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Zayed National Museum: tradizione e modernità ad Abu Dhabi

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Dopo aver completato il primo di un gruppo di edifici interamente alimentato da energia solare a Masdar City, il quartiere sostenibile di Abu Dhabi, continua l’attività dello studio londinese Foster & Partners negli Emirati Arabi Uniti. È stato infatti svelato il progetto del nuovo spazio espositivo Sheik Zayed National Museum, sull’isola Saadiyat.

Composto da cinque torri in acciaio leggero, simili ad ali di falco, uno dei simboli del patrimonio culturale degli Emirati, che sormontano una galleria situata a livello del suolo, il museo prende il nome dal fondatore degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, e sarà dedicato alla storia e alla cultura del Paese.

Realizzato con la collaborazione del British Museum, il nuovo polo culturale sarà completato entro il 2014 e sorgerà proprio nell’area che già include le sedi distaccate del Guggenheim e del Louvre. Iniziative, queste, che rientrano nella strategia del ricco emirato di diventare hub culturale dell’intera regione.

Cinque gallerie, una biblioteca, strutture educative e un raffinato ristorante e diversi spazi per rappresentazioni e performance, dal grande auditorium agli spazi più informali dedicati alla lettura di poesia, esibizioni di musica e danza tradizionali. Sono queste le principali aree che costituiscono la struttura, il cui cuore è rappresentato dalla galleria The Sheikh Zayed: Life and Times, che si concentrerà sulla storia della vita del sovrano per raccontare, allo stesso tempo, la storia di unificazione degli Emirati attraverso video, risorse audio, multimediali e creazioni provenienti da tutto il territorio.

Obiettivo dello studio Foster è stato quello di combinare elevata efficienza e forme contemporanee con elementi della cultura tradizionale araba e di creare un museo che sia sostenibile dal punto di vista ambientale. A questo scopo, le cinque torri a forma di ali, delle quali la più alta si innalzerà per 124 metri, avranno un design aerodinamico per sfruttare venti e brezze che soffiano abbondanti sulla regione e ridurre così il consumo di energia.

Oltre a essere munita di pannelli solari, la struttura utilizzerà quindi la ventilazione naturale attraverso un sistema di condutture interrate: l’aria fresca viene catturata al livello più basso, passa attraverso i tubi interrati di raffreddamento e poi rimessa in circolo nel museo.

“E ‘stato un grande privilegio lavorare sul Zayed National Museum – ha affermato Lord Foster -, per portare avanti la visione dello sceicco e comunicare il carattere dinamico degli Emirati Arabi Uniti contemporanei. Abbiamo cercato di progettare un edificio che servirà da esempio di progettazione sostenibile, in linea con l’amore di Zayed per la natura e la sua più ampia eredità”.

di O.O.

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