Legge di stabilita' 2015: reverse charge, cosa cambia | Ingegneri.info

Legge di stabilita’ 2015: reverse charge, cosa cambia

wpid-25701_fiscoiva.jpg
image_pdf

 

La Legge di stabilità 2015, il cui testo è stato approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati il 22 dicembre 2014, ha esteso l’ambito applicativo del reverse charge. Si ricorda che il reverse charge comporta l’emissione della fattura senza applicazione dell’Iva da parte del cedente/prestatore con l’indicazione della norma di riferimento e la dicitura “inversione contabile” (tale dicitura è obbligatoria solo in presenza di prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter del DPR n. 633/1972 effettuate nei confronti di soggetti passivi IVA “stabiliti” in altro Paese della UE).

Il cessionario/committente nel reverse charge interno:

  • provvede alla successiva integrazione della fattura ricevuta con l’indicazione dell’aliquota propria dei beni/servizi ricevuti e della relativa imposta ed all’annotazione della stessa nel registro delle fatture emesse entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al relativo mese;
  • inoltre, lo stesso documento andrà annotato anche nel registro degli acquisti al fine di detrarre l’imposta.

Ciò premesso, l’art. 1 comma 628 della Legge di Stabilità 2015, con riferimento al settore edile ha introdotto nel comma 6 dell’art. 17 del DPR 633/1972 la nuova lett. a-ter) la quale assoggetta al regime del reverse charge le “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici”.

Di fatto la nuova disposizione estrapola dalle ipotesi di inversione contabile già previste alla lett. a) dell’art. 17, comma 6, relative alle prestazioni di servizi rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono le attività di costruzione o ristrutturazione di immobili, quelle relative alle prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici al fine di applicare il meccanismo dell’inversione contabile secondo criteri oggettivi e quindi indipendentemente dai soggetti che le pongono in essere.

Ad oggi non è chiaro cosa si debba intendere con il termine “completamento”. Fin tanto che non vi saranno gli opportuni/necessari chiarimenti ministeriali sembra che tale terminologia vada letta in senso ampio facendo, quindi, rientrare anche la manutenzione ordinaria e straordinaria. Sul punto la Relazione Illustrativa chiarisce che “Per tali ultime prestazioni di servizi, il sistema dell’inversione contabile si applica in ogni caso, a prescindere dalla circostanza che le prestazioni siano rese da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore o che siano rese nei confronti di un contraente generale a cui venga affidata dal committente la totalità dei lavori”.

Tale disposizione torna applicabile con riferimento alle operazioni effettuate ai fini Iva, ai sensi dell’art. 6 del DPR 633/1972, dal 1° gennaio 2015.

Da ultimo si evidenzia che sempre la legge di stabilità ha previsto il reverse charge in regime interno per le cessioni di beni effettuate nei confronti degli ipermercati (codice attività 47.11.1), supermercati (codice attività 47.11.2) e discount alimentari (codice attività 47.11.3).

L’efficacia di tale disposizione è comunque subordinata al rilascio di un’autorizzazione da parte del Consiglio dell’Unione europea.

LEGGI ANCHE: Iva: Arriva lo split payment

 

 

 

 

 

Copyright © - Riproduzione riservata
L'autore
Legge di stabilita’ 2015: reverse charge, cosa cambia Ingegneri.info