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BIM, digitalizzazione, investimenti: la sfida dell’edilizia secondo Federcostruzioni

Incentivi per l’acquisizione di servizi e tecnologie, competenze e una rete di Digital Innovation Hub e Competence Center, diffusione del BIM. Ecco quanto emerso durante l’evento di Federcostruzioni

Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni
Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni
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Durante l’incontro del 4 luglio “Edificio 4.0: costruire digitale per un’Italia più sociale, più sicura, più sostenibile” (leggi qui l’articolo) si è delineato un “programma” di attività, avvallato dal Manifesto presentato da Federcostruzioni, che ha organizzato e promosso l’evento, contenente le dieci proposte per un’efficace rigenerazione urbana e una concreta riqualificazione immobiliare del Paese. Il documento rappresenta il punto di vista e le proposte operative della Federazione, espressione di tutta la filiera delle costruzioni, volte a contribuire al dibattito politico sull’evoluzione che renderà gli edifici sempre più digitalizzati e connessi.

«È necessario sostenere la diffusione degli strumenti e delle tecnologie che abbiamo già oggi a disposizione per incentivare una digitalizzazione diffusa nel settore delle costruzioni – ha sottolineato Federica Brancaccio, presidente di Federcostruzioni – il cambiamento può e deve iniziare fin da subito».

Paolo Perino, vicepresidente di Federcostruzioni, ha presentato le dieci proposte contenute nel Manifesto. Prima fra tutte l’avvio di un piano Edilizia 4.0 che sostenga la digitalizzazione nelle costruzioni come è avvenuto con il Piano Industria 4.0.

Un programma che preveda un sistema di incentivi per l’acquisizione di servizi e tecnologie, includa la formazione delle competenze e una rete di Digital Innovation Hub e Competence Center, inserisca la revisione delle norme e dei regolamenti del settore per adeguarli al digitale e partecipi alla diffusione del Bulding Information Modeling (Bim) con l’attivazione di una Piattaforma digitale nazionale delle costruzioni accessibile a tutte le imprese della filiera.

Un tema – quello dello scambio di informazioni tra progetti in una piattaforma “Open Bim” – che è stato trattato anche nel messaggio che il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha inviato e che è stato letto nel corso dell’incontro da Dimitri Dello Buono, capo della Segreteria Tecnica del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit).

«La possibilità di lavorare su un principio di apertura come “Open Bim” rappresenta un vantaggio irrinunciabile – si legge nel messaggio – ora si tratta di spingere sull’acceleratore per rendere il prima possibile operativa una piattaforma digitale di gestione del Bim e degli oggetti Bim. Il mio ministero sosterrà il ruolo dell’Italia nella realizzazione della piattaforma europea, ma è altrettanto fondamentale aiutare le amministrazioni pubbliche, le stazioni appaltanti a progettare in Bim, una sfida tanto difficile quanto irrinunciabile».

In sintesi le dieci proposte del Manifesto (che potete scaricare qui):

  1. Migliorare la sostenibilità urbana
  2. Riqualificare il patrimonio immobiliare
  3. Migliorare l’efficienza e il comfort degli edifici
  4. Rendere più sicuro il patrimonio immobiliare
  5. Ridurre i costi della Pubblica Amministrazione
  6. Tutelare e valorizzare gli edifici storici
  7. Ridurre i costi di gestione degli edifici
  8. Diffondere l’uso del Bim (Building Information Modeling)
  9. Promuovere una cultura del riuso e del costruire sostenibile
  10. Creare un quadro normativo a supporto della digitalizzazione

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