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Sismabonus sconosciuto agli ingegneri italiani

La ricerca del Centro Studi del Cni evidenzia che oltre la metà degli ingegneri interpellati non conosce tecniche e modalità dello sgravio fiscale

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Il Sismabonus? La metà degli ingegneri non lo conosce e non sa di cosa si tratta. E’ questo il dato – piuttosto preoccupante – che emerge da una ricerca condotta dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, effettuata su un campione di 4 mila ingegneri. L’analisi rivela che il 54,2% degli ingegneri professionisti intervistati ha indicato di aver sentito parlare del sisma bonus ma di non conoscerlo nel dettaglio, mentre quasi il 12% del campione ha ammesso di non sapere nemmeno di cosa si tratti.

Variazioni a livello regionale

I valori di conoscenza cambiano, però, in base alle provenienze regionali. “Nelle aree già colpite da eventi sismici – spiegano gli esperti del Centro Studi -, la percentuale di ingegneri che conosce il sismabonus aumenta rispetto alla media generale e si attesta o supera il 40%. D’altra parte, la sensibilità del Paese, ovvero dei proprietari di immobili, nei confronti dei temi della mitigazione del rischio è attualmente piuttosto bassa. Vi è per questo la necessità di attori competenti ed informati, che possano operare in una logica di promozione efficace di alcune iniziative. Il ruolo degli ingegneri, in quanto parte del processo, diventa, pertanto, determinante ed è evidente la necessità di un’opera di informazione e formazione della categoria sul sisma bonus”.

Elementi di criticità

La ricerca mette in evidenza diversi punti di debolezza nel complicato rapporto tra ingegneria e Sismabonus. Basti pensare che solo il 6,1% dei professionisti interpellati ha dichiarato di essere già stato coinvolto in pratiche connesse al bonus. Di male in peggio quando si scopre la percentuale di coloro che ritengono che a breve lo utilizzeranno, vale a dire il 12,6%. Tra le regioni dove si registra una più elevata percentuale di professionisti che ha già fatto uso del sismabonus ecco, ancora una volta, quelle a maggiore rischio sismico o che comunque sono state coinvolte in eventi gravi: Umbria, Molise, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Marche, Abruzzo e Veneto. Già, ma quali sono gli elementi che maggiormente stanno ostacolando la conoscenza e la rapida diffusione di uno strumento di tale importanza? Innanzitutto, la scarsa consapevolezza dei proprietari di immobili della necessità di interventi di mitigazione del rischio (37,8% degli intervistati); poi, i lavori per la mitigazione del rischio, percepiti come eccessivamente invasivi (28,3%). A seguire, l’impossibilità, per gli incapienti, di ricorrere al sismabonus (26,9%) e la scarsa conoscenza della misura da parte dei proprietari di immobili (26,7%).

Il ruolo strategico degli Ordini e dei Collegi territoriali

In tal senso, diventa fondamentale il ruolo degli Ordini e dei Collegi territoriali proprio per diffondere sempre di più, tra gli iscritti e i cittadini, l’importanza di utilizzare un provvedimento di agevolazione introdotto dalla Legge di Stabilità 2017. L’obiettivo è chiaro: incentivare la messa in sicurezza degli edifici contro il rischio sismico, ovvero una detrazione fiscale finalizzata ad aumentare le spese per interventi strutturali specifici.

Come sottolinea Armando Zambrano, presidente del Cni, “Il sismabonus è molto importante per almeno tre motivi. Innanzitutto si tratta di intervento agevolativo finalizzato a promuovere una maggiore cultura della sicurezza e della prevenzione dal rischio, uno strumento operativo che agisce in via preventiva”. Ma non solo: “Il bonus può agevolare interventi di miglioramento della sicurezza degli edifici su quasi tutto il territorio nazionale, agendo su tre delle quattro aree di classificazione sismica. Infine, è importante la modalità attraverso cui viene attivata l’intera procedura per l’ottenimento delle agevolazioni che passa per una certificazione di esclusiva competenza di personale tecnico competente sulla materia”.

Caratteristiche del Sismabonus

Come ribadisce il Centro Studi del Cni, “lo sgravio fiscale riguarda interventi certificati di miglioramento e adeguamento sismico degli immobili. Possono usufruire delle detrazioni le abitazioni (prima e seconda casa), gli immobili ad uso commerciale ed attività produttive e le parti comuni dei condomini”. Nella detrazione rientrano gli immobili situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, in pratica la maggior parte del territorio italiano. Per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per interventi di prevenzione antisismica, spetta una detrazione del 50%. In altri casi aumenta fino all80%.

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