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Imprese in contabilità semplificata: come funziona il nuovo principio di cassa

La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito che a decorrere dall’anno d’imposta 2017, le imprese minori hanno l’obbligo di applicare il regime di cassa. Il punto del commercialista

regime di cassa
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La Legge di Bilancio 2017 ha stabilito che a decorrere dall’anno d’imposta 2017, le imprese minori hanno l’obbligo di applicare il regime di cassa. Per imprese minori si intendono i soggetti passivi che hanno percepito in un anno intero ovvero hanno conseguito nell’ultimo anno di applicazione del criterio di competenza ricavi non superiori a 400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, ovvero di 700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività.

Imprese minori
Limite Tipologia di attività
400.000 euro Prestazioni di servizi
700.000 euro Altre attività
* Per le imprese che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività (ad esempio, bar + commercio al minuto di abbigliamento), si deve fare riferimento ai ricavi relativi all’attività prevalente, quindi a quella da cui derivano i maggiori ricavi.

Attenzione: si tenga, inoltre, presente che i soggetti passivi d’imposta che non intendono applicare il regime di cassa hanno sempre la possibilità di optare per la determinazione del reddito secondo i criteri ordinari. In tal caso l’opzione ha effetto dall’inizio del periodo d’imposta nel corso del quale è esercitata, fino a quando non è revocata e, in ogni caso, per il periodo stesso e per i due successivi.

La determinazione del reddito con il nuovo principio di cassa
• Il nuovo regime di tassazione dei redditi delle imprese minori ha sostituito il precedente principio di competenza, per il computo degli elementi che concorrono a formare l’imponibile, con il criterio di cassa;
• dall’anno d’imposta 2017 le imprese minori, che applicano il regime di contabilità semplificata, determinano l’imponibile come differenza tra l’ammontare dei ricavi e degli altri proventi percepiti nel periodo d’imposta, e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa. Stante il contenuto del riformulato art. 66 del T.U.I.R. si evince che rileva ai fini fiscali la “percezione” dei componenti positivi e il “sostenimento” di quelli negativi. Conseguentemente essi vanno computati per cassa, vale a dire considerando il momento di effettiva percezione del ricavo o compenso, nonché di effettivo sostenimento del costo o della spesa. Si fa presente che tale principio si applica generalmente nell’ambito della determinazione del reddito di lavoro autonomo, mentre, per quanto riguarda il reddito d’impresa, dove i componenti positivi e negativi di reddito si imputano per competenza, questo rappresenta una novità;
• nel computo dell’imponibile rientrano, come ricavi, il valore dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore. Inoltre, si computano anche i proventi immobiliari, le plusvalenze e le sopravvenienze attive nonché le minusvalenze e le sopravvenienze passive;
• nel nuovo sistema non rilevano le esistenze iniziali e le rimanenze finali.

Attenzione: considerato che per il nuovo regime di contabilità semplificata si deve prendere a riferimento l’incasso risulta necessario, ai fini fiscali, individuare l’esatto momento di incasso/pagamento delle transazioni, soprattutto per quelle che avvengono in prossimità della fine dell’anno o all’inizio di quello successivo. Sul punto l’Agenzia delle Entrate nella RM n. 138 del 2009 e nella CM n. 38 del 2010 ha chiarito che:
• in presenza di assegno bancario/circolare: il ricavo si considera percepito nel momento della consegna dell’assegno; non rileva, quindi, il momento successivo in cui viene versato sul conto. Le spese, invece, si considerano sostenute nel momento in cui il titolo di credito viene consegnato dall’imprenditore al venditore;
• in caso di bonifico: il ricavo si considera percepito nel momento dell’accredito. Le spese, invece, dovrebbero considerarsi sostenute il giorno in cui viene impartito l’ordine di bonifico, in quanto l’imprenditore perde la facoltà di utilizzare liberamente il proprio denaro;
• se si utilizza carta di credito: il ricavo si considera percepito nel momento dell’accredito. Le spese, invece, sono deducibili nel momento in cui è utilizzata la carta di credito.

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