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Il bonus antisismica è ancora attivo: guida alla detrazione

Proroga fino al 31 dicembre 2016, il bonus per le misure antisismiche diventa di stringente attualità dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia. Tutto ciò che c'è da sapere in una guida

Reconstruction of the building destroyed by an earthquake
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A seguito del terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto, si è molto discusso delle misure fiscali auspicabili o già in essere a favore dell’adeguamento e miglioramento sismico degli edifici esistenti. Come è noto, il bonus sulle misure antisismiche è stato prorogato fino al 31 dicembre 2016. Più nel dettaglio in tal caso è prevista la detrazione del 65% riferita agli interventi antisismici.

Conseguentemente, per le spese relative agli interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche, attivate su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, riferite a costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive, spetta una detrazione nella misura del 65% (per le spese sostenute dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016), fermo restando il limite di spesa di 96.000 euro riferito a ciascuna unità immobiliare facente parte dell’edificio, a condizione che le procedure di autorizzazione siano avviate a decorre dal 4 agosto 2013 (D.L. n. 63/2013, convertito in legge 3 agosto 2013, n. 90).

Facciamo allora il punto sul bonus per le misure antisismiche.

Nota bene: Gli interventi per l’adozione di misure antisismiche e per l’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica devono essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici e, ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari (circolare n. 29/E/2013).

La definizione da ricordare
Costruzione adibita ad abitazione principale – Si intende l’abitazione nella quale la persona fisica ovvero i suoi familiari dimorano abitualmente, così come previsto in ambito IRPEF (art. 10, comma 3-bis, del D.P.R. n. 917/1986).
Costruzioni adibite ad attività produttive – S’intendono le unità immobiliari in cui si svolgono attività agricole, professionali, produttive di beni e servizi, commerciali o non commerciali.
Zone sismiche ad alta pericolosità – Zone 1 e 2 di cui all’allegato A dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 marzo 2003, n. 3274 recante “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”.

Modalità operative per beneficiare del bonus
Comunicazione preventiva all’Asl – Si deve procedere, preventivamente all’inizio dei lavori, ad inviare una comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) all’Azienda sanitaria locale competente per territorio. Tale comunicazione deve contenere le seguenti informazioni:
• generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi;
• natura dell’intervento da realizzare;
• dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione;
• data di inizio dell’intervento di recupero.
Nota bene: Tale comunicazione andrà spedita solo nel caso in cui il suo invio sia obbligatorio ai sensi dell’art. 99, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008.

Bonifico bancario o postale – Risulta opportuno ricordare che al fine di beneficiare del bonus fiscale è necessario che i pagamenti vengano effettuati mediante bonifico bancario ovvero postale da cui risultino le seguenti informazioni:
• causale del versamento;
• codice fiscale del soggetto beneficiario della detrazione;
• codice fiscale o numero di partita IVA del beneficiario del pagamento.
Nota bene: A seguito della legge di Stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), con effetto 1° gennaio 2015, è stata aumentata dal 4 all’8% la misura della ritenuta sui bonifici relativi ai pagamenti per beneficiare dei bonus fiscali del 50% e 65% (bonus ristrutturazioni, acquisto immobili ristrutturati, risparmio energetico, interventi antisismici, acquisto mobili e grandi elettrodomestici). Più nel dettaglio si fa riferimento alla ritenuta che gli istituti di credito (banche e poste) devono fare sui bonifici, a titolo di acconto di imposta. La misura fu introdotta dal D.L. n. 78/2010 al livello del 10%: quando il proprietario di casa emette il bonifico per pagare l’impresa edile (o progettisti o fornitori) – metodo di pagamento da utilizzare necessariamente – la banca deve trattenere e versare all’Erario italiano una quota del pagamento, a titolo di acconto delle imposte che pagherà l’impresa. La misura serviva anche a monitorare più efficacemente pagamenti e adempimenti fiscali delle imprese. Tuttavia, le proteste delle piccole imprese, moltissime artigiane, fecero abbassare tale ritenuta dal 10 al 4% (D.L. n. 98/2011). Alla luce della legge di Stabilità 2015, tale ritenuta, come sopra evidenziato, dal 1° gennaio 2015 passa dal precedente 4% (valevole fino al 31 dicembre 2014) alla nuova misura dell’8%.

Dati da riportare in dichiarazione – Il soggetto che vuole fruire del bonus fiscale deve indicare nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta in cui si sono effettuati i lavori, le seguenti informazioni (a pena di decadenza dal beneficio):
• dati catastali dell’immobile oggetto degli interventi;
• estremi di registrazione dell’atto (comodato in forma scritta o contratto di locazione), nel caso in cui i lavori siano eseguiti non dal possessore dell’immobile ma dal detentore (comodatario ovvero locatario);
• gli altri dati richiesti ai fini del controllo della detrazione.

Documentazione da conservare – Devono essere conservati ed esibiti, a richiesta degli Uffici, i documenti che sono stati indicati all’interno del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
Più precisamente (oltre alla comunicazione all’Asl, alle fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, alle ricevute dei bonifici di pagamento), il contribuente dovrà essere in possesso:
• della domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito);
• delle ricevute di pagamento dell’ICI (dal 1° gennaio 2012 IMU), se dovuta;
• della delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
• della dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
• delle abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, ecc.) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

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