Come pagare meno sanzioni: il ravvedimento operoso | Ingegneri.info

Come pagare meno sanzioni: il ravvedimento operoso

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L’istituto del ravvedimento operoso – disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. n. 472/1997 – è stato compiutamente illustrato dalla C.M. 10 luglio 1998, n. 180/E, secondo la quale le sue finalità sono di permettere all’autore (o agli autori) e ai soggetti solidamente obbligati di rimediare spontaneamente, secondo modalità ed entro precisi limiti temporali, alle omissioni e alle irregolarità commesse, beneficiando così di una consistente riduzione delle sanzioni amministrative o anche, in determinati casi, della non applicazione delle sanzioni stesse.

Violazioni ed omissioni sanabili con il ravvedimento operoso

Con lo strumento del ravvedimento operoso il contribuente può sanare sia le violazioni di natura formale, che non hanno conseguenze sostanziali e che dunque non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo, sia le violazioni di natura sostanziale che incidono sulla determinazione e sul pagamento dei tributi.

Più nel dettaglio sarà possibile regolarizzare le seguenti violazioni e omissioni:

–          violazioni formali;

–          violazioni “meramente formali” che, oltre a non avere risvolti sostanziali, non arrecano nemmeno pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria;

–          violazioni sostanziali che incidono sulla determinazione e/o sul pagamento delle imposte;

–          violazioni relative al pagamento dei tributi;

–          violazioni relative alla presentazione della dichiarazione.

Per quanto attiene alle tipologie di tributi, il ravvedimento si può applicare sia alle imposte dirette che all’IVA, alle imposte indirette e all’ICI (e a decorrere dal 1° gennaio 2012 all’IMU).

Attenzione: il ravvedimento non è consentito in presenza di attività di controllo fiscale sul contribuente, e in particolare:

–          se la violazione è già stata constatata dagli uffici;

–          se sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche;

–          se sono iniziate altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidamente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.

Le sanzioni ridotte

Le misure delle sanzioni ridotte, per le violazioni commesse dal 1° febbraio 2011, nell’ipotesi in cui il contribuente ponga in essere il ravvedimento operoso sono pari:

a)      a un decimo del minimo (fino al 31 gennaio 2011 pari ad 1/12 del minimo) nei casi di mancato pagamento del tributo o di un acconto, se esso viene eseguito nel termine di 30 giorni dalla data della sua commissione;

b)      a un ottavo del minimo (fino al 31 gennaio 2011 pari ad 1/10 del minimo), se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione o dall’errore;

c)       a un decimo del minimo (fino al 31 gennaio 2011 pari ad 1/12 del minimo) di quella prevista per l’omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a 90 giorni.

Il ravvedimento “sprint”

Il ravvedimento “sprint”, da effettuare entro 14 giorni successivi alla scadenza, esteso a tutti i contribuenti, può essere utilizzato sui tardivi o omessi versamenti di imposte. In tal caso, la sanzione ordinaria del 30% (applicata sull’ammontare dell’imposta non versata alla scadenza originaria) applicabile sui tardivi o omessi versamenti di imposte sarà pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo. Se si sfora il limite dei 14 giorni successivi alla scadenza del termine di versamento tornerà applicabile la riduzione di 1/10 (per meglio dire il 3%) se il ravvedimento viene effettuato dal quindicesimo giorno fino al trentesimo giorno successivo alla scadenza ovvero ad 1/8 (quindi 3,75%) se il versamento è effettuato oltre il trentesimo giorno successivo alla scadenza ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è commessa la violazione (ad oggi 30 settembre di ciascun anno).

Modalità di versamento

In caso di ravvedimento in materia di IVA, IRAP, imposte sui redditi, ICI (dal 1° gennaio 2012 IMU) per sanare omessi versamenti di tributi, il contribuente compila il modello F24 nel quale indica l’importo del tributo, degli interessi, e delle sanzioni (utilizzando gli appositi codici tributo reperibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate – www.agenziaentrate.it). Il ravvedimento per gli omessi versamenti può riguardare solo i tributi, ma non i contributi o premi (ad es. contributi inps. Inail, etc.)., anche se per i relativi pagamenti si usa il modello F24. Come già scritto, con il ravvedimento operoso oltre all’imposta non versata e alle sanzioni ridotte si dovranno pagare anche gli interessi legali che per il 2012 sono stati fissati nella misura del 2,5% (gli interessi legali variano di anno in anno, quindi, bisognerà controllare la misura di legge fissata all’inizio di ogni anno). Il ravvedimento si perfeziona solo quando sono stati adempiuti tutti gli obblighi prescritti dalla normativa; infatti, anche la mancanza di uno solo dei pagamenti a titolo di imposta, interessi legali e sanzione, rende invalido il ravvedimento.

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