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Reverse charge applicato agli impianti: la guida

Impianti fotovoltaici, videosorveglianza, climatizzatori, citofoni e tanto altro: entriamo nel vivo della circolare che ha chiarito in che modo interpretare il reverse charge alla luce dell’installazione di impianti per gli edifici

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Come noto, l’art. 17, comma 6, lett. a-ter del D.P.R. n. 633/1972 stabilisce che rientrano nel reverse charge i servizi di installazione di impianti relativi a edifici.
Si segnala al riguardo che rientrano in tale voce (circolare n. 14/E/2015) non solo i servizi di installazione degli impianti, ma anche quelli che riguardano la manutenzione e la riparazione relativa agli stessi (per esempio, prestazione di pulizia caldaia/controllo fumi), anche se eseguite da soggetti diversi da quelli che hanno operato l’installazione.

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Attenzione: La circolare n. 14/E del 27 marzo 2015 ha precisato che sono escluse dal nuovo reverse charge interno le forniture di beni con posa in opera in quanto tali operazioni, ai fini IVA, costituiscono cessioni di beni e non prestazioni di servizi, poiché la posa in opera assume una funzione accessoria (art. 12 del D.P.R. n. 633/1972) rispetto alla cessione del bene (Risoluzioni n. 148/E del 28 giugno 2007, n. 164/E del 11 luglio 2007 e n. 172/E del 13 luglio 2007). Gli operatori di settore non devono considerare tale operazione come una cessione con posa in opera solo per il fatto che vi sia una evidente sproporzione tra costo del bene e valore dell’installazione, infatti, bisogna individuare se prevale la fornitura del bene o l’installazione dello stesso, ma non basandosi esclusivamente sulla quantificazione dei loro rispettivi valori. Ne consegue, ad esempio, che la sostituzione di una caldaia rientri tra le cessioni di beni con posa in opera, in considerazione del fatto che l’acquisto del bene “dipende” anche dalla sua installazione, rendendo indissociabili le due operazioni. Va da sé che in tal caso l’IVA verrà applicata nei modi ordinari senza applicazione del reverse charge.

La circolare n. 37/E/2015 ha chiarito che:
nel caso in cui l’installazione degli impianti sia strettamente funzionale allo svolgimento di un’attività industriale e non al funzionamento dell’edificio autonomamente considerato, l’IVA va applicata secondo le modalità ordinarie. Analogamente dovrà procedersi in caso di allacciamento e di attivazione dei servizi di erogazione di gas, energia elettrica e acqua. Tali ultime prestazioni costituiscono, infatti, parte integrante e indispensabile ai fini della fornitura del servizio (in assenza, la fornitura non è realizzabile) e, non essendo quindi riconducibili all’attività di installazione di impianti, debbono essere escluse dall’applicazione del meccanismo del reverse charge di cui all’art. 17, comma 6, lett. a-ter), del D.P.R. n. 633/1972;
con riferimento alla particolare ipotesi degli impianti posti in parte internamente e in parte esternamente all’edificio, dovrà applicarsi il reverse charge di cui alla lett. a-ter) dell’art. 17, comma 6, del D.P.R. n. 633/1972 ogni volta che l’installazione di un impianto sia funzionale o servente all’edificio, anche se parte dell’impianto è posizionata all’esterno dello stesso.

Su tale ultimo aspetto, sempre la circolare n. 37/E/2015, ha precisato che vi rientrano le seguenti tipologie di impianti:
impianto di videosorveglianza perimetrale, gestito da centralina posta all’interno dell’edificio e telecamere esterne, laddove gli elementi esterni (per esempio, telecamera) sono necessariamente collocati all’esterno dell’edificio per motivi funzionali e tecnici (approfondisci: Come ottenere l’autorizzazione;
impianto citofonico che necessita di apparecchiature da collocare all’esterno dell’edificio;
impianto di climatizzazione, con motore esterno collegato agli split all’interno dell’edificio. L’impianto, considerato nel suo complesso, è unico e relativo all’edificio, anche se una parte (motore) è posta all’esterno;
impianto idraulico di un edificio con tubazioni esterne. L’impianto è considerato nel suo complesso unitariamente, ivi comprese le tubazioni esterne che collegano l’impianto all’interno dell’edificio alla rete fognaria (D.M. n. 37/2008).

Si evidenzia, inoltre, che la circolare n. 37/E/2015 ha, inoltre, precisato che rientrano nel reverse charge:
• le somme di denaro versate in ragione del fatto che un tecnico si reca presso il cliente effettuando una mera verifica dell’impianto (diritto di chiamata);
• le somme di denaro versate in virtù di contratti che prevedono la corresponsione di canoni di abbonamento periodici.
• le attività di installazione di porte tagliafuoco e uscite di sicurezza.
l’Installazione, manutenzione e riparazione di impianti di spegnimento antincendio (risoluzione n. 245/E del 16 giugno 2008).

Installazione impianti fotovoltaici (circolare n. 37/E/2015)
Impianti fotovoltaici “integrati” o “semi-integrati” agli edifici Sul punto è stato chiarito che l’attività di installazione (compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria) di impianti fotovoltaici “integrati” o “semi-integrati” agli edifici (come ad esempio, nel caso in cui siano posizionati sul tetto dell’edificio) rientra tra le ipotesi di applicazione del reverse charge di cui all’art. 17, comma 6, lett. a-ter) del D.P.R. n. 633/1972
Impianti fotovoltaici “a terra” L’Agenzia delle Entrate ha precisato che il meccanismo del reverse charge in esame torna applicabile anche con riferimento all’installazione di impianti fotovoltaici “a terra”, sempre che questi ultimi, ancorché posizionati all’esterno dell’edificio, siano funzionali o serventi allo stesso. Inoltre, è stato chiarito che tornerà applicabile il reverse charge sempre che gli impianti non siano accatastati come unità immobiliari autonome
Centrali fotovoltaiche Invece, l’installazione di centrali fotovoltaiche poste sul lastrico solare (o su aree di pertinenza di fabbricati di un edificio), accatastate autonomamente in categoria D/1, ovvero D/10, non costituendo un edificio né parte dell’edificio sottostante, non è soggetta al reverse charge in esame

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