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Agricoltura Biodinamica, convegno internazionale a Milano

L’innovazione e le nuove alternative possibili per recuperare la forza e l'identità agricola dei territori i temi degli incontri, in programma dal 15 al 17 novembre, organizzati in collaborazione con il Fai

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L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, in collaborazione con il Fondo Ambiente Italiano, Demeter Italia e con il Politecnico di Milano, organizza il 35° Convegno Internazionale di Agricoltura Biodinamica dal titolo Innovazione e Ricerca – Alleanze per l’Agroecologia, con il patrocinio di: Comune di Milano, Regione Lombardia, Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali, La Triennale di Milano e Touring Club Italia. Il convegno si svolgerà in tre giornate: giovedì 15 novembre 2018 presso la Triennale di Milano, venerdì 16 e sabato 17 novembre all’Università Politecnico di Milano.

Obiettivo del convegno è consolidare nuove sinergie per la ricerca e la formazione in agricoltura ecologica, diffondere buone pratiche produttive e ambientali e creare un dialogo a più voci tra agricoltori, istituzioni, l’ambiente universitario e le cooperazioni già esistenti. Esperti del settore guideranno gruppi di lavoro specifici con incursioni su nuovi modelli gestionali, attraverso contributi scientifici, sessioni specialistiche e momenti di approfondimento tecnico.

L’agricoltura biodinamica in Italia

L’Italia è primo esportatore al mondo e terzo produttore in Europa di prodotti biodinamici. Le nuove richieste di certificazione biodinamica del primo semestre del 2018 ammontano al 35% del totale dei già certificati. Secondo dati raccolti dalla Coldiretti, a fine 2017 le aziende agricole certificate come biodinamiche hanno raggiunto quota 400, per un totale di circa 12mila ettari.
Considerando anche le aziende al momento non ancora certificate come biodinamiche ma che di fatto seguono i principi dell’agricoltura biodinamica, si arriva a un totale di circa 4.500 aziende biodinamiche in Italia, il doppio rispetto a dieci anni fa.
La superficie media delle aziende biodinamiche italiane è di 30 ettari, con una resa per ettaro che può arrivare ai 10mila euro di valore. Il comparto più forte è quello del vino (che copre il 20% del totale delle aziende biodinamiche), ma la biodinamica è presente praticamente in tutti i comparti dell’agricoltura italiana, dagli ortaggi all’allevamento al florovivaismo.

Le associazioni leader

l movimento italiano di agricoltura biodinamica si è strutturato nel ‘900 in due organizzazioni principali che tuttora operano sull’intero territorio italiano: L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e la Demeter Italia.

L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, organizzazione di agricoltori fondata nel 1947, si occupa di ricerca, formazione, divulgazione e consulenza per gli agricoltori. Svolge un ruolo di diffusione al pubblico di buone pratiche ed è molto attiva nell’impegno sociale.
L’Associazione Demeter è l’organismo di certificazione dell’agricoltura biodinamica, senza scopi di lucro, fondata nel 1929 in Germania. Il suo marchio Demeter, utilizzato in oltre 40 paesi, viene rilasciato per contrassegnare quei prodotti agricoli o di allevamento ottenuti secondo i metodi biodinamici, rispondenti cioè agli standard di produzione definiti dalla comunità internazionale degli agricoltori biodinamici.

L’agricoltura biodinamica in pillole

L’agricoltura biodinamica, nata formalmente nel 1924 in Germania su impulso dell’austriaco Rudolf Steiner, filosofo, ricercatore e fondatore dell’Antroposofia, è un metodo, un percorso che porta l’agricoltore ad essere creatore di un organismo aziendale denso di vita e diffusore di prodotti sani e di vitalità, in relazione con l’ambiente circostante, con la Terra intera e infine con il cosmo dei pianeti e costellazioni.
L’Agricoltura Biodinamica ha elaborato procedimenti produttivi innovativi, basati su una visione globale della vita del pianeta che consente di operare con gli elementi minerali, vegetali e animali in maniera da inserirsi nei fenomeni della Natura in modo mirato e rispettoso, seguendo alcuni principi fondamentali:
  • accrescere e mantenere la fertilità della terra, attraverso la cura del suo fattore fondamentale: l’humus, inteso come status nascendi;
  • creare un Organismo Agricolo di relazioni fenomenologiche, intimamente legato allo sviluppo delle capacità percettive ed al lavoro interiore dell’agricoltore;
  • raggiungere l’Individualità Agricola, cioè il processo che l’agricoltore innesca nei suoli in cui il colloide organico libera il mondo minerale dalla sua unilateralità chimica per inserirla in una relazione attiva col mondo dell’organico vivente;
  • assorbire le influenze climatiche, ambientali e antropiche secondo un andamento più armonico, in cui i picchi estremi vengono armonizzati secondo curve più morbide;
  • migliorare la vitalità delle sementi perché le piante da esse derivate possano “dialogare” con efficienza con i componenti dell’organismo aziendale e planetario in cui si trovano;
  • produrre alimenti che rafforzino il metabolismo umano in modo tale che lo sviluppo fisico-animico e spirituale dell’uomo  avvenga in modo armonico e sano.

Gli strumenti operativi più importanti dell’agricoltore biodinamico sono:

  • le rotazioni agricole,
  • i preparati biodinamici,
  • il compostaggio sia in cumuli con i preparati biodinamici o con trattamenti di superficie,
  • il calendario lunare e planetario per le semine e per le operazioni colturali,
  • le lavorazioni non distruttive del terreno,
  • la concimazione di qualità attraverso sovesci particolari e concimazione con compost biodinamici.

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