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Le società tra professionisti producono reddito d’impresa

Lo chiarisce l’Agenzia delle Entrate che qualifica la natura del reddito prodotto dalle società tra avvocati e tra professionisti

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L’Agenzia delle Entrate con la propria risoluzione n. 35/E del 7 maggio 2018, ha qualificato la natura del reddito prodotto dalle società tra avvocati, costituite ai sensi della L. 31 dicembre 2012, n. 247 ed ha chiarito i dubbi interpretativi scaturenti dalla disciplina prevista dal D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 96 e dall’articolo 10 della L. 12 novembre 2011, n. 183.
Sul punto, prima di addentrarci sui recenti chiarimenti ministeriali, risulta opportuno ricordare che l’Agenzia delle Entrate con risoluzione 26 maggio 2003, n. 118/E, in merito alle società costituite ai sensi dell’articolo 16 del D.L.gs 2 febbraio 2001, n. 96, per l’esercizio in forma associata della professione di avvocato, aveva asserito che producono reddito di lavoro autonomo, in quanto, il richiamo alla normativa sulle Snc non va inteso nel senso che le società tra avvocati siano annoverabili fra le società commerciali.
Con riferimento, invece, alle società tra professionisti, disciplinate dall’art. 10 della legge 12 novembre 2011, n. 183 e dal successivo decreto ministeriale 8 febbraio 2013, n. 34, la stessa Agenzia rispondendo ad una consulenza giuridica, aveva sostenuto che il reddito prodotto da tali società che possono essere costituite ricorrendo ai tipi societari delle società di persone di capitali o cooperative, deve considerarsi reddito di impresa. Tutto ciò nel presupposto che non assume rilevanza l’esercizio dell’attività professionale, bensì la veste societaria sotto la quale operano.

Ciò premesso la risoluzione 7 maggio 2018, n. 35/E, in prima battuta ha ricordato che ai sensi dell’articolo 4-bis della L. 31 dicembre 2012, n. 247, la professione forense, esercitata in forma societaria, è consentita a società di persone, di capitali, ovvero cooperative, iscritte in un’apposita sezione speciale dell’albo tenuto dall’ordine territoriale nella cui circoscrizione ha sede la stessa società.
Inoltre, dal punto di vista civilistico, le società tra avvocati sono costituite secondo i modelli sanciti dal titolo V del codice civile, che disciplina le società, e dal titolo VI, contenente le disposizioni relative alle società cooperative e alle mutue assicuratrici. Pertanto, non costituiscono un genere autonomo con causa propria, ma appartengono alle società tipiche sancite dal codice civile e, conseguentemente, sono soggette alla disciplina legale prevista dal modello societario adottato. Conseguentemente, l’Agenzia delle Entrate ha ritenuto che, non essendoci una norma esplicita in merito, l’esercizio della professione forense in forma societaria costituisca attività d’impresa, in quanto risulta determinante il fatto di operare in una veste giuridica societaria piuttosto che lo svolgimento di un’attività professionale.

Una segnalazione importante: va da sé che il reddito prodotto dalle società tra avvocati è qualificato come reddito d’impresa, pertanto, è soggetto alle relative imposte; quindi, nel caso in cui la società abbia la natura giuridica di società di capitali, il conseguente reddito sarà assoggettato a IRES e il valore della produzione a IRAP.

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