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Spese di rappresentanza (omaggi): cosa cambia con il Decreto semplificazioni

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L’articolo 30 del Decreto semplificazioni, in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, in tema di spese di rappresentanza (ovvero omaggi) ha stabilito, che a decorrere dalla data della sua pubblicazione sarà possibile detrarre l’Iva per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a euro 50. Tale limite prima del decreto in esame, ai fini Iva, era pari ad euro 25,82 mentre ai fini delle dirette sussisteva il limite di Euro 50. Con tale modifica di fatto è stato allineato l’importo sia ai fini Iva che ai fini delle imposte dirette uniformando il limite ad euro 50.

Tabella: trattamento Iva spese di rappresentanza

Omaggi per i lavoratori autonomi

Per i lavoratori autonomi, sia ai fini Irpef che Irap le spese di rappresentanza (nel caso in esame omaggi) sono deducibili nel limite dell’1% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta, a prescindere dal valore unitario dell’omaggio.

Nel caso in cui un esercente arti e professioni ponga in essere una cessione a titolo gratuito (indipendentemente dall’ammontare dell’omaggio), l’operazione non sarà rilevante ai fini IVA perché priva del requisito oggettivo (natura di cessione di bene ai sensi dell’art. 2 del DPR n. 633/1972) e quindi tale da considerarsi fuori dal campo di applicazione del tributo. Va da sé che per tali cessioni non vi sarà l’obbligo di emissione di fattura.

NB: gli artisti e professionisti potranno procedere alla detrazione dell’Iva per i beni, ceduti gratuitamente, di costo unitario pari o inferiore a Euro 50,00.

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