Regime dei minimi, i giovani commercialisti: 'Regole non eque, correggere subito' | Ingegneri.info

Regime dei minimi, i giovani commercialisti: ‘Regole non eque, correggere subito’

In una lettera al Governo l'Unione dei giovani commercialisti chiede interventi correttivi al nuovo regime dei minimi per i professionisti, definito "discriminatorio"

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I giovani commercialisti prendono posizione contro il cosiddetto ‘nuovo regime dei minimi‘, il nuovo regime forfetario per imprese e professionisti in vigore dal 1° gennaio 2015. In un comunicato stampa l’Ungdcec, Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, ha chiesto un intervento correttivo urgente alla Legge di Stabilità 2015, che ha appunto introdotto il nuovo regime dei minimi, per renderlo più equo e meno discriminatorio.

“Nonostante l’Ungdcec avesse fornito nei mesi scorsi delle precise indicazioni al fine di migliorare il regime di favore previsto dal D.L. n. 98/2011 (il “vecchio regime dei minimi”), è costretta ad intervenire nuovamente considerato che il Governo non solo non ha ascoltato i suggerimenti proposti ma è riuscito nella diabolica impresa di danneggiare ulteriormente migliaia di giovani professionisti, tartassati e beffati dalle novità introdotte”, afferma la nota.

Al presidente del consiglio, Matteo Renzi, i commercialisti chiedono: di ripristinare l’imposta sostitutiva al 5%; di uniformare, per ogni settore di attività contraddistinto in base ai codici Ateco, il limite di ricavi o compensi percepibili ai fini dell’accesso e della permanenza nel regime (portandolo comunque ad un valore non inferiore a euro 30mila; di ridurre le percentuali di redditività, rendendole standard per ogni settore di attività.

I giovani commercialisti inoltre propongono che si ripristini anche per il 2015 l’aliquota per gli iscritti alla gestione separata Inps senza altra copertura previdenziale al 27,72%, “aumentata, in spregio alla crisi, addirittura di tre punti percentuali”, affermano. “

“Nel prendere atto dell’ammissione degli errori da parte del Governo”, conclude l’Ungdcec, “sollecita quindi un rapido intervento correttivo e ribadisce ancora una volta la necessità di un confronto continuo nell’interesse dell’intero Paese”.

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