Legge di Bilancio 2019, fisco e deburocratizzazione: i provvedimenti del Governo Conte | Ingegneri.info

Legge di Bilancio 2019, fisco e deburocratizzazione: i provvedimenti del Governo Conte

Non c'è solo il reddito di cittadinanza ma la flat tax al 15% per le partite iva fino a 65 mila euro: prorogato l'ecobonus e previsti nuovi fondi per Genova

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i ministri Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giovanni Tria
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i ministri Luigi Di Maio, Matteo Salvini e Giovanni Tria
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Un inizio di settimana impegnativo per il governo Conte, che ha licenziato nella seduta del Consiglio dei Ministri il 15 ottobre una serie di provvedimenti, tra i quali due decreti legge: il primo riguarda ‘Disposizioni urgenti in materia fiscale’ e il secondo ‘Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione’. Ma soprattutto il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha messo la sua firma alla Manovra di bilancio 2019. Vediamo nel dettaglio i provvedimenti legati all’impatto sulle professioni tecniche.

Legge di Bilancio 2019

Nel Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 – 2021 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Giovanni Tria, ha inserito numerose ‘innovazioni‘, così vengono definite che vanno dal reddito alla pensione di cittadinanza passando per l’azzeramento dei finanziamenti all’editoria. Il provvedimento è stato inviato a Bruxelles per le valutazioni previste dall’Unione Europea e come previsto entro le “ore 24.00 del 15 ottobre” ha ricordato nella conferenza stampa congiunta con i ministri Salvini, Di Maio e Tria per la presentazione dei provvedimenti governativi. Ecco alcuni temi inseriti nella manovra di bilancio.

Flat tax per partite Iva e piccole imprese

La soglia del regime forfettario passa dai 30 mila ai 65 mila euro, prevedendo un’aliquota piatta al 15 per cento. Il nuovo regime entrerà in vigore il primo gennaio 2019 e comporterà un aumento stimato di 500mila partite Iva in più rispetto a quelle oggi rientranti nel regime forfettario. Dal 2020 il tetto di ricavi e compensi salirà a 100mila euro: ma senza il via libera di Bruxelles questa idea rimarrà tale. Confermata l’aliquota del 5% per 5 anni per le nuove attività. Prevista anche una flat tax al 21 per cento sui nuovi contratti di affitto, anche degli immobili commerciali, come i capannoni.

Ires al 15 per cento e Ires Verde

Si taglia dal 24 per cento al 15 per cento l’Ires sugli utili reinvestiti per ricerca e sviluppo, macchinari e per garantire assunzioni stabili, incentivando gli investimenti e l’occupazione stabile. Nel documento di bilancio 2019 è stato introdotto anche un sistema di incentivi fiscali per le imprese che riducono l’inquinamento, usando tecniche di produzione con minori emissioni. Da segnalare una misura sull’innovazione tecnologica, con incentivi fiscali importanti per tutte le imprese che assumeranno un manager dell’innovazione altamente qualificato.

Resta l’ecobonus

Sarà prorogato al 31 dicembre 2019 il bonus per le ristrutturazioni del 50% e l’ecobonus per la riqualificazione e efficientamento energetico con detrazione al 50% o 65%.
In regime di prorogatio anche il bonus del 50% per mobili ed elettrodomestici che garantiscano il risparmio energetico per gli immobili oggetto di ristrutturazione e il bonus verde del 36%.

Investimenti pubblici

Nella manovra di bilancio 2019 sono stati stanziati 15 miliardi aggiuntivi per i prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico, dell’efficientamento energetico, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Sarà creata inoltre una task force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti d’investimento. Raddoppia il fondo per le micro e piccole imprese.

Misure di sostegno alla precarietà lavorativa e pensionistica

Tra i provvedimenti della manovra di bilancio ci sono il reddito e la pensione di cittadinanza, 780 euro di reddito mensile di base, con l’obiettivo di aumentare le pensioni minime e farle arrivare alla stessa soglia con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è.

Sempre sul fronte pensionistico verranno abrogati  i limiti di età per i pensionamenti previsti dalla legge Fornero, introducendo la quota 100: si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, favorendo così chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e al contempo agevolando il necessario ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione e nel privato. Per le donne si proroga Opzione Donna, che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione. Saranno rimodulate in base ai reali contributi versati invece le pensioni d’oro, sopra i 4.500 euro mensili.

