Reverse charge in edilizia: le cose da ricordare per non sbagliare | Ingegneri.info

Reverse charge in edilizia: le cose da ricordare per non sbagliare

La guida completa all’applicazione del meccanismo del reverse charge alle prestazioni di servizi di demolizione, di installazione di impianti, di completamento e di pulizia relative ad edifici

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Come noto, la Legge n. 190/2014, dal 2015, ha aggiunto la nuova lett. a-ter), al comma 6 dell’art. 17 del D.P.R. n. 633/1972, estendendo l’applicazione del meccanismo del reverse charge alle prestazioni di servizi di demolizione, di installazione di impianti, di completamento e di pulizia relative ad edifici. Tenendo presente che, diversamente da quanto previsto dalla direttiva 2006/112/CE, la quale, all’art. 199, prevede l’applicazione del reverse charge con riferimento alle prestazioni relative a beni immobili, in Italia l’utilizzo del reverse charge è limitato alle prestazioni di servizi aventi a oggetto i soli fabbricati, abitativi e non, in corso di costruzione e in corso di definizione (circolare n. 14/E/2015).

Definizione di edificio
• Con la circolare n. 14/E/2015 è stato chiarito che, mancando una definizione fiscale di edificio, si deve fare riferimento a quanto riportato all’art. 2 del D.Lgs. n. 192 del 19 agosto 2005, recante “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”, il quale prevede che un edificio rappresenti “un sistema costituito dalle strutture edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli impianti e dispositivi tecnologici che si trovano stabilmente al suo interno; la superficie esterna che delimita un edificio può confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l’ambiente esterno, il terreno, altri edifici; il termine può riferirsi a un intero edificio ovvero a parti di edificio progettate o ristrutturate per essere utilizzate come unità immobiliari a sé stanti”;
• conseguentemente sono esclusi dall’applicazione del reverse charge (circolare n. 14/E/2015) i servizi riguardanti i terreni, le parti del suolo, i parcheggi ecc., come, per esempio, i servizi di pulizia relativi a un parcheggio collocato sul lastrico solare dell’edificio (circolare n. 37/E/2015), salvo che tali beni costituiscano un elemento integrante dell’edificio stesso (per esempio, piscine collocate sui terrazzi ecc.).

Allo scopo di individuare, nello specifico, le prestazioni di servizi cui si applica il meccanismo del reverse charge, occorre fare riferimento, alla classificazione delle attività economiche ATECO 2007 (divisione 43 della sezione F e, per i servizi di pulizia, divisione 81 della medesima sezione).

Voci della tabella ATECO 2007 interessate dall’applicazione del reverse charge
Demolizione
43.11.00 Demolizione
Installazione di impianti relativi a edifici
43.21.01 Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione)
43.21.02 Installazione di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione)
43.22.01 Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione
43.22.02 Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa manutenzione e recupero)
43.22.03 Installazione di impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la manutenzione e riparazione)
43.29.01 Installazione, riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili
43.29.02 Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni
43.29.09 Altri lavori di costruzione e installazione n.c.a. (limitatamente alle prestazioni riferite a edifici)
Completamento di edifici
43.31.00 Intonacatura e stuccatura
43.32.01 Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate
43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili
43.33.00 Rivestimento di pavimenti e di muri
43.34.00 Tinteggiatura e posa in opera di vetri
43.39.01 Attività non specializzate di lavori edili-muratori (limitatamente alle prestazioni afferenti gli edifici)
43.39.09 Altri lavori di completamento e di finitura degli edifici n.c.a. “completamento di edifici”
81.21.00 Pulizia generale (non specializzata) di edifici
81.22.02 Altre attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali

 

Le cose da ricordare
Codice ATECO Le prestazioni cui applicare il meccanismo del reverse charge vengono individuate esclusivamente sulla base dei codici attività delle prestazioni effettuate, senza che rilevi in alcun modo il codice attività con il quale il fornitore risulta essere registrato ai fini IVA, né il fatto che quest’ultimo operi o no abitualmente nel settore edile, né infine la forma contrattuale sottostante alla fornitura del servizio.

Attenzione:
Laddove il prestatore del servizio svolga sistematicamente attività ricomprese nelle classificazioni ATECO relative alle prestazioni di servizi in questione, ma tali attività non siano state comunicate ai sensi dell’art. 35, comma 3, del D.P.R. n. 633/1972, le stesse dovranno essere assoggettate al reverse charge, con l’obbligo, da parte dello stesso prestatore, di procedere all’adeguamento del codice ATECO (risoluzione n. 172/E del 13 luglio 2007).

