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Il Garante della Privacy boccia la fattura elettronica

Antonello Soro scrive all'Agenzia delle Entrate, spiegando che il nuovo obbligo "presenta rilevanti criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali"

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Con il Provvedimento del 15 novembre 2018, il Garante per la protezione dei dati personali ha ‘avvertito l’Agenzia delle Entrate che il nuovo obbligo della fatturazione elettronica, con effetto dal 1° gennaio 2019, presenta diverse criticità in ordine alla compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali. Infatti, i servizi di fatturazione elettronica così come concepiti dall’Agenzia delle Entrate con i propri Provvedimenti emanati nel corso del 2018 non sono conformi alla disposizione normativa in tema di privacy.

I rilievi del Garante Antonello Soro

Nel dettaglio il Garante della Privacy ha fatto presente che in tema di fatturazione elettronica vi sono svariati rischi con riferimento ai diritti degli interessati, comportando un trattamento sistematico, generalizzato e di dettaglio di dati personali su larga scala, potenzialmente relativo ad ogni aspetto della vita quotidiana dell’intera popolazione, sproporzionato rispetto all’obiettivo di interesse pubblico perseguito.

Entrando nel merito del Provvedimento in esame si fa presente che il Garante osserva quanto segue:

  • l’Agenzia delle Entrate, successivamente al recapito delle fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio (c.d. SDI) archivia e utilizza i dati contenuti nelle stesse ai fini del controllo; al riguardo i dati archiviati non contengono unicamente quelli obbligatori in tema di fattura di cui agli artt. 21 e 21-bis del DPR n. 633/1972, ma anche informazioni di dettaglio ulteriori sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici e di telecomunicazioni o addirittura la descrizione delle prestazioni sanitarie o legali.;
  • l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio portale, senza una richiesta dei consumatori, tutte le fatture in formato digitale, anche per chi continuerà a preferire, in sede di ricezione, la fattura cartacea;
  • gli intermediari delegabili dal contribuente per la trasmissione, la ricezione e la conservazione delle fatture, accentrano enormi masse di dati personali con un aumento dei rischi, non solo per la sicurezza delle informazioni, ma anche relativi a ulteriori usi impropri;
  • le modalità di trasmissione attraverso lo SDI e gli ulteriori servizi offerti dall’Agenzia delle Entrate, si pensi ad esempio alla conservazione dei dati, presentano criticità con riferimento ai profili di sicurezza, a partire dalla mancata cifratura della fattura elettronica.

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