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Amianto in edifici pubblici: istituito il fondo per progettare le bonifiche

Pubblicato in GU 25 novembre 2016: priorità a progetti vicini a scuole e ospedali, inseriti nei siti di interesse nazionale,cantierabili in 12 mesi

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Con Decreto 21 settembre 2016 del Ministero dell’Ambiente  (GU 25 novembre 2016, n. 276),  è stato istituito il fondo 2016-2018 per la progettazione degli interventi di bonifica di edifici pubblici contaminati da amianto.

Il provvedimento ha i suoi presupposti nel “Collegato Ambientale” (legge 28 dicembre 2015, n. 221 «Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali») e nel Decreto 15 giugno 2016 dei Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico  (che dispone le modalità attuative del credito d’imposta per interventi di bonifica dei beni e delle aree contenenti amianto).

Il Fondo ha una dotazione finanziaria di 5,536 milioni di euro per l’anno 2016 e di 6,018 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018. I finanziamenti sono destinati a coprire

“i costi per la progettazione preliminare e definitiva degli interventi di bonifica mediante rimozione e smaltimento dell’amianto e dei manufatti in cemento-amianto su edifici e strutture pubbliche insistenti nel territorio nazionale, anche mediante copertura dei corrispettivi da porre a base di gara per l’affidamento di tali servizi”.

Possono fare domanda di accesso al Fondo le amministrazioni pubbliche (art. 1, comma 2, D.Lgs. n. 165/2001):

Per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, compresi:

  • gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative,
  • le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo,
  • le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita’ montane. e loro consorzi e associazioni,
  • le istituzioni universitarie,
  • gli Istituti autonomi case popolari,
  • le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni,
  • tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali,
  • le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale.

Gli interventi devono essere relativi ad edifici pubblici di proprietà e destinati allo svolgimento dell’attività dell’ente.

Dopo la presentazione delle domande, il MATTM condurrà un’istruttoria avvalendosi dell’ISPRA e disporrà una graduatoria, su base annuale, delle richieste ammesse al contributo. I criteri di priorità della graduatoria si basano sulle caratteristiche degli interventi:

  1. presenza all’interno, nei pressi o comunque entro un raggio non superiore a 100 metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza socio-assistenziali, ospedali, impianti sportivi (titolo preferenziale);
  2. segnalazioni di presenza di amianto da parte di enti di controllo sanitario e/o di tutela ambientale e/o di altri enti e amministrazioni;
  3.  progetto cantierabile in 12 mesi dall’erogazione del contributo;
  4. collocazione all’interno di un sito di interesse nazionale e/o inseriti nella mappatura dell’amianto (DM 18 marzo 2003, n. 101).

Gli artt. 6, 7 e 8 del decreto illustrano gli interventi esclusi e le spese non ammissibili, le cause di revoca dei finanziamenti e ispezioni e controlli.

Salva diversa previsione del bando, le domande dovranno essere trasmesse all’ente erogante esclusivamente in via telematica, secondo le modalità stabilite dal bando medesimo.

 

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