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Fondi europei ai liberi professionisti: le Regioni inadempienti tolgano i vincoli

L'Agenzia per la coesione territoriale chiarisce che è illegittima l'esclusione dei liberi professionisti dalle misure di accesso ai fondi strutturali europei. Le associazioni di categoria chiedono alle Regioni di adeguarsi

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L’Agenzia per la coesione territoriale ha pubblicato il 10 ottobre 2016 una circolare che stabilisce in maniera inequivocabile che non sono ammissibili discriminazioni di alcun tipo nei confronti dei liberi professionisti per l’accesso ai fondi strutturali europei. A riportare la notizia sono Confprofessioni, Confassociazioni, Acta e Alta Partecipazione, che in una nota hanno sollecitato le Regioni inadempienti a eliminare le restrizioni per i lavoratori autonomi.

Secondo la circolare dell’Agenzia infatti è da ritenersi “illegittima l’esclusione, comunque perseguita, dei liberi professionisti dalle misure di accesso ai Fondi SIE così come qualsiasi vincolo e/o condizione che abbia l’effetto di limitare, inibire, ostacolare la libera partecipazione ai relativi bandi/procedure di selezione”.

Nella nota congiunta, Confprofessioni, Confassociazioni, Acta e Alta Partecipazione, sottolineano che “a distanza di quasi un anno dal varo della legge di Stabilità 2015, che ha recepito il regolamento Ue che consente anche ai professionisti di accedere ai fondi strutturali, i bandi di alcune regioni stabiliscono ancora rigidi paletti alla partecipazione dei soli professionisti (ma non delle imprese), determinando l’inclusione o l’esclusione degli stessi non sulla base della qualità dei progetti presentati ma della mera iscrizione a una associazione professionale e del possesso di una attestazione rilasciata dalla medesima associazione. L’intervento dell’Agenzia per la Coesione territoriale supera finalmente queste restrizioni, garantendo l’accesso ai fondi strutturali e di investimento europei (SIE) da parte dei lavoratori autonomi”.

“Tutto ciò rappresenta una piccola rivoluzione copernicana per tutti i professionisti italiani, che potranno liberamente concorrere alla valorizzazione delle opportunità legate agli investimenti, all’accesso al credito, alla formazione, all’innovazione, allo sviluppo» – conclude la nota congiunta delle organizzazioni di rappresentanza del lavoro autonomo. «Tocca ora alle pubbliche amministrazioni locali e nazionali elaborare ed emanare i bandi per valorizzare la qualità dei progetti piuttosto che costruire infelici preclusioni di natura soggettiva”.

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