Il Jobs Act lavoro autonomo 2017 punto per punto | Ingegneri.info

Il Jobs Act lavoro autonomo 2017 punto per punto

Dall’ambito di applicazione alla tutela dei contratti, dalla deducibilità delle spese al lavoro intellettuale: tutto ciò che cambia dopo l’ok al Ddl sui lavoratori autonomi

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Con il Jobs Act dei lavoratori autonomi sono state introdotte diverse nuove regole e tutele allo scopo di configurare una nuova veste di attività per professionisti, collaboratori e lavoratori parasubordinati.
Nel dettaglio sono state introdotte:
• delle tutele contrattuali al welfare, con il potenziamento delle tutele in materia di maternità e malattia e per la promozione di misure a sostegno dei liberi professionisti;
• delle tutele dei diritti d’autore e delle invenzioni alla deducibilità integrale delle spese sostenute dal professionista per l’aggiornamento e la formazione professionale così come gli oneri per il vitto e l’alloggio.

Jobs Act Autonomi in pillole
Ambito di applicazione del Jobs Act Autonomi (art. 1) Il nuovo provvedimento torna applicabile con riferimento ai rapporti di lavoro autonomo di cui al Titolo III del Libro V del codice civile. Va da sé che sono compresi i professionisti.

Attenzione: rimangono, invece, esclusi dall’ambito di applicazione della nuova disposizione normativa gli imprenditori anche se si tratta di “piccoli imprenditori” (di cui all’art. 2083 del Codice Civile).

Tutela dei lavoratori autonomi – Contratti (art. 2) La nuova disposizione normative estende l’applicabilità del D.Lgs. 9 ottobre 2002, n. 231 anche alle transazioni commerciali stipulate (tenendo comunque presente che è fatta salva l’applicazione delle disposizioni maggiormente favorevoli):
• tra lavoratori autonomi e imprese;
• tra lavoratori autonomi e Pubbliche amministrazioni (di cui all’art. 1, comma 2, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165);
• tra lavoratori autonomi.
Nullità delle clausole abusive (art. 3) Così come disposto dalla nuova disposizione normativa saranno prive di effetto, in quanto abusive, le clausole:
• che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni del contratto;
• in caso di contratto avente ad oggetto una prestazione continuativa, che attribuiscono al committente la facoltà di recedere dal medesimo senza un “congruo” preavviso;
• mediante le quali le parti concordano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla data del ricevimento da parte del committente della fattura o della richiesta di pagamento.Attenzione:
• la norma considera abusivo anche il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta;
• in tutte le ipotesi sopra considerate – compreso il caso del rifiuto della forma scritta – al lavoratore autonomo spetta il risarcimento dei danni.
Apporti originali nonchè invenzioni (art. 4) È stato precisato che i diritti di utilizzazione economica relativi ad apporti originali nonché ad invenzioni, realizzati nell’esecuzione del contratto di lavoro, spettano al lavoratore autonomo; al riguardo si applicano la legge 22 aprile 1941, n. 633 e il D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale).

Attenzione: tale disposizione normativa non torna applicabile nei casi in cui l’attività inventiva “sia prevista come oggetto del contratto di lavoro e a tale scopo compensata”.

Spese di vitto e alloggio dei lavoratori autonomi (art. 8) Si ricorda che l’art. 54, comma 5, del TUIR, con riferimento al lavoro autonomo, stabilisce che le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili nella misura del 75% e, comunque, per un importo complessivamente non superiore al 2% dell’ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta.

Attenzione: a seguito delle novità introdotte ad opera del Jobs Act Autonomi viene, ora, previsto (già a decorrere dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2017) che:
• i citati limiti non si applicano alle spese relative a prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande sostenute dal professionista nell’ambito di un incarico, qualora vengano addebitate analiticamente in capo al committente;
• tutte le spese relative all’esecuzione di un incarico conferito e sostenute direttamente dal committente, per il professionista non costituiscono compensi in natura.

La nuova disposizione normativa ha cambiato il regime fiscale di deducibilità riservato alle spese sostenute per la formazione. Tali novità decorrono già con riferimento all’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2017.
Nuova deducibilità per le spese di formazione (art. 9) Disciplina valevole fino all’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2016 Disciplina vigente dall’anno d’imposta in corso al 31 dicembre 2017
Costo Deducibilità Costo Deducibilità
Spese di partecipazione a convegni, congressi e simili 50 per cento Spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale Integrale nel limite annuo di 10 mila euro
Spese di partecipazione a corsi di aggiornamento professionale Spese di iscrizione a convegni e congressi
Spese di viaggio e soggiorno Spese di viaggio e soggiorno
Spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’autoimprenditorialità (1) Integrale nel limite annuo di 5 mila euro
Spese sostenute per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo (2) Integrale
(1) Se:
• mirate a sbocchi occupazionali “effettivamente” esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro;
• erogati da organismi accreditati
(2) Fornita da forme assicurative o di solidarietà
Appalti pubblici e bandi (art. 12) La nuova norma ha introdotto introdotto in capo alle Amministrazioni pubbliche l’obbligo di promuovere, in qualità di stazioni appaltanti, la partecipazione dei lavoratori autonomi:
• ad appalti pubblici per la prestazione di servizi;
• a bandi per l’assegnazione di incarichi personali di consulenza o ricerca.
Piani operativi Regionali (art. 12) Ai fini dell’accesso ai Piani Operativi Regionali e Nazionali a valere sui fondi strutturali europei, i lavoratori autonomi sono equiparati alle Pmi
Reti, consorzi ed associazioni di professionisti (art. 12) Allo scopo di consentire la partecipazione ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti privati, i professionisti possono (a prescindere dalla forma giuridica rivestita):
• costituire reti di professionisti;
• partecipare a reti di imprese (in forma di reti miste, di cui all’art. 3, commi 4-ter e seguenti, del D.L. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito con modifiche dalla legge 9 aprile 2009, n. 33);
• costituire consorzi stabili professionali;
• costituire associazioni temporanee professionali (ai sensi dell’art. 48 del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50).

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