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La web tax sui colossi di Internet incassa il primo sì

Sta per nascere la web tax all’italiana: chi opera nel web (la norma è rivolta principalmente ai 'colossi' ) potrà optare per un confronto diretto con il Fisco in merito alla stabile organizzazione in Italia

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La web tax sui colossi di Internet incassa il primo sì: la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha dato il primo via libera sull’emendamento alla Manovra correttiva 2017 che prevede l’introduzione di accordi preventivi per le multinazionali (anche del web) che denunciano una stabile organizzazione all’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

Nasce la web tax all’italiana

Sta per nascere la web tax all’italiana: si tratta di un sistema secondo il quale chi opera nel web (la norma, comunque, è rivolta principalmente ai colossi, tipo Google o Amazon) potrà optare per un confronto diretto con il Fisco italiano.

In pratica, potrà ottenere accordi preventivi chiedendo agli uffici una valutazione dell’esistenza o meno dei requisiti che possano configurare una stabile organizzazione.

È quanto prevede l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito dei lavori di conversione della Manovra correttiva 2017 (C. 4444).

Se dal confronto dovesse emergere la stabile organizzazione, per i periodi d’imposta per i quali sono scaduti i termini di presentazione delle dichiarazioni, l’Amministrazione finanziaria e il contribuente definiranno in contraddittorio i debiti tributari potendo giungere alla loro estinzione attraverso l’accertamento con adesione.

In questo modo, verrebbero sanate le eventuali violazioni non solo amministrative ma anche penali (ad esempio il reato di omessa dichiarazione).

“L’approvazione in commissione Bilancio della webtax transitoria rende non più rinviabile la discussione in sede UE sulla stabile organizzazione, così definita da una normativa comunitaria, scelta figlia di un tempo in cui la diffusione di Internet era ancora agli albori. Con questa norma diciamo alle imprese multinazionali di credere nell’Italia, dichiarandosi stabile organizzazione, indipendentemente da cosa dicono i loro fiscalisti. Chi fa business in Italia è giusto che paghi le imposte come ogni altra impresa italiana”.

Così Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, primo firmatario dell’emendamento approvato ieri, in una nota del 22 maggio 2017.

“Le risorse recuperate – conclude Boccia – saranno destinate al fondo per le non autosufficienze, fino ad un massimo di 100 mln, e al fondo per l’abbassamento della pressione fiscale. Le OTT (le imprese che forniscono, attraverso la rete Internet, servizi, contenuti, applicazioni) che invece non certificheranno la stabile organizzazione andranno incontro alle inevitabili verifiche dell’amministrazione fiscale. Non si tratta di una minaccia, ma è solo un modo per ribadire come l’equità fiscale per il Parlamento italiano sia un valore”.

In tema di OTT (acronimo di Over The Top), l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha recentemente pubblicato i risultati della “Indagine conoscitiva concernete lo sviluppo delle piattaforme digitali e dei servizi di comunicazioni elettronica” (Allegato A alla delibera n. 165/16/CONS – “Indagine”).

 

Bonus incapienti

Via libera unanime dalla commissione Bilancio della Camera all’emendamento che risolve la questione dell’erogazione degli ecobonus derivanti da lavori condominiali anche ai contribuenti c.d. incapienti: si consente la cessione della detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi e a istituti di credito o intermediari finanziari.

I cessionari del credito, a loro volta, possono godere del relativo credito d’imposta in 10 quote annuali di pari importo.

 

Rimborsi IVA più veloci

Via libera della Commissione Bilancio anche agli emendamenti (identici) che rendono più veloci i rimborsi IVA. In particolare, per le operazioni sottoposte a split payment si passerà, dal 1° gennaio 2018, da una erogazione di circa 90 giorni a una di 65 giorni.

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