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Via libera alla sostenibilita’ energetica degli edifici del Lazio

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Dopo aver recepito alcune osservazioni avanzate dalla Commissione Lavori pubblici e Politiche per la casa, il regolamento sulla sostenibilità energetico-ambientale degli edifici, previsto dalla legge regionale sulla bioedilizia, è tornato in Giunta dove ha ottenuto il via libera definitivo.

Un provvedimento molto atteso, oltre che dai cittadini, dagli ordini professionali perché va a colmare il vuoto normativo che impediva l’applicazione operativa della legge regionale sulla bioedilizia del 2008.

Il nuovo regolamento prevede la creazione di due elenchi distinti, elaborati in funzione della professionalità e del titolo di studio posseduto, per l’accreditamento dei tecnici abilitati al rilascio delle certificazioni energetico-ambientali e di quelle energetiche. Gli elenchi saranno

Tra le altre novità figura il certificato di sostenibilità ambientale dell’edificio, che va ad affiancarsi all’attestato di certificazione energetica (Ace) già in vigore per legge nazionale, che sarà facoltativo per gli edifici privati e obbligatorio per interventi su immobili di proprietà della Regione. Con una validità di dieci anni rinnovabili, il certificato dovrà essere aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione, edilizio e impiantistico, che modifichi la prestazione energetica o ambientale dell’edificio.

I Comuni potranno inoltre prevedere la riduzione degli oneri concessori dovuti per il rilascio del permesso di costruire e ottenere incrementi della volumetria utile. Il regolamento disciplina anche le modalità per ottenere gli incentivi economici che la Regione può destinare a soggetti pubblici e privati: rispettivamente, del 50 e del 20 per cento del costo complessivo dell’intervento. Il regolamento consente di veicolare il 60% dei fondi destinati agli interventi di edilizia residenziale, che devono essere attuati facendo obbligatoriamente riferimento al Protocollo Itaca, strumento essenziale per valutare la sostenibilità degli edifici.

Sarà infine prioritario utilizzare aree ed edifici dismessi, materiali bioedili meno inquinanti e di provenienza locale, fonti di energia rinnovabile, sistemi di raffrescamento naturali, far ricorso alla domotica per migliorare la qualità della vita all’interno delle abitazioni.

O.O.

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