo assoluto per il progettista, all’atto della presentazione di domanda per il rilascio del permesso di costruire.
30 giugno: Regioni e Comuni dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni del suddetto D.Lgs. n. 222/2016 per quanto riguarda la disciplina degli interventi edilizi e relativi titoli abilitativi.
15 ottobre: i Comuni dovranno adeguare il proprio regolamento edilizio al regolamento edilizio tipo approvato dalla Conferenza Unificata il 20 ottobre 2016. Dopo tale data, le definizioni tecniche uniformi e le disposizioni nazionali in materia edilizia, avranno diretta applicazione e prevarranno sulle disposizioni comunali con esse incompatibili.
31 dicembre: fino a tale data sono stati prorogati i vari bonus fiscali: la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie nella misura del 50%; la detrazione al 50% sull’acquisto di mobili destinati a immobile oggetto di ristrutturazione edilizia; la detrazione al 65% su lavori di riqualificazione energetica degli edifici e al 75% per le parti comuni degli edifici condominiali che interessano l’involucro dell’edificio (almeno per il 25% della superficie (ecobonus); il bonus al 65% per gli interventi di ristrutturazione edilizia di strutture alberghiere e degli agriturismi; la detrazione dal 70 all’80% per ristrutturazioni antisismiche.

Inoltre, bisogna tener presente che il collaudo statico per interventi minori, quali riparazioni e interventi locali sulle costruzioni esistenti (art. 67 Tue) è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione firmata dal direttore dei lavori.

C’è un’evidente complessità in questo quadro, sebbene molte di queste novità nascano da esigenze di semplificazione: quali sono gli ambiti e le attività che risulteranno “più semplici” al professionista tecnico grazie ai nuovi adempimenti?
L’ultima “semplificazione” riguarda l’autorizzazione paesaggistica: ben 31 interventi di “lieve entità” ora sono liberi, ovviamente nel rispetto delle caratteristiche architettoniche dell’edificio e delle regole sui titoli abilitativi, e altri 42 interventi di modesta entità possono seguire l’iter semplificato definito dal Decreto “Scia 2” che, in corrispondenza del lavoro da eseguire, riporta la procedura richiesta e il titolo edilizio necessario.
Il decreto Scia 2 è la “madre” di tutte le semplificazioni in edilizia: sparite la Dia e la Cil, restano cinque categorie di attività edilizie principali e tre titoli abilitativi: attività di edilizia libera, Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), Permesso di Costruire e Scia alternativa al PdC. Sono ben 105 le tipologie di intervento individuate nell’edilizia.

Si può utilizzare la Cila per il restauro e il risanamento conservativo che non interessa le parti strutturali dell’edificio, mentre la Scia si applica gli interventi di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell’edificio; gli interventi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell’edificio; gli interventi di ristrutturazione edilizia.
La Scia alternativa al permesso di costruire è ammessa per ristrutturazioni pesanti, interventi di nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi, interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali.

Il Permesso di Costruire va richiesto per gli interventi di nuova costruzione; gli interventi di ristrutturazione urbanistica; gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o che, limitatamente agli immobili compresi nei centri storici, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili vincolati.
Snellita anche la certificazione dell’agibilità degli immobili: si passa dal certificato di agibilità all’autocertificazione sottoscritta dal direttore dei lavori o, in mancanza, da un professionista abilitato che assevera la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, efficienza energetica e la conformità dell’opera al progetto presentato. Le opere potranno essere utilizzate sin dalla data di presentazione della segnalazione certificata allo sportello unico.

Per assistere i professionisti nell’applicazione della nuova disciplina, i Comuni dovrebbero fornire gratuitamente la necessaria attività di consulenza funzionale all’istruttoria. Si potrà preventivamente chiedere all’ufficio tecnico o allo sportello unico dell’edilizia un’interpretazione delle norme vigenti, per evitare “malintesi” in una fase successiva. Ottenuta la risposta dagli uffici preposti, i progettisti dovrebbero poter presentare la Scia e avviare i lavori senza il rischio di interruzione. Sarà davvero così? Ce lo auguriamo.