Disposizioni urgenti in materia fiscale

In ambito fiscale oltre allo stralcio dei debiti fino a mille euro per debiti con il fisco contratti dal 2000 al 2010è prevista una ‘Rottamazione Ter’: chi ha già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata, potrà ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, tra cui l’esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, la possibilità di rateizzare il pagamento (massimo 10 rate consecutive di pari importo) in 5 anni pagando un interesse ridotto del 2% l’anno e quella di compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

Inoltre sono previste varie ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e il fisco. In particolare, si prevede la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie

  • dell’Unione europea;
  • delle controversie tributarie nei confronti dell’Agenzia delle entrate;
  • degli atti del procedimento di accertamento;
  • degli atti dei procedimenti verbali di contestazione; delle imposte di consumo.

Fatturazione elettronica e non solo

Dal primo gennaio 2019 la fattura elettronica sarà un obbligo per quasi tutti, ma il Governo Conte con questo decreto sulla fiscalità ha predisposto una riduzione delle sanzioni per i primi sei mesi per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici.
Inoltre si dà la possibilità di emettere fatture entro 10 giorni dalla operazione alla quale si riferiscono. Nel decreto è previsto che le fatture debbano essere annotate nel registro entro il giorno 15 del mese successivo alla loro emissione. Sempre nell’ottica della semplificazione viene abrogato l’obbligo di registrazione progressiva degli acquisti mentre il pagamento dell’Iva slitterà al momento in cui la fattura viene incassata.
Oltre all’obbligo di fatturazione elettronica, si introduce l’obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l’obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell’Agenzia delle entrate. L’obbligo parte per chi ha un volume d’affari superiore a 400 mila euro dal primo luglio 2019. Per gli altri dal primo gennaio 2020.

Decreto semplificazione

Disposizioni urgenti per la deburocratizzazione, la tutela della salute, le politiche attive del lavoro e altre esigenze indifferibili, è il titolo del secondo decreto-legge licenziato dal Governo Conte in concomitanza con la Legge di Bilancio 2019: Nel decreto è prevista una proroga per gli ammortizzatori sociali per le imprese con più di 100 dipendenti ma anche altre misure per lo sviluppo economico, in particolare dedicate alla:

  • semplificazione per le imprese agro-alimentari,
  • riduzione oneri per le start-up, le piccole e medie imprese innovative e gli incubatori;
  • riduzione di oneri informativi e obblighi delle imprese;
  • snellimento delle procedure per la costituzione di società di capitali;
  • definizione dei registri distribuiti (blockchain) e sostegno, con un fondo di venture capital con Cassa Depositi e Prestiti, alle startup innovative che investono in questa tecnologia;
  • incentivazione utilizzo strumenti di notificazione telematica;
  • norma “Bramini” – si introducono norme a tutela di chi ha debiti nei confronti delle banche ma vanta crediti nei confronti dello Stato;
  • disposizioni per favorire la circolazione degli immobili oggetto di donazione;
  • esenzioni in materia di invenzioni dei ricercatori delle università e degli enti pubblici di ricerca;
  • RC auto equa sul territorio – Per realizzare una RC auto equa, con canoni differenziati rispetto al territorio, si eliminano i vincoli di trasferimento della polizza da un assicuratore a un altro.

Ferrovie dello Stato e aiuti per Genova

Nel decreto per la deburocratizzazione ci sono anche nuovi fondi per le Ferrovie dello Stato e per il sostegno alla città di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi.

Il governo Conte ha autorizzato la spesa di 40 milioni di euro per il 2018 per finanziare la parte servizi 2016/2021, del contratto di programma tra Ministero delle infrastrutture e Ferrovie dello Stato. Per la parte investimenti 2017/2021, invece, si prevede la spesa di 600 milioni per il 2018. Per la ristrutturazione dell’Autotrasporto a Genova lo staziamento è di 10 milioni di euro per il 2018 e 15 milioni per l’adeguamento dei porti.
Inoltre al fondo di garanzia FSC (Sviluppo e coesione territoriale) per le piccole e medie imprese sono stati assegnati 735 milioni di euro per il 2018.

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