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Fattura elettronica, i controlli del sistema di interscambio

In vista del nuovo anno prosegue il nostro focus sull'obbligo fiscale che coinvolge i professionisti: attenzione allo SdI, il postino-algoritmo che rileva i dati obbligatori

fattura elettronica e SDI
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Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 aprile 2018, stabilisce che nella fattura elettronica vanno inseriti obbligatoriamente i dati contemplati nell’art. 21 (fattura ordinaria) ovvero art. 21-bis (fattura semplificata) del D.P.R. n. 633/1972.

Il funzionamento del sistema di interscambio

Il SdI è una sorta di ‘postino’ che svolge i seguenti compiti:

  • verifica se la fattura contiene almeno i dati obbligatori ai fini fiscali (art. 21 ovvero 21-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633) nonché l’indirizzo telematico (c.d. “codice destinatario” ovvero indirizzo PEC) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura;
  • controlla che la partita Iva del fornitore (c.d. cedente/prestatore) e la partita Iva ovvero il Codice Fiscale del cliente (c.d. cessionario/committente) siano esistenti.

In caso di esito positivo dei controlli precedenti, il Sistema di Interscambio consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una ‘ricevuta di recapito’, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento. In definitiva, quindi, i dati obbligatori da riportare nella fattura elettronica sono gli stessi che si riportavano nelle fatture cartacee oltre all’indirizzo telematico dove il cliente vuole che venga consegnata la fattura.

In vista del 1° gennaio 2019 (e dal 1° luglio 2018 per i casi in cui scatta l’obbligo anticipato di fattura elettronica) se non verrà inserito il codice fiscale ovvero la Partita IVA del committente/cessionario la fattura elettronica sarà scartata dal SdI e la stessa si considererà non emessa con applicazione della sanzione di cui all’art. 6 del D.lgs. n. 471/1997 che va dal 90% al 180% l’imposta (tale chiarimento è contenuto anche da ultimo all’interno della Guida dell’Agenzia delle Entrate ‘La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate’ del settembre 2018). Ne consegue che tutti i fornitori al momento delle cessioni/prestazioni dovranno essere in possesso di tale dato.

Bisognerà anche capire però cosa avverrà dopo la bocciatura del Garante della Privacy sulla fattura elettronica.

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