Un’altra semplificazione già in corso di attuazione riguarda la conferenza di servizi (D.Lgs. n. 127 del 30 giugno 2016): In tutti i casi in cui è necessario prendere una decisione che riguarda più amministrazioni, è previsto un iter più semplice e veloce, con tempi certi. In via ordinaria, è sufficiente inviare documenti per via telematica. La conferenza “simultanea” con la riunione è necessaria solo a) nel caso di decisioni di particolare complessità; b) quando nella conferenza semplificata si è verificato un dissenso o comunque sono state indicate condizioni (o richieste modifiche progettuali), che rendono necessaria una nuova valutazione da parte delle amministrazioni. Si decide al massimo in 45 giorni (90 giorni quando sono coinvolte le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute dei cittadini). Si considera acquisito l’assenso delle amministrazioni che non si sono espresse nei tempi previsti (silenzio assenso).

In particolare l’attività edilizia libera è stata nuovamente disciplinata. A che cosa occorrerà stare più attenti e quali saranno i possibili scogli della nuova disciplina?
I lavori edilizi liberi sono stati aumentati dal “Scia 2”, comprendendo gli interventi prima soggetti a Cil. Non serve più alcun permesso né comunicazione per gli interventi di manutenzione ordinaria, comprese le tinteggiature interne, il rifacimento di pavimenti e rivestimenti interni, la sostituzione di porte e di impianti, purché senza innovazione e su questo aspetto ci sarà probabilmente da discutere.
Sono inoltre attività edilizia libera i seguenti interventi:
• opere di pavimentazione e finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, comprese le intercapedini interrate e non accessibili, le vasche di raccolta delle acque, i locali tombati, entro l’indice di permeabilità (se stabilito dallo strumento urbanistico comunale);
• installazione di pannelli solari e fotovoltaici per gli edifici, al fuori dei centri storici;
• aree ludiche senza fini di lucro;
• elementi di arredo delle aree pertinenziali;
• installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw;
• eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti che alterano la sagoma dell’edificio;
• opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico (tranne le attività di ricerca di idrocarburi) eseguite in aree esterne al centro edificato;
• i movimenti di terra pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, anche gli interventi su impianti idraulici agrari;
• le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;
• le opere che soddisfano esigenze contingenti e temporanee, e che vengono rimosse al massimo entro novanta giorni dalla fine della necessità, diventano edilizia libera ma conservano un obbligo di comunicazione inizio lavori (una sorta di Cil).
Inoltre, in base al D.Lgs n. 126/2016, che ha introdotto la Scia unica (“decreto Scia 1”), le attività private non espressamente individuate dal decreto Scia 2, e non specificamente oggetto di disciplina da parte della normativa europea, statale e regionale, devono essere considerate libere.
Resta fermo che le attività che rientrano nell’edilizia libera devono comunque rispettare le prescrizioni contenute negli strumenti urbanistici comunali, le disposizioni del Codice dei beni culturali e del paesaggio e le normative di settore (norme antisismiche, di sicurezza, antincendio, igienico-sanitarie, di quelle relative all’efficienza energetica, di tutela dal rischio idrogeologico).

Perché nel 2017 diventa necessario per il professionista tecnico e in particolare il “libero professionista” acquisire uno strumento come una “Guida alla pratica edilizia”? In che modo il suo volume offre un supporto?
I ripetuti interventi legislativi degli ultimi anni impongono di aggiornare il proprio quadro di riferimento e in questo senso la “Guida” offre un’esposizione completa e definitiva (speriamo) del Testo Unico dell’Edilizia, in una forma articolata per punti, che rende espliciti i riferimenti e i rimandi ad altre norme.

Può sottolineare aspetti del volume che hanno richiesto particolare approfondimento e che lo differenziano dall’informazione generica online reperibile sul tema?
Oltre a fornire il testo aggiornato del Tue, come già detto, in una forma chiara ed esaustiva, abbiamo ricavato dalla tabella del decreto Scia 2 una serie alfabetica di 34 schede, ognuna dedicata a un’attività, in cui si riportano non solo il regime amministrativo da applicare (con le sue fasi principali), ma anche indicazioni complementari utili alla corretta interpretazione dell’intervento da eseguire, come le definizioni, i casi particolari, i riferimenti alla giurisprudenza. Un altro aspetto importante è l’indicazione delle varianti regionali alla disciplina dei titoli abilitativi, con il collegamento alla modulistica specifica adottata da alcune regioni.

Il volume è già disponibile su Shop.Wki.it

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