Fondo di garanzia Pmi: le linee guida per gli ingegneri | Ingegneri.info

Fondo di garanzia Pmi: le linee guida per gli ingegneri

Dal Cni le linee guida destinate agli ingegneri professionisti che intendono accedere al Fondo di garanzia Pmi per la richiesta di prestiti o anticipazioni di liquidita'

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E’ operativo dal 10 marzo 2014 l’accesso da parte dei liberi professionisti al Fondo di Garanzia Pmi, su predisposizione del ministero dello Sviluppo economico. Ciò permette al libero professionista che si rechi presso una banca o altro intermediario finanziario per la richiesta di un prestito o per anticipazione di liquidità, di avere la garanzia dallo Stato, tramite l’apposito fondo. 

Sul tema il Consiglio nazionale ingegneri ha diffuso una circolare che spiega le modalità per l’accesso degli ingegneri professionisti al fondo di garanzia. “Si tratta di un provvedimento rilevante, finalizzato a favorire l’accesso al credito anche da parte di chi non è strutturato e organizzato sotto forma d’impresa, ma opera viceversa nell’ambito del lavoro autonomo. Per gli ingegneri che esercitano la libera professione si tratta di un’importante opportunità”, spiega Armando Zambrano, Presidente del Cni. “Questo risultato è il frutto del lavoro congiunto che, come CNI e Rete delle Professioni Tecniche, abbiamo svolto col Sottosegretario allo sviluppo economico Simona Vicari che si è rivelato un interlocutore prezioso.” 

Al Fondo di Garanzia possono accedere sia le imprese che i liberi professionisti. A questi ultimi è riservato fino ad un massimo del 5% dell’ammontare del fondo medesimo. E’ importante precisare che non è il singolo professionista a dover contattare o attivare una pratica presso il gestore del Fondo. Al momento di una richiesta di finanziamento presso una banca, il professionista dovrà solo indicare di voler usufruire della garanzia del Fondo Pmi. Sarà poi la banca stessa a provvedere ad attivare la procedura. 

Come specifica il documento del Cni, il Fondo permette ai professionisti iscritti agli Ordini di usufruire di apposite garanzie a fronte di finanziamenti richiesti e concessi da istituti bancari, società di leasing o da altre tipologie di intermediari finanziari. Tra le possibilità di garanzia, ad esempio, ci sono: operazioni a fronte di un investimento (acquisto di strumenti per l’esercizio della professione); operazioni di liquidità finalizzate al pagamento dei fornitori e del personale; operazioni di consolidamento delle passività a breve termine presso una banca; operazioni di rinegoziazione dei debiti a medio/lungo termine;  operazioni di fidejussione connesse alle attività proprie del professionista o del suo studio professionale. 

Occorre precisare che il Fondo non garantisce il 100% della somma richiesta, ma una cospicua parte di essa, fino ad un massimo di 2,5 milioni di euro per alcune tipologie di operazioni (come l’anticipo crediti PA) e fino ad un massimo di 1,5 milioni di euro per altre tipologie di operazioni (come il finanziamento per investimenti). La parte eventualmente eccedente non è garantita dal Fondo. 

Per quanto riguarda le procedure, una volta inoltrata la richiesta direttamente alla banca, in tempi brevi vengono verificati i requisiti di accesso e adottata, da parte dell’ente gestore del Fondo, la delibera con cui si decide l’accoglimento o il respingimento della domanda. 

 Scarica la circolare del Cni n.541 con le linee guida per l’accesso al Fondo (.pdf)

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