Il caso
Domanda
: In che modo debbono identificarsi i servizi che, in materia di edilizia, sono attratti nel regime del reverse charge?
Risposta: la circolare n. 14/E del 27 marzo 2015 chiarisce che occorre fare riferimento ai codici Ateco, mentre non rilevano il committente del servizio né il contratto in base al quale lo stesso viene reso. In particolare, per i servizi previsti dall’articolo 17, comma 6, lettera a-ter), del D.P.R. n. 633/1972 (pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento di edifici) si deve in primo luogo tenere conto del codice Ateco 2007 di classificazione del servizio, prescindendo dal fatto che gli stessi siano svolti nell’ambito di prestazioni rese dal subappaltatore o nei confronti di un general contractor. Quindi, le prestazioni di pulizia rese, ad esempio, nei confronti di un professionista sono da assoggettare a reverse charge. Peraltro, se un operatore ha un codice Ateco diverso, ma svolge sistematicamente le prestazioni cui fa riferimento la lettera a-ter, si deve comunque applicare il reverse charge.

Prestazioni di manutenzione e riparazione Il reverse charge torna applicabile anche con riferimento alle prestazioni di manutenzione e riparazione, ancorché queste ultime non siano esplicitamente indicate dai codici ATECO di riferimento della divisione 43.
Contratto unico di appalto • In presenza di un unico contratto avente a oggetto prestazioni di servizi in parte soggette a reverse charge e in parte soggette all’applicazione dell’IVA secondo le modalità ordinarie (per esempio, contratto di pulizia di un edificio e delle aree attigue), l’operazione oggetto del contratto deve essere scomposta, distinguendo, ai fini della fatturazione, le singole prestazioni assoggettabili al reverse charge dalle altre prestazioni di servizi (circolare n. 14/E/2015). Ciò in quanto il meccanismo del reverse charge, avendo finalità antifrode, costituisce la regola prioritaria e va conseguentemente applicato in ogni caso. In questa ipotesi naturalmente, al fine di semplificare gli adempimenti, sarà preferibile emettere due distinte fatture;
• in presenza di un contratto unico di appalto avente a oggetto la costruzione di un edificio ovvero interventi di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 3, comma 1, lett. c) e d), del D.P.R. 380 del 6 giugno 2001, e nel quale rientrino anche le sopra elencate prestazioni di servizi di cui all’art. 17, comma 6, lett. a-ter), del D.P.R. n. 633/1972, in virtù delle difficoltà a scomporre il contratto, dovrà applicarsi l’IVA secondo le modalità ordinarie a tutte le operazioni coinvolte, senza scomporre il contratto (circolare n. 14/E/2015);
medesime considerazioni del punto precedente valgono nel caso di un contratto unico di appalto, comprensivo anche di prestazioni soggette a reverse charge ai sensi della lett. a-ter), sesto comma, del D.P.R. n. 633/1972, avente a oggetto interventi edilizi di frazionamento o accorpamento delle unità immobiliari di cui alla lett. b) dell’art. 3, comma 1, del Testo Unico in materia di edilizia, di cui al D.P.R. n. 380/2001 (circolare n. 37/E/2015).

Caso operativo

Dati dell’esempio Appalto chiavi in mano per la costruzione di un nuovo edificio strumentale per euro 300.000 da fatturare a soggetto passivo IVA di cui:
• euro 150.000 per opere murarie di costruzione rese dall’appaltatore;
• euro 80.000 per installazione di impianti (subappaltati ad elettricista e idraulico);
• euro 50.000 per acquisto di infissi da impresa;
• euro 20.000 tinteggiatura (subappaltata ad impresa).
Modalità di fatturazione da parte dell’appaltatore al committente Regola principale (scomposizione delle prestazioni in fattura). Fatturazione da parte dell’appaltatore delle singole operazioni:
• opere murarie con IVA;
• fornitura infissi con IVA;
• installazione degli impianti in reverse charge;
• tinteggiatura in reverse charge.

Attenzione:
I subappaltatori (elettricista, idraulico e impresa) emetteranno fattura in reverse charge nei confronti dell’appaltatore per le singole prestazioni rese.

 Soluzione alternativa (deroga al fine di semplificare la fattura, qualora non sia possibile scomporre il contratto).  Fatturazione dell’appaltatore per il totale di euro 300.000 con IVA.

Attenzione: I subappaltatori (elettricista, idraulico e impresa) emetteranno fattura in reverse charge nei confronti dell’appaltatore per le singole prestazioni rese.

Leggi anche: Agenzia delle Entrate circolare 27 marzo 2015, n. 14/E (reverse charge in edilizia)

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