Rimpatriare o meno? Guida alla scelta per l’ingegnere all’estero | Ingegneri.info

Rimpatriare o meno? Guida alla scelta per l’ingegnere all’estero

La nostra guida alle agevolazioni fiscali previste per gli ingegneri - dipendenti e autonomi - che decidono di impatriare la residenza

I vantaggi fiscali per gli ingegneri impatriati
I vantaggi fiscali per gli ingegneri impatriati
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L’Agenzia delle Entrate, con apposito documento diramato a febbraio 2018, raccoglie le disposizioni per “gli incentivi fiscali per l’attrazione di capitale umano in Italia”. Il documento riassume le numerose tipologie di agevolazioni previste per coloro trasferiscono la residenza nel nostro paese per svolgervi un’attività di lavoro. L’obiettivo degli incentivi fiscali, tramite l’attrazione in Italia di lavoratori autonomi e dipendenti, è promuovere lo sviluppo economico, scientifico e culturale.

Il settore dell’ingegneria – per gli ingegneri assunti e per gli ingegneri liberi professionisti – segue le norme riassunte nel suddetto documento di febbraio 2018, che accorpa misure in vigore da anni e altre più recenti, vedi quelle determinate dalla Legge di Bilancio del 2017 (che ha potenziato le norme esistenti e ha introdotto nuove ipotesi agevolabili).

Di seguito l’analisi dei vantaggi fiscali per gli ingegneri impatriati, sia per il caso degli ingegneri dipendenti che per quello degli ingegneri autonomi.

Agevolazioni fiscali ingegneri impatriati: lavoratori interessati e modalità d’incentivo

Dal 1° gennaio 2017 per i redditi di ingegneri assunti ingegneri liberi professionisti prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato, ai sensi dell’articolo 2 del Tuir, la tassazione avviene sul 50% dell’ammontare. L’agevolazione spetta dall’anno in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale e per i 4 anni successivi.

Il regime agevolato per gli ingegneri impatriati si applica:

  • Ai cittadini dell’UE indicati nell’articolo 2, comma 1, della legge n. 238/2010
  • Ai cittadini di Stati diversi da quelli appartenenti all’UE, coi quali sia in vigore una convenzione per evitare doppie imposizioni o un accordo sullo scambio di informazioni in materia fiscale

Gli interessati devono svolgere al momento attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia (l’oggetto della stessa non deve necessariamente essere coerente con il titolo di studio posseduto) e aver svolto continuativamente un’attività di lavoro (dipendente, autonomo o di impresa) fuori dall’Italia negli ultimi 24 mesi.

AGEVOLAZIONE DURATA REQUISITI
Esenzione del 50% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 5 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia Essere laureati

Aver svolto attività di lavoro dipendente, autonomo o di impresa all’estero per 24 mesi, oppure aver studiato all’estero per 24 mesi e aver conseguito un titolo accademico

Trasferire la residenza fiscale in Italia ai sensi dell’art. 2 del TUIR – svolgere attività di lavoro autonomo o dipendente in Italia

Il regime agevolato si applica anche a tutti gli altri ingegneri che trasferiscono la residenza in Italia, ai sensi dell’articolo 2 del Tuir, quando ricorrono le condizioni elencate di seguito. Specifiche per gli ingegneri autonomi:

  • Non essere stati residenti in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a rimanere per almeno 2 anni
  • Prestare attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano

Specifiche per gli ingegneri dipendenti:

  • Non essere stati residenti in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a rimanere per almeno 2 anni
  • Prestare attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano
  • Svolgere attività lavorativa presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con società che direttamente o indirettamente controllano la medesima impresa, ne sono controllate o sono controllate dalla stessa società che controlla l’impresa
  • Rivestire ruoli direttivi o essere in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione. Per ruoli direttivi s’intendono i dirigenti o i quadri o gli impiegati con funzioni direttive
  • L’attività lavorativa deve essere svolta in Italia, ma il datore di lavoro può essere sia una società residente sia una società collegata. Il beneficio vale anche per chi si trasferisce in Italia per prestare la propria attività presso una stabile organizzazione di un’impresa estera della quale è già dipendente, nonché per l’ingegnere distaccato in Italia in forza di un rapporto di lavoro instaurato all’estero con una società collegata alla società italiana. Hanno validità per la detrazione sia i rapporti di lavoro dipendente a tempo determinato sia quelli a tempo indeterminato, nonché i rapporti di lavoro fiscalmente assimilati a quelli di lavoro dipendente
AGEVOLAZIONE DURATA REQUISITI
Esenzione del 50% del reddito di lavoro autonomo o dipendente prodotto 5 anni dall’anno di acquisizione della residenza fiscale in Italia Trasferire la residenza fiscale in Italia ai sensi dell’art. 2 del Tuir

Non essere stati residenti in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti il trasferimento e impegnarsi a rimanere per almeno 2 anni

Prestare attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano

Svolgere attività lavorativa presso un’impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa o con una società anche estera controllata, controllante o “sorella” di tale società

Rivestire ruoli direttivi o essere in possesso di requisiti di elevata qualificazione o specializzazione

Agevolazioni fiscali ingegneri impatriati: accesso agli incentivi

Per beneficiare dei regimi agevolati gli ingegneri dipendenti devono presentare una richiesta scritta al datore di lavoro. Questa, ai sensi del Dpr n. 445/2000, deve contenere:

  • Le generalità (nome, cognome e data di nascita)
  • Il codice fiscale
  • L’indicazione della data di rientro in Italia e della prima assunzione in Italia (in caso di assunzioni successive o più rapporti di lavoro dipendente)
  • La dichiarazione di possedere i requisiti previsti dal regime agevolativo di cui si chiede l’applicazione
  • L’indicazione dell’attuale residenza in Italia
  • L’impegno a comunicare tempestivamente ogni variazione della residenza prima del decorso del periodo minimo previsto dalla norma della quale si chiede la fruizione
  • La dichiarazione di non beneficiare contemporaneamente degli incentivi fiscali previsti dall’articolo 44 del Dl n. 78/2010, dalla Legge n. 238/2010, dall’articolo 16 del Dl n. 147/2015 e dall’articolo 24-bis del Tuir.

Il datore di lavoro applica il beneficio dal periodo di paga successivo e, in sede di conguaglio, dalla data dell’assunzione,con applicazione delle ritenute sull’imponibile ridotto alla percentuale di reddito tassabile prevista dal regime agevolativo per gli ingegneri impatriati, al quale saranno commisurate le relative detrazioni.

Se il datore di lavoro non ha potuto riconoscere l’agevolazione, l’ingegnere dipendente può fruirne, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, nella dichiarazione dei redditi. Il reddito di lavoro dipendente va indicato già nella misura ridotta.

Agevolazioni fiscali ingegneri impatriati: regime agevolato per nuovi residenti

Il regime agevolato per i nuovi residenti, rivolto alle persone fisiche che decidono di trasferire la propria residenza fiscale in Italia, consiste nella possibilità di pagare un’imposta sostitutiva forfettaria dell’Irpef sui redditi prodotti all’estero, in alternativa alla tassazione ordinaria.

Il regime dura 15 anni e può essere adottato dagli ingegneri impatriati a prescindere dalla propria nazionalità: possono richiederlo cittadini stranieri e italiani, purché siano stati fiscalmente residenti all’estero per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta precedenti.

La tassazione agevolata può essere esercitata anche da coloro che sono già residenti in Italia. Nella verifica del requisito temporale va però considerato anche il periodo d’imposta nel quale si è avuta la residenza in Italia.

Il cittadino italiano che si trasferisce in Italia provenendo da un “paradiso fiscale” può scegliere il nuovo regime agevolato purché dimostri di non essere stato effettivamente residente in Italia per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta precedenti rispetto a quello in cui l’opzione inizia a essere efficace.

AGEVOLAZIONE DURATA REQUISITI
Possibilità di pagare un’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero di 100.000 euro annui (25.000 per ogni familiare) 15 anni Trasferimento della residenza fiscale in Italia, ai sensi dell’art. 2 del Tuir

Residenza all’estero per almeno 9 periodi d’imposta nel corso dei 10 precedenti

Regime agevolato per nuovi residenti ed estensione ai familiari

Familiari a cui l’opzione è estendibile:

  • Il coniuge o il componente di un’unione civile
  • I figli, anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi
  • I genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi
  • Gli adottanti
  • I generi e le nuore
  • Il suocero e la suocera
  • I fratelli e le sorelle

È necessario, per l’estensione dell’agevolazione fiscale, che il familiare trasferisca la residenza in Italia. Inoltre, questi dev’essere stato residente all’estero per almeno 9 dei 10 periodi d’imposta antecedenti quello in cui l’opzione inizia a essere efficace.

Regime agevolato per nuovi residenti: quali redditi?

Sono assoggettabili solo i redditi che l’ingegnere impatriato produce all’estero. Rientrano nel campo di applicazione:

  • Il reddito di lavoro autonomo derivante da attività esercitate all’estero
  • Il reddito derivante da attività d’impresa svolta all’estero mediante una stabile organizzazione
  • Il reddito di lavoro dipendente prestato all’estero
  • Il reddito derivante da un immobile che il neo-residente possiede all’estero
  • Gli interessi derivanti da conti correnti bancari corrisposti al neo-residente da soggetti esteri
  • Le plusvalenze che il neo-residente realizza a seguito della cessione di partecipazioni non qualificate in società estere

Non sono assoggettabili le plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate (detenute in società ed enti non residenti) realizzate nel corso dei primi 5 periodi d’imposta di applicazione del regime agevolato. Si vuole evitare che chi detiene una partecipazione in una società estera, in grado di produrre una considerevole plusvalenza, decida di trasferire la residenza in Italia al solo scopo di beneficiare della tassazione agevolata.

Regime agevolato per nuovi residenti: interpello

La richiesta di chiarimenti può essere formulata tramite una specifica istanza di interpello, che può essere presentata anche nel momento in cui il soggetto interessato non ha ancora trasferito la propria residenza in Italia. È inammissibile, invece, l’istanza di interpello presentata dopo l’esercizio dell’opzione per il regime agevolato da parte dell’ingegnere impatriato.

Regime agevolato per nuovi residenti: cessazione

Il regime agevolato per gli ingegneri impatriati cessa, in ogni caso, dopo 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione; non è possibile chiedere un rinnovo.

L’opzione per l’imposta sostitutiva può essere revocata prima della scadenza sia dal contribuente principale sia dal familiare a cui è stata estesa. La revoca va effettuata con le stesse modalità previste per l’esercizio dell’opzione ed è efficace dal periodo d’imposta in relazione al quale è stata fatta in dichiarazione. In caso di revoca del contribuente principale gli effetti si estendono anche ai familiari.

L’opzione si intende revocata qualora, dopo il primo periodo di validità del regime, il contribuente che aveva esercitato l’opzione indichi espressamente nella dichiarazione dei redditi che non intende più avvalersi del regime dell’imposta sostitutiva sui redditi esteri.

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