Tensostrutture: la ricerca di Marco Peroni Ingegneria in una mostra a Faenza | Ingegneri.info

Tensostrutture: la ricerca di Marco Peroni Ingegneria in una mostra a Faenza

Allestita dallo studio dell’ingegnere faentino Marco Peroni, la mostra “Tensostrutture” è una raccolta di riferimenti, studi e prototipi: dalla ragnatela osservabile in natura al progetto di ponte sospeso sullo Stretto di Gibilterra

“Tensostrutture” a cura di Marco Peroni Ingegneria, Faenza © Marco Peroni Ingegneria
“Tensostrutture” a cura di Marco Peroni Ingegneria, Faenza © Marco Peroni Ingegneria
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Le tensostrutture, riconosciute come uno dei più semplici ed efficienti sistemi strutturali, rappresentano un grande potenziale nel campo delle costruzioni per le caratteristiche insite di estrema leggerezza, elevata ottimizzazione dei materiali e grande capacità di trasformazione che permette di ottenere forme strutturali interessanti sia dal punto di vista dei numerosissimi esempi osservabili in natura (basti pensare alla ragnatela), sia per gli inusuali spunti progettuali che possono fornire. Le tensostrutture non sono infatti altro che sistemi equilibrati di funi o membrane in grado di riportare a terra forze applicate nello spazio e per questo sottoposte unicamente allo sforzo di trazione che consente di optare per materiali snelli e sezioni notevolmente ridotte.

La mostra è una raccolta di riferimenti, studi e prototipi sul tema delle tensostrutture © Marco Peroni Ingegneria

La mostra è una raccolta di riferimenti, studi e prototipi sul tema delle tensostrutture © Marco Peroni Ingegneria

Proprio a partire da queste riflessioni, l’ingegnere Marco Peroni, fondatore dello studio Marco Peroni Ingegneria con sede a Faenza, ha allestito una piccola mostra (con volume dedicato) sul tema delle tensostrutture, proponendo un omaggio verso tutte quelle figure che lo hanno guidato nello studio di un modello strutturale che lo appassiona fin dal percorso universitario come allievo del maestro Massimo Majowiecki, tra i capisaldi dell’ingegneria italiana insieme a Musmeci, Nervi, Morandi e Zorzi. La mostra (Faenza, 18 marzo – 30 aprile 2018) offre quindi un’analisi tensostrutturale delle più grandi realizzazioni in Italia e all’estero: dal Complesso Olimpico di Monaco di Baviera di Frei Otto (1972), all’aeroporto Hajj Terminal in Arabia Saudita di SOM (1981), fino alla copertura del Cardo e del Decumano a Expo 2015 di Majowiecki (tra le più grandi coperture al mondo in travi di funi con i suoi 1,5 km di lunghezza), solo per citarne alcune. Si conclude invece con una selezione di proposte progettuali elaborate da Marco Peroni Ingegneria utilizzando i principi delle tensostrutture relativamente a concorsi, commissioni e studi interni. Questa mostra rappresenta la seconda esposizione allestita dall’ingegnere nello spazio di Corso Europa 46 a Faenza (leggi l’intervista effettuata in occasione della prima mostra dal titolo Terremoto, improntata sulla ricerca di soluzioni innovative per fronteggiare il sisma).

© Marco Peroni Ingegneria

© Marco Peroni Ingegneria

A seguire la photogallery raccoglie alcuni schizzi e studi progettuali sviluppati da Marco Peroni sulle tensostrutture.

Tra i vari studi e prototipi esposti, il progetto di attraversamento dello Stretto di Gibilterra con un ponte sospeso, messo a punto a partire dai primi anni ’90 ed elaborato in fasi successive fino ad oggi da Marco Peroni, è stato riconosciuto anche a livello internazionale come un modello strutturale efficiente, pubblicato in alcune riviste e presentato in diversi eventi e convegni.
Si tratta di una tensostruttura tridimensionale in grado di coprire ponti di grande luce, costruita sulla base di un paraboloide iperbolico e formata da una rete intrecciata di funi all’interno della quale scorre l’impalcato del ponte. Questa particolare configurazione di cavi crea un sistema chiuso estremamente rigido nei confronti delle deformazioni orizzontali, verticali e torsionali soprattutto per quello che riguarda le azioni del vento.
Il ponte risulterebbe quindi composto da due maxi piloni alti circa 2.000 m (realizzati in cemento armato e acciaio) in grado di sostenere un’unica campata centrale sospesa della lunghezza di 10 km, sviluppata attorno ad una sezione ellittica che si riduce verso la mezzeria del ponte, accompagnata da due campate laterali lunghe 2,5 km ciascuna. Si è reso inoltre necessario ridurre il peso proprio del ponte, e per questo è previsto l’utilizzo della fibra di carbonio (Carbon Fiber Reinforced Polymer) per i cavi, una soluzione sicuramente innovativa e resistente anche se ancora da verificare su strutture di questa lunghezza.

Al centro della mostra, il modello in scala del ponte di Gibilterra; in basso, un piccolo prototipo di tensostruttura con una tela elastica © Marco Peroni Ingegneria

Al centro della mostra, il modello in scala del ponte di Gibilterra; in basso, un piccolo prototipo di tensostruttura con una tela elastica © Marco Peroni Ingegneria

“A differenza delle costruzioni rigide tradizionali” – ci racconta l’ingegner Peroni durante la nostra visita alla mostra, alle prese con un piccolo prototipo realizzato con una tela elastica – “la conformazione di una tensostruttura non può essere pianificata rigidamente a priori: questo perché la forma è il risultato di una curvatura che va a configurarsi in maniera automatica in base alle condizioni al contorno (ovvero gli elementi vincolanti e gli ancoraggi ai quali la struttura è fissata) e il cui scopo è equilibrare gli sforzi interni (di sola trazione)”.

“Tensostrutture”
18 marzo – 30 aprile 2018
Corso Europa 46, Faenza (Ra)
A cura di: Marco Peroni Ingegneria
Progetto grafico: Beatrice Schena

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