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Parti comuni degli edifici: come funziona la cessione del credito per soggetti in no tax area Irpef

Come funziona la cessione del credito per i lavori di riqualificazione delle parti comuni: ammontare del credito, fornitori ammessi, modalità telematica e molto altro

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Il comma 74 della Legge di Stabilità 2016 ha previsto che i soggetti in no tax area Irpef, che sostengono spese per interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato tali interventi. Per la definizione delle modalità attuative la norma faceva riferimento ad un apposito provvedimento da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di Stabilità, pubblicato dall’Agenzia delle Entrate il 22 marzo 2016 (Prot. n. 43434).

La disposizione normativa
Come anticipato, a seguito della Legge di Stabilità 2016 vi è la possibilità per i contribuenti “incapienti” di monetizzare la detrazione IRPEF (65%) loro spettante, ma non fruibile in mancanza di un’imposta lorda, con riferimento alle spese sostenute per la riqualificazione delle parti comuni degli edifici condominiali. Nel dettaglio la disposizione normativa fornisce la possibilità, a tali contribuenti, di cedere ai fornitori incaricati dell’esecuzione dei lavori condominiali un credito pari alla detrazione IRPEF spettante, in contropartita del pagamento dovuto sulla base delle tabelle millesimali.
N.B.: le modalità operative sono state fornite dal Provvedimento direttoriale del 22 marzo 2016 (Prot. n. 43434).

Soggetti in no tax area
Possono beneficiare della disposizione in commento i soggetti che rientrano nella c.d. no tax area, per meglio dire i soggetti:
• titolari di redditi esclusi da imposizione IRPEF per espressa previsione normativa (art. 11, comma 2 del TUIR);
• con un’imposta lorda assorbita dalle detrazioni di cui all’art. 13 del TUIR.
N.B.: a mero titolo esemplificativo vi rientrano:
• i titolari di redditi lordi di pensione fino ad Euro 7.500 oppure
• i titolari di redditi di lavoro dipendente fino ad Euro 8.000 (in relazione ai quali le detrazioni spettanti, pari ad Euro 1.880, determinano l’azzeramento dell’imposta lorda).

Modalità operative
• La volontà da parte degli aventi diritto di cedere il proprio credito deve risultare dalla delibera assembleare che approva i lavori di riqualificazione energetica, oppure può essere comunicata al condominio che la inoltra ai fornitori.
• I soggetti incaricati dei lavori devono comunicare al condominio l’avvenuta accettazione del credito a titolo di pagamento (integrale o parziale) del corrispettivo.
• Il condominio è tenuto a trasmettere una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate contenente i dati di sintesi dell’operazione. Inoltre, l’esito di tale comunicazione andrà comunicato ai fornitori.
• Il credito, da parte dei fornitori, potrà essere utilizzato in compensazione mediante F24 telematico, ripartendolo in dieci rate annuali di pari importo
• La quota del credito che non è stata utilizzato nell’anno potrà essere utilizzata negli esercizi successivi, tenendo comunque presente che la stessa non potrà comunque essere chiesta a rimborso.

Scadenza
• Il beneficio torna applicabile con riferimento alle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, ancorché le stesse si riferiscano a lavori iniziati in anni precedenti.
• Allo scopo di poter beneficiare dell’agevolazione in esame il condominio spedire telematicamente apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro il 31 marzo 2017.
• I fornitori potranno procedere all’utilizzo del credito in compensazione a decorrere dal 10 aprile 2017. L’Agenzia delle Entrate, con apposita risoluzione, istituirà il codice tributo per la fruizione del credito d’imposta da utilizzare per la compensazione.

Chiarimenti ad opera del Provvedimento del 22 marzo 2016 (Prot. n. 43434)

Data cui fare riferimento ai fini della verifica del presupposto di “no tax area”
In prima analisi si evidenzia che la Legge di Stabilità 2016 non ha fornito indicazioni in merito alla data cui fare riferimento ai fini della verifica del requisito dell’incapienza. Al riguardo il 2° punto del Provvedimento del 22 marzo 2016 ha chiarito che la situazione di incapienza deve sussistere nel periodo d’imposta precedente a quello in cui sono sostenute le spese per gli interventi di riqualificazione (quindi prendendo a riferimento il 2015).

Fornitori a cui può essere ceduto il credito
La cessione del credito può essere effettuata nei confronti dei fornitori dei beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi di riqualificazione energetica le cui spese danno diritto alla detrazione d’imposta.
N.B.: considerato che il provvedimento in esame non prevede delle limitazioni, sembra ragionevole ritenere che la cessione del credito possa effettuarsi, in presenza dei relativi presupposti, non solo nei confronti di imprese (ad esempio nell’ambito di un contratto di appalto) ma anche dei professionisti incaricati (architetti, geometri, ecc.).

Ammontare del credito che può essere ceduto
Così come chiarito all’interno del 3° punto del Provvedimento, il credito che può formare oggetto di cessione risulta pari al 65% delle spese agevolate poste a carico del singolo condomino sulla base della tabella millesimale di ripartizione delle stesse.
N.B.: vi è l’obbligo per il condominio di effettuare entro il 31 dicembre 2016 il pagamento delle spese corrispondenti alla parte non ceduta sotto forma di credito mediante l’apposito bonifico bancario o postale “parlante” (art. 4 del D.M. 19 febbraio 2007). Inoltre, la cessione del credito risulta possibile consentita per le spese pagate nel 2016 ma riferite a interventi iniziati in anni precedenti.

Dichiarazione telematica
Così come previsto dal 5° punto del Provvedimento in esame, il condominio (amministratore di condominio, se presente, o in alternativa un condomino incaricato) è tenuto a trasmettere entro il 31 marzo 2017 una dichiarazione telematica contenente i seguenti elementi:
• l’importo complessivo della spesa sostenuta nel 2016 per lavori di riqualificazione energetica su parti comuni condominiali;
• elenco dei bonifici effettuati per il pagamento delle spese di cui al punto precedente;
• codice fiscale dei condomini che hanno ceduto la detrazione, come risultante dalla delibera assembleare, con l’indicazione dell’importo del credito ceduto da ciascuno di essi;
• codice fiscale dei fornitori cessionari, con indicazione dell’importo totale del credito ceduto a ciascuno di essi.
N.B.: la comunicazione telematica potrà avvenire direttamente o per il tramite di un intermediario abilitato. Dovrà essere utilizzato un apposito software messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Come previsto dal Provvedimento (par. 5.4), il mancato invio della predetta comunicazione rende inefficace la cessione del credito. Una volta terminata la trasmissione dei dati, il condominio è tenuto a portare a conoscenza dei fornitori l’avvenuto invio della comunicazione.

 

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