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Indici sintetici di affidabilità fiscale, i modelli on line dell’Agenzia delle Entrate

L’istituzione degli Isa ha l'obiettivo di favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione dei redditi imponibili

isa agenzia delle entrate
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L’Agenzia delle Entrate, grazie ad un provvedimento del direttore Antonio Maggiore (Prot. n. 23721 del 30 gennaio 2019), ha approvato i modelli definitivi per l’applicazione dei nuovi Indici sintetici di affidabilità fiscale, i cosiddetti Isa, che prendono il posto degli Studi di Settore. I nuovi documenti sono 175 ed entreranno a fare parte della dichiarazione dei redditi del 2019. La compilazione sarà ad opera dei contribuenti (imprese e professionisti) che nel 2018 hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche del settore dell’agricoltura, delle manifatture, dei servizi, delle attività professionali e del commercio, per le quali risultano approvati gli Isa (Dm 23 marzo e 28 dicembre 2018). Moduli ed informazioni sono già presenti sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.

L’emersione dei redditi imponibili

Con l’istituzione degli Indici sintetici di affidabilità, l’Agenzia delle Entrate vuole favorire l’assolvimento degli obblighi tributari e incentivare l’emersione spontanea di redditi imponibili. “L’istituzione degli indici per gli esercenti di attività di impresa, arti o professioni – si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate -, rappresenta un’ulteriore iniziativa che mira, utilizzando anche efficaci forme di assistenza (avvisi e comunicazioni in prossimità di scadenze fiscali) ad aumentare la collaborazione fra contribuenti e Amministrazione finanziaria”. Nel dettaglio, gli indici sono indicatori che, misurando attraverso un metodo statistico-economico, dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, forniscono una “sintesi di valori tramite la quale sarà possibile verificare la normalità e la coerenza della gestione professionale o aziendale dei contribuenti”. Il riscontro trasparente della correttezza dei comportamenti fiscali consentirà di “individuare i contribuenti che, risultando ‘affidabili’, avranno accesso a significativi benefici premiali”.

I modelli dovranno essere trasmessi in via telematica insieme alla dichiarazione dei redditi via Entratel o Fisconline, o tramite un intermediario incaricato secondo le specifiche che saranno approvate con apposito provvedimento. In particolare, gli Indici sintetici di affidabilità sono l’AK23U per i ‘Servizi di ingegneria integrata’ e l’AK18U per l’attività degli studi di architettura.

Le informazioni richieste dai modelli Isa

Nei modelli ISA sono richieste informazioni di natura contabile ed extracontabile. Per compilare correttamente i modelli occorre tenere presente che:

    1. le imprese con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare comunicano i dati che nel modello sono richiesti con riferimento alla data del 31 dicembre tenendo in considerazione la situazione esistente alla data di chiusura del periodo d’imposta (solo tali contribuenti barrano la casella ‘periodo di imposta diverso da 12 mesi’ e indicano i ‘mesi di attività nel corso del periodo di imposta’;
    2. i dati contabili contenuti nei quadri destinati all’indicazione dei dati strutturali sono comunicati (se non diversamente specificato nelle istruzioni dell’Isa applicabile) senza considerare eventuali variazioni fiscali derivanti dall’applicazione di disposizioni tributarie, in quanto il dato rilevante è quello risultante dalle scritture contabili. Viceversa, i dati contabili da indicare nel quadro F o G sono forniti tenendo conto delle eventuali variazioni fiscali determinate dall’applicazione di disposizioni tributarie (se non diversamente specificato nelle istruzioni dell’ISA applicabile);
    3. il riferimento alle spese sostenute, contenuto nelle istruzioni, deve intendersi come un rinvio al criterio di imputazione dei costi previsto per la specifica categoria di reddito. Si precisa, inoltre, che per alcuni Isa è stato predisposto sia il quadro F (attività in forma d’impresa) sia il quadro G (attività in forma di lavoro autonomo);
    4. la quota dei redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, ovvero, l’ammontare delle plusvalenze derivanti dalla cessione dei beni di cui al comma 39 dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, che non concorrono a formare il reddito, in base a quanto previsto dall’articolo 1, commi da 37 a 45, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Patent box) devono essere indicate in maniera indistinta all’interno del quadro F;
    5. come evidenziato nelle istruzioni al quadro F – Dati contabili, il reddito (o la perdita) d’impresa da indicare in tale quadro è la risultante della differenza di tutte le componenti di reddito, positive e negative, indicate nei righi del presente quadro F e rilevanti ai fini fiscali. L’importo deve coincidere con il reddito d’impresa lordo (o la perdita), indicato nei righi dei quadri RF e RG del modello REDDITI;
    6. se è stata barrata la casella relativa all’esenzione IVA (rigo F28 o rigo G15, rispettivamente, del quadro F o del quadro G dei dati contabili), i successivi righi necessari alla determinazione dell’aliquota IVA (righi da F29 a F34 o da G16 a G20) non devono essere compilati.

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