Gare di ingegneria e architettura: crollo del 67,7% a maggio 2013 | Ingegneri.info

Gare di ingegneria e architettura: crollo del 67,7% a maggio 2013

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Secondo l’aggiornamento al 31 maggio 2013 dell’osservatorio Oice-Informatel, le gare per servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese sono state 320 (di cui 22 sopra soglia), per un importo complessivo di 28,6 milioni di euro (17,7 sopra soglia). Rispetto al mese di maggio 2012 il numero delle gare scende del 13% (-26,7% sopra soglia e -11,8% sotto soglia) e il loro valore cala del 67,7% (-77,2% sopra soglia e -1,9% sotto soglia).

Molto negativo il confronto tra i cinque mesi del 2013 rispetto a quelli del 2012: nei mesi di gennaio-maggio 2013 sono state bandite 1.599 gare per un importo complessivo di 148,5 milioni di euro che, rispetto ai primi cinque del 2012, crescono del 1,8% nel numero (-4% sopra soglia e +0,4% sotto soglia) e calano del 29,6% nel valore (-40,6% sopra soglia e +0,6% sotto soglia).

In base ai dati raccolti fino a maggio, il ribasso medio sul prezzo a base d’asta per le gare indette nel 2011 è al 39,1%, per quelle indette nel 2012 è al 34,7%. Il ribasso raggiunge il 65% nell’aggiudicazione della gara pubblicata da ‘Galleria di Base del Brennero Brenner Basistunnel’ BBT per i servizi di progettazione esecutiva ed altri servizi di ingegneria relativi ai lotti costruttivi della galleria di base del Brennero denominati “Mules II” e “Mules III” con un importo a base d’asta di 28.050.000 euro, aggiudicata per 9.873.600 euro.

Valutando il valore messo in gara per macro regioni è da notare che nei primi cinque mesi del 2013, rispetto allo stesso periodo del 2012, cresce solo il Centro, +112,3%; mentre sono in calo  Meridione, -14,9%. Nord-Ovest, -64,8%, Isole, -15,4%, e Nord-Est, -62,2%. Analizzando la posizione dell’Italia rispetto agli altri paesi europei, si rileva che il numero delle gare italiane pubblicate sulla Gazzetta comunitaria, è passato dalle 125 dei primi cinque mesi 2012 alle 120 del 2013: -4 %. Nell’insieme dei paesi dell’Ue la domanda di servizi di ingegneria e architettura mostra nello stesso periodo un andamento opposto quello italiano: +5%. Sempre molto modesta, all’1,9%, la quota del nostro Paese sul numero totale delle gare pubblicate, risultando di gran lunga inferiore rispetto a quella di paesi di paragonabile rilevanza economica: Francia 38,4%, Germania 14,7%, Polonia 7,6%, Gran Bretagna 4,6%.

Sempre in forte discesa l’andamento delle gare miste, cioè di progettazione e costruzione insieme. Il valore messo in gara nei primi cinque mesi del 2013 scende del 36,2% rispetto agli stessi mesi del 2012.

“In aprile avevamo avuto un momento di speranza di fronte ad un certo incremento dei bandi – ha dichiarato Luigi Iperti, vice presidente vicario dell’Oice –. Invece i dati di maggio dell’osservatorio ci riportano alla cruda realtà di un mercato depresso che ha urgente bisogno di interventi espansivi. Con il cieco rigore nei conti e con i tagli si sta soffocando l’economia, solo la ripresa di investimenti da parte della Pubblica Amministrazione, la riduzione del cuneo fiscale e la riapertura del credito alle imprese potrà consentire a tutto il Paese di riprendersi”.

“In particolare la sofferenza delle nostre imprese è acuita anche dalle difficoltà finanziarie connesse al problematico accesso al credito, se è vero – come risulta dalle prime risultanze del Rapporto Oice-Cer sul settore delle società di ingegneria che sarà presentato a luglio – che molti dei nostri associati affermano che il ricorso al credito è in netto peggioramento e, comunque, rimane pur sempre necessario a causa anche  dei ritardi nei pagamenti”. “In questa situazione – ha continuato il vice presidente vicario– la chiave per salvare le proprie aziende, come confermano sempre i primi elementi del Rapporto Oice-Cer, sta nella capacità di acquisire commesse all’estero, elemento che sta consentendo a molte aziende di aumentare il valore della produzione, pur nel calo del mercato domestico. Occorre però che, al più presto, il Governo focalizzi la sua attenzione su chi è impegnato sui mercati esteri ed elimini ostacoli come quello del pagamento del contributo integrativo Inarcassa sul fatturato estero, che potrebbe compromettere tutti i positivi risultati che gli associati faticosamente stanno raccogliendo. Per il mercato domestico – ha concluso Iperti – è poi necessario recuperare un minimo di risorse per la crescita e orientare gli investimenti su reali priorità, dando contemporaneamente immediato inizio alla loro progettazione”.

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