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Tutto sugli Studi di settore 2016 per i professionisti

Cosa c'è da sapere sugli Studi di Settore 2016 per i professionisti (non solo tecnici), dai chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate ai correttivi anticrisi

STUDI_SETTORE
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Come ormai noto gli studi di settore, che sono elaborati mediante analisi economiche e tecniche statistico-matematiche, consentono di stimare da parte dell’Amministrazione finanziaria i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente. Gli studi di settore toccano da vicino, chiaramente, anche la vita dei professionisti tecnici, inquadrati da specifici studi.

Più nel dettaglio gli studi di settore vengono utilizzati dal contribuente (e dall’Amministrazione finanziaria quale ausilio all’attività di controllo) per verificare, in fase dichiarativa, il posizionamento rispetto:
alla congruità: il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio, tenuto conto delle risultanze derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalità economica e
alla coerenza: la coerenza misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore.

Il Ministero dell’Economia e delle finanze con proprio comunicato stampa del 14 giugno scorso ha fatto presente che è stato firmato il D.P.C.M. (in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) che dispone la proroga dei versamenti derivanti dalle dichiarazioni UNICO 2016 e IRAP 2016 (entro il 6 luglio 2016, senza alcuna maggiorazione; – oppure dal 7 luglio 2016 al 22 agosto 2016, con la maggiorazione dello 0,4%), a favore dei contribuenti con studi di settore. Inoltre, tale proroga dovrebbe riguardare anche i contribuenti minimi di cui al D.L. n. 98/2011 nonché i nuovi forfetari di cui alla Legge n. 190/2014.

In tema di studi di settore si fa presente che l’Agenzia delle Entrate con la propria CM n. 24/E del 30 maggio 2016 ha illustrato le novità collegate ai decreti che hanno modificato 70 studi di settore con l’introduzione di nuovi indicatori di territorialità e all’aggiornamento di alcuni già in vigore nonché all’approvazione della “revisione congiunturale speciale”, che ha messo in campo interventi correttivi per adeguare le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore, sulla base degli effetti della congiuntura economica.

La citata CM n. 24/E/2016 per il 2015 ha previsto l’applicazione delle seguenti tipologie di correttivi:
• interventi relativi all’analisi di coerenza economica;
• interventi relativi all’analisi di normalità economica riguardanti l’indicatore “Durata delle scorte”;
• correttivi congiunturali di settore;
• correttivi congiunturali territoriali;
• correttivi congiunturali individuali.

Correttivi anticrisi per i professionisti

Professionisti in generale Sulla base dei correttivi anticrisi apportati agli studi di settore di quest’anno si rileva che si riscontrano dei lievi impatti rispetto a quelli del periodo precedente. Ciò in considerazione del fatto che la misurazione delle conseguenze della crisi dovrebbe venire colta direttamente dallo studio di settore revisionato, i cui risultati sono stati elaborati prendendo a base anni più recenti già di per sé contraddistinti dalla crisi, quindi, in grado di riflettere in maniera più fedele il reale andamento economico. Ciò premesso si evidenzia che il fenomeno risulta maggiormente marcato per i professionisti con funzione di compenso basata sul numero degli incarichi per i quali, ad esempio, il correttivo congiunturale di settore trova applicazione solo per 6 studi di settore sui 12 previsti. Tale correttivo ha la finalità di cogliere l’effetto relativo alla riduzione delle tariffe per le prestazioni professionali correlata alla situazione di crisi economica.
Attenzione: una novità di quest’anno attiene l’introduzione dei correttivi per gli indicatori di coerenza economica, che agiscono sull’esito dei predetti indici correggendo al ribasso la stima iniziale elaborata da GE.RI.CO. al fine di cogliere l’andamento congiunturale del singolo indicatore connesso alla situazione di crisi economica.
Ingegneri, periti industriali e geometri Con riferimento a tali figure professionali si evidenziano le variazioni più significative, invece, come già scritto per gli altri studi l’impatto è ridotto o nullo rispetto allo scorso anno.
Attenzione: per i professionisti, i correttivi più significativi riguardano quelli previsti per gli indicatori “Margine del professionista” (per ingegneri e periti industriali) e “Rendimento lordo per addetto” (per attività letterarie, teatrali e ingegneri).

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