RIDay 2016: quali soluzioni per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare? | Ingegneri.info

RIDay 2016: quali soluzioni per la riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare?

Riqualificazione edilizia e salute sono state al centro di RIDay 2016, svoltosi a Milano lo scorso 14 novembre. Ecco cosa è emerso dall'evento

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Lo scorso 14 novembre, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, si è svolto RIDay 2016 – Renovate Italy, evento dedicato alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare e alle implicazioni sulla salute dei cittadini, sulla sicurezza e sulla crescita economica di un Paese. Il tutto visto anche alla luce degli obiettivi e degli accordi della COP 21 di Parigi, ad un anno dalla convention mondiale.

Sono indubbie la rilevanza e l’ampiezza dei temi e delle realtà aziendali e no profit riunite in Renovate Italy, a cui aderiscono: l’Ance di Milano Lodi Monza e Brianza, Rockwool, Fivra, Ursa, Knauf Insulation, Neopor di Basf, Legambiente, Eerg, Isover Saint Gobain, il Politecnico di Milano, CasaClima Network Lombardia, Giardini di Babilonia e Rete Irene.

Accomunate dalla volontà di sensibilizzare e promuovere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, queste realtà hanno convocato ospiti italiani ma anche internazionali per discutere del tema riqualificazione energetica e perché illustrassero soluzioni o best practices in Europa.

Da COP 21 alla revisione delle direttive europee sull’efficienza energetica

Ad aprire la mattinata Cecilia Hugony, di Renovate Italy, che ha introdotto l’intervento del Prof. Lorenzo Pagliano, docente al Politecnico di Milano, il quale ha affrontato il tema del dibattito sulla riqualificazione energetica degli edifici tra COP 21 e revisione delle direttive europee. Il Prof. Pagliano ha sottolineato come questo sia il momento chiave per avviare una riflessione sull’impatto degli impegni presi contro il cambio climatico, delle politiche di contenimento e dei consumi energetici del patrimonio edilizio esistente, in quanto è in atto il processo di revisione delle direttive europee sull’efficienza energetica.

I molteplici benefici dell’efficienza energetica

Tyler Bryant, dell’International Energy Agency (IEA) ha invece presentato, per la prima volta in Italia, un report nel quale si è calcolato a livello europeo tutti i vantaggi dell’efficientamento energetico degli edifici, in termine di finanze pubbliche, salute, qualità dell’aria, qualità dell’ambiente costruito, sicurezza energetica, settore industriale. Lo studio presentato da Bryant ha posto l’efficienza energetica sotto una nuova luce, offrendo una diversa prospettiva: i benefici sono molteplici e vanno dal fattore economico a quello sanitario.

La decarbonization: verso la “quarta rivoluzione industriale”?

L’analista politica indipendente Yamina Saheb (Openexp) ha invece presentato le sue proposte per avviare una transizione energetica del patrimonio edilizio europeo e dare il via a una “quarta rivoluzione industriale in Europa. Saheb con i dati alla mano sottolinea come stia emergendo in Europa un mercato del rinnovamento energetico e come “il rinnovamento energetico stia giocando un ruolo importante nel sostenere il settore delle costruzioni, e, di conseguenza, l’intera economia europea fin dall’inizio della crisi finanziaria”.

“Si stima che il mercato del rinnovamento energetico abbia raggiunto nel 2015 un importo dell’ordine di 109 miliardi di euro nei 28 stati della UE e abbia creato 882.900 posti di lavoro. I mercati del rinnovamento energetico francesi, tedeschi e italiani costituiscono da soli quasi la metà del mercato europeo. Gli interventi sugli edifici residenziali costituiscono la quota più alta, il 65%, del mercato totale del rinnovamento energetico”.

“Le misure adottate dai governi, sia per favorire la ripresa economica sia per raggiungere gli obiettivi climatici ed energetici europei all’orizzonte 2020, hanno giocato un ruolo importante nella progressiva affermazione del mercato del rinnovamento energetico. I finanziamenti comunitari, quando ben combinati con i fondi nazionali, hanno offerto un notevole sostegno per l’efficientamento energetico degli edifici esistenti”. Nel suo rapporto Saheb afferma che “se l’obiettivo di risparmio energetico fosse innalzato del 40%, il tasso annuo di rinnovamento degli edifici, attualmente dell’1%, salirebbe al 3% e porterebbe all’incremento del volume complessivo del settore. Ciò darebbe più fiducia agli investitori e rimuoverebbe le incertezze sul futuro del mercato europeo delle costruzioni”. Dunque “il mercato europeo della riqualificazione energetica potrebbe aumentare del 50%, se venisse adottato l’obiettivo di ridurre i consumi del 40% entro il 2030. Ciò creerebbe più di un milione di posti di lavoro aggiuntivi”. (fonte “Energy Transition of the EU Building Stock -Unleashing the 4th Industrial Revolution in Europe” , Yamina SAHEB- OpenExp)

Quanto costa il “poor housing”? L’esempio di Liverpool

E’ seguito l’intervento di Ian Watson, della società di consulenza ambientale inglese Bre. Watson ha presentato il report relativo alla good practice di Liverpool, dove il comune ha sperimentato un programma di riqualificazione energetica per ridurre i costi sanitari. Si è calcolato che per ogni £ investito nella riqualificazione se ne risparmino 55 in spese sanitarie, causate anche dalla scarsa sicurezza del cosiddetto “poor housing”, cioè abitazioni a basso costo e con impianti carenti o dalla sicurezza del tutto assente.

Quanto incidono gli edifici sull’inquinamento atmosferico in Italia?

Monica Panataleoni dell’ISPRA ha invece parlato del ruolo del settore residenziale rispetto alle problematiche dell’inquinamento atmosferico. Quanto incidono gli edifici sull’inquinamento atmosferico in Italia, in termini quantitativi e qualitativi? Lo studio dell’ISPRA ha evidenziato quanto segue:

“Il settore residenziale, o meglio le emissioni legate al riscaldamento del settore residenziale, hanno un peso molto importante per inquinanti come NOx, PM10, CO, NMCOV, composti organici persistenti. Per tutti gli inquinanti citati la serie storica emissiva dal 1990 al 2014 presenta un trend emissivo in riduzione, ma il peso percentuale delle emissioni del settore residenziale sul totale nazionale è aumentato nel periodo 1990 2014. In particolare, per gli NOx l’aumento emissivo è dovuto ad un crescente utilizzo del metano nel periodo 1990 2014; mentre per PM10, CO, NMCOV, composti organici persistenti le cause sono da ricercarsi nell’aumento dell’utilizzo della legna, soprattutto dal 2005 in poi”. (fonte “Il settore residenziale e l’inquinamento atmosferico”, Monica Pantaleoni, ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale)

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L’Italia in Classe A: la prima campagna ENEA per il risparmio energetico

L’Arch Antonio Disi, Enea, ha presentato il programma “Italia in Classe A”, ricordando ai presenti che novembre è “il mese dell’energia”. Si tratta della prima Campagna nazionale di informazione e formazione sull’Efficienza Energetica, di durata triennale, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico e realizzata dall`ENEA. L’iniziativa dà concreta attuazione all`art.13 del Decreto Legislativo 102/2014 ed è rivolta alla P.A., alle PMI, agli Istituti bancari e ancora alle famiglie e agli studenti. L`obiettivo principale dell’Italia in Classe A è far conoscere l’importanza del risparmio, dell’efficienza energetica e fornire gli strumenti e le opportunità per realizzarli.

Infine, la Tavola rotonda moderata da Virginio Trivella, Renovate Italy ed intitolata “Riqualificazione energetica, qualità dell’aria e salute. Quali politiche e programmi?” ha visto coinvolti, tra gli altri, l’On. Antonio Misiani, membro della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, l’On. Patrizia Toia, vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia (ITRE) del Parlamento Europeo e Claudia Terzi, Assessore all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile presso la Giunta Regionale della Lombardia.

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