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Rinnovabili non fotovoltaiche: in vigore il decreto

E' possibile presentare domanda per gli incentivi previsti dal DM 23 giugno 2016 e riguardanti la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili non fotovoltaiche

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Pubblicato in GU il DM Sviluppo economico 23 giugno 2016, firmato la scorsa settimana, che disciplina gli incentivi per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Il pacchetto #energienove prevede di mettere a disposizione per le rinnovabili 9 miliardi di euro in 20 anni.

Le richieste di accesso agli incentivi devono essere presentate esclusivamente per via telematica, attraverso il Portale FER-E, accessibile dall’Area Clienti del GSE.

Le Procedure Applicative del nuovo Decreto saranno pubblicate sul sito del GSE entro il 15 luglio 2016.

 

 

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 A favore dei nuovi impianti 400 milioni di euro all’anno…

Firmato la scorsa settimana dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda e in vigore dal 30 giugno (GU 29 giugno 2016, n.150), il DM 23 maggio 2016 per l’incentivazione delle fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico‎ mette a disposizione, a regime, oltre 400 milioni di euro all’anno a favore dei nuovi impianti che verranno selezionati nel 2016. Il periodo di incentivazione avrà durata di vent’anni (venticinque per il solare termodinamico) e in totale verranno investiti nelle energie verdi circa 9 miliardi di euro.

Il DM 23 giugno 2016 si propone di sostenere la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso la definizione di incentivi e modalità di accesso semplici, che ne promuovano l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità. Questo strumento passa anche attraverso la manutenzione e il rifacimento degli impianti per renderli più efficienti. Gli incentivi sono rivolti agli impianti produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili diverse dal solare fotovoltaico.

I nuovi incentivi erogati dovranno comunque rispettare il tetto annuo complessivo di 5,8 miliardi di euro previsto per le energie rinnovabili diverse dal fotovoltaico. L’assegnazione avverrà attraverso aste al ribasso differenziate per tecnologia per gli impianti di grandi dimensioni (>5 MW), mentre gli impianti di dimensioni inferiori dovranno chiedere l’iscrizione ad appositi registri.

Per l’iscrizione al registro e per le procedure d’asta i bandi saranno pubblicati dal GSE entro il 20 agosto 2016: domande entro fine ottobre 2016 per l’iscrizione al registro, entro fine novembre 2016 per la partecipazione alle aste al ribasso.

Gli incentivi sono assegnati dal decreto specificamente per ciascuna fonte. Alle tecnologie “mature” più efficienti (come l’eolico) viene assegnata circa la metà delle risorse disponibili, mentre il resto è distribuito tra le fonti biologiche (importante modalità di integrazione tra agricoltura ed energia e di promozione dell’economia circolare) e le tecnologie ad alto potenziale di sviluppo, come il solare termodinamico.

 

Suddivisione degli incentivi

Ecco come si suddividono gli incentivi e la motivazione della scelta nella tabella predisposta dal MiSE:

 

Mln eur MW
Biomasse 105 90 La valorizzazione energetica di scarti e residui rappresenta un’importante modalità di integrazione tra agricoltura ed energia e di promozione dell’economia circolare con positive ricadute sull’economia territoriale.
Solare termodinamico 98 120 Sostegno a tecnologie innovative, su cui il nostro Paese ha sviluppato importanti brevetti, con forti potenziali di sviluppo su mercati esteri.
Eolico on-shore 85 860 Si tratta di un settore a basso costo incentivo, che ha dimostrato di poter sviluppare un’ampia concorrenza sulle procedure di accesso. Gli investimenti promossi hanno elevate ricadute sulla supply chain nazionale di impianti e componentistica.
Idroelettrico 61 80 Come per l’eolico, si tratta di una tecnologia a costo di incentivazione relativamente basso, con un buon potenziale di crescita soprattutto di piccoli impianti e buone ricadute sulla filiera nazionale.
Geotermico 37 50 È un settore in cui l’Italia vanta una indubbia leadership internazionale. Oltre alla geotermia tradizionale, il decreto indirizza il sostegno in modo prioritario verso tecnologie innovative a basso impatto ambientale.
Rifacimenti 29 90 L’obiettivo è il mantenimento in efficienza della potenza (in particolare eolica e idrica) esistente, a costi contenuti e con un miglioramento dell’efficienza impiantistica e senza ulteriori impatti ambientali.
Eolico off-shore 10 30 La previsione consente di recuperare investimenti già avviati nel settore e sperimentare il regime di aiuto su una tecnologia non diffusa in Italia.
Rifiuti 10 50 Si offre uno strumento per la chiusura del ciclo rifiuti, nel rispetto della gerarchia europea di priorità di trattamento.

 

 

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