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Split payment: con il Decreto dignità esclusi i professionisti (ma non tutti)

Il Decreto dignità è entrato in vigore il 14 luglio, stabilendo nuove regole in merito allo split payment. Cosa cambia per i professionisti?

Split payment
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L’art. 12 del Decreto dignità, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 13 luglio 2018 ed entrato in vigore il 14 luglio 2018, ha stabilito che lo split payment non torna applicabile con riferimento alle prestazioni di servizi effettuate dai professionisti soggetti a ritenute a titolo di imposta o di acconto ai sensi dell’art. 25 del DPR n. 600/1973.

Va da sé che i professionisti, per le fatture emesse dal 14 luglio 2018 non devono indicare nelle stesse la dicitura “scissione dei pagamenti” ovvero “split payment” ai sensi dell’art. 17-ter del DPR n. 633/1972. Quindi, i professionisti anche nei confronti di soggetti in ambito split payment emettono dal 14 luglio 2018, fatture soggette ad IVA nei modi ordinari, che dovrà essere corrisposta agli stessi da parte dei soggetti in ambito split payment.

Decreto dignità e split payment: cosa cambia?

Si fa presente che il Decreto dignità ante pubblicazione in G.U. stabiliva che l’esclusione dall’applicazione dello split payment tornava applicabile con riferimento alle “prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito”. Invece, la versione approdata in G.U. il 13 luglio scorso stabilisce l’esclusione soltanto delle prestazioni assoggettate a “ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito ovvero a ritenuta a titolo di acconto di cui all’articolo 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600”.

Conseguentemente, continueranno ad essere assoggettate a split payment (sempre che le operazioni siano effettuate nei confronti di soggetti in ambito split payment di cui all’art. 17-ter del DPR n. 633/1972) le provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari di cui all’articolo 25-bis DPR n. 600/1973.

Si ricorda, inoltre, che per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate, i cedenti/prestatori dei cessionari/committenti in ambito split payment sono tenuti ad emettere la fattura con l’annotazione “scissione dei pagamenti” ovvero “split payment”, ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972.

Qui di seguito una schematizzazione dei profili operativi soggetti allo split payment.

Profili operativi split payment
Adempimenti dei fornitori Per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate, i fornitori sono tenuti ad emettere la fattura con l’annotazione “scissione dei pagamenti” ovvero “split payment”, ai sensi dell’art. 17-ter del D.P.R. n. 633/1972.
Da un punto di vista operativo, il fornitore:
• non deve computare nella liquidazione di periodo l’IVA a debito indicata in fattura;
• deve registrare nel registro “IVA vendite” le operazioni effettuate e la relativa IVA non incassata dai fornitori;
• deve annotare in modo distinto (anche con l’istituzione di appositi codici IVA) la fattura emessa in regime di split payment, indicando l’aliquota applicata e l’ammontare dell’imposta.
Adempimenti dei soggetti acquirenti Le Pubbliche amministrazioni che effettuano acquisti in ambito istituzione versano l’IVA mediante il modello F24 “enti pubblici”, utilizzando apposito codice tributo, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’IVA è divenuta esigibile.
Invece, il Decreto attuativo (Decreto del Ministro dell’Economica e delle Finanze del 27 giugno 2017, successivamente modificato ad opera del Decreto ministeriale del 13 luglio 2017) con riferimento alle Pubbliche Amministrazioni e le società, identificate ai fini IVA, che effettuano acquisti di beni e servizi nell’esercizio di attività commerciali ha chiarito che le stesse possono procedere al versamento dell’IVA mediante due modalità tra loro alternative.La prima modalità prevede che per il versamento dell’IVA le Pubbliche amministrazioni che esercitano attività commerciale e le altre società possono procedere al versamento dell’IVA mediante presentazione del modello F24, entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile, senza possibilità di compensazioni e con la futura introduzione di un apposito codice tributo.
In alternativa, le Pubbliche amministrazioni che agiscono in ambito commerciale e le società, per le fatture oggetto di split payment possono:
• annotare le fatture nel registro di cui agli artt. 23 o 24 del D.P.R. n. 633/1972, entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui l’imposta è divenuta esigibile, con riferimento al mese precedente;
• imputare l’IVA dovuta alla liquidazione periodica del mese dell’esigibilità (o del relativo trimestre in caso di liquidazioni trimestrali);
• registrare le fatture nel registro degli acquisti di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633/1972, ai fini di esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta.

 